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ITINERARIO ALPINISTICO NEL GRUPPO DELL' ADAMELLO

di Nebuloni Tiziano

4 GIORNO: DAL RIF. CARE' ALTO AL RIF. AI CADUTI DELL' ADAMELLO


 
Il "ponte" sul Rio Bedù
"eccomi mentre lo attraverso"


Dal rifugio ci spostiamo dopo la teleferica e scendiamo quella lunga e caratteristica scalinata che porta al "Bus del gat". Prendiamo la vecchia strada di guerra che ci porta sulla sponda del rio Bedù. Qua per due fili di acciaio, con un passaggio mozzafiato, attraversiamo l'impetuoso torrente, sopra un piccola cascata e sempre su ottimo sentiero arriviamo al "Sasso Bagnato".
Lasciato sulla destra il sentiero per il Passo Altar rimontiamo tutta la valle con numerosi tornanti fino ad arrivare ai Pozzoni, zona questa di roccie e laghetti all' inizio della Vedretta di Lares ore 1,45.
Da questo punto, chiamato Sella del Niscli, attraversiamo in direzione nord-ovest la Vedretta di Lares, cercando di tenere come direttiva la cima del Corno di Cavento. Stando molto attenti ai crepacci che a inizio stagione possono essere coperti, arriviamo ad un tratto in falso piano. Da questo punto mirando verso il Passo di Cavento, già ben visibile sulla destra della cima, aggiriamo un grande crepaccio e con l' aiuto di un cavo di acciaio tocchiamo le roccette che con una breve ma ripida salita ci portano al Passo mt. 3191. ore 4,30


 
Il passo di Cavento dalla Vedretta di Lares

Proprio sul Passo troviamo il Bivacco Laeng, ottimo posto di ricovero in caso di brutto tempo( questo è il punto di fermata della variante del quarto giorno ). Il bivacco dispone di sei posti letto ed è dotato di coperte e di solito c'è qualche candela.
Arrivando al passo, possiamo notare sulla sinistra la cresta nord-ovest del Corno di Cavento con la caratteristica "Bottiglia" e alcuni muretti a secco che erano postazioni della guerra. Proprio il muretto sotto la Bottiglia era l'ultimo avamposto austriaco quando gli italiani già si trovavano al passo.
Dopo una breve sosta scendiamo con molta attenzione sugli sfasciumi verso la Vedretta della Lobbia e cercando il punto migliore superiamo la larga crepaccia terminale.


Il mio consiglio è quello di affrontare questo tratto legati perchè il terreno è molto ripido e pericoloso per l'instabilità delle roccie. Meglio sarebbe se si affrontasse uno per uno con l'assicurazione dall'alto).

Superato questo breve, ma pericoloso passaggio, scendiamo ancora di qualche metro sul ghiacciaio e dove si fa in piano ci dirigiamo verso il Passo della Lobbia Alta, già visibile sulla destra in fondo e già attraversato il secondo giorno. Dopo il passo arriviamo stanchi, ma soddisfatti al sospirato rifugio Ai Caduti dell' Adamello mt. 3040. ore 6,30 ( indicativo a secondo delle condizioni della montagna, soprattutto dopo il Passo di Cavento ).

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