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ITINERARIO ALPINISTICO NEL GRUPPO DELL' ADAMELLO

di Nebuloni Tiziano

5 GIORNO: DAL RIF. AI CADUTI DELL' ADAMELLO ALLA CIMA DELL' ADAMELLO E RITORNO


 
Il panorama dalla vetta della Lobbia Alta. Possiamo vedere sullo sfondo la cima dell' Adamello dietro al Corno Bianco

La salita al Monte Adamello, non ha difficoltà tecniche, ma richiede buona pratica di ghiaccio. Infatti il ghiacciaio della Vedretta del Mandrone e il Pian di Neve non devono ingannare per il loro aspetto pianeggiante, anzi proprio per questo motivo, dobbiamo sempre stare all' erta e nel caso dovesse minacciare il brutto tempo non dovremmo avere nessun dubbio nel tornare sui nostri passi. Se dovessero scendere le nubi, orientarsi su questo tipo di terreno diventerebbe veramente difficile con la possibilità di perdersi.
La montagna è stata salita la prima volta da Julius Payer, in compagnia di due guide Rendenesi, il 15 settembre 1864, che saliti sulla parete orientale del Corno Bianco credevano di essere arrivati in cima. Quando si accorsero che questo non era il Monte Adamello, scesero sull' altro versante e lasciata una delle due guide, colpita da mal di montagna, al passo degli inglesi, salirono finalmente in vetta.
Il Monte Adamello è una tra le montagne più belle della Lombardia e mentre dal versante orientale offre un piccolo e facile dislivello, da nord nord-ovest ha una parete verticale di oltre seicento metri con itinerari tra i più difficili della zona. Dalla vetta della montagna è inutile dire che si aprono davanti ai nostri occhi delle vedute mozzafiato.




Dal rifugio si va al Passo della Lobbia e da questo scendiamo in diagonale sul ghiacciaio, fino al limite inferiore della cresta che scende dalla cima di Cresta Croce. Aggirata questa, continuiamo sempre in falso piano sul ghiacciaio, superando vari crepacci, fino a portarci ai piedi del versante orientale del Corno Bianco. Superato un primo tratto in salita del ghiacciaio ci ritroviamo in quell' avvallamento, nascosto al rifugio dal Corno Bianco, dove ci appare la vetta dell' Adamello.
Da queto punto mirando alla cima del Monte Falcone, sulla sua destra, rimontiamo il ghiacciaio facendo attenzione ai crepacci. Arrivati alla cresta che divide le montagne la si rimonta stando sul filo e facendo attenzione ad eventuali cornici presenti ad inizio stagione. Si sale ora, con tratti di rocce rotte fino a alla neve della cima, mt. 3554, ore 3,30.
Con lo stesso percorso a ritroso, ritorniamo al rifugio Ai Caduti dell' Adamello, mt. 3040, ore 3,00

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