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ITINERARIO ALPINISTICO NEL GRUPPO DELL'ADAMELLO

di Nebuloni Tiziano

IL RIFUGIO CADUTI DELL'ADAMELLO


Il rifugio - Foto di Roberto Lauro

Ho voluto dedicare una pagina a questo rifugio che stà vivendo proprio in questo periodo uno dei momenti più brutti dal momento della sua inaugurazione nel lontano 1929.
Infatti, dal giorno 11 Settembre del 1998 i Carabinieri hanno notificato il decreto di sequestro disposto dal gip Corrado Pascucci per la mancanza del certificato di abitabilità ( è rimasto escluso dal sequestro il locale invernale che può ospitare fino a otto persone ) e hanno rilevato che il rifugio non ha una fossa di captazione degli scarichi che per questo motivo finiscono direttamente nel sottostante ghiacciaio.

Il rifugio, di propietà della sezione del C.A.I. di Brescia e gestito dalla Famiglia Zani, è posto su territorio Trentino ed è stato costruito sui resti della Casermetta "Generale Giordana".
I lavori iniziati nel lontano 1927 durarono due anni ed il rifugio fù inaugurato nel 1929. Aveva allora 32 posti letto con una cucina ed una saletta.
Per ospitare una delle prime scuole di sci estivo in Italia l'edificio fu ampliato e i posti letto diventarono una novantina. Venne anche costruito un grande salone da pranzo da cui si poteva ammirare un bellissimo panorama sul sottostante Pian di Neve.
Passato il periodo della seconda Gerra Mondiale, a causa del costante abbassamento del ghiacciaio il rifugio iniziò a slittare verso il basso mettendo in grave pericolo la sua stessa esistenza. Prima crollò la parte antistante alla costruzione e poi si incrinarono i muri della parte nuova. Vennero costruiti così davanti al rifugio due bracci di cemento armato che ne hanno fermato il muovimento, che però negli anni ottanta è ripreso. Dopo essere stato chiuso per due anni, a causa di nuovi lavori di ristrutturazione, nel 1990 è stato riaperto fino all'11 Settembre di quest'anno.
Il rifugio, oramai uno dei pochi che si possono così definire in tutto l'arco Alpino, è una base importantissima per le escursioni e le ascensioni nel Gruppo e senza la sua apertura si farebbe un gran male a queste montagne.
Diventato celebre negli anni ottanta per le visite del Pontefice Giovanni Paolo II e per l'incontro di Questi con il Presidente Pertini, il rifugio anche quest' anno ha avuto un momento di celebrità con i festeggiamenti per la posa in opera di una Croce di granito su Cima Creta Croce a ricordo del prossimo Giubileo.
Hanno partecipato alla manifestazione alti Prelati inviati dal Papa e anche il Sottosegretario alla Difesa Gianni Rivera che in un discorso tenuto al Passo del Tonale ringraziava le Forze dell'Ordine e gli Alpini per i giorni trascorsi tra queste montagne.
Ho sentito parlare dell'intenzione di creare una "fondazione" per cercare di salvare il rifugio, che a mio modesto parere dovrebbe diventare Monumento Nazionale e penso che anche il C.A.I. dovrebbe muoversi in questa direzione, devolvendo una piccola cifra, pari a Lire 5000, oltre al bollino per la ristrutturazione dell'edificio. Questa tassa, se così possiamo definirla potrebbe essere utilizzata ogni volta che un rifugio, di quelli "storici" abbia bisogno di lavori di restauro.
Poi per l'eseguzione dei lavori, accanto ad una impresa specializzata, non mi dispiacerebbe che si muovesse il " Corpo degli Alpini " che tanto hanno dato a queste montagne ma che tanto hanno anche ricevuto.
In merito al sequestro penso che sarebbe stato meglio dare un indicazione per l'esecuzione dei lavori senza questo gesto estremo, anche perchè il motivo di questa notifica non mi sembra coerente con quello che accade nella sottostante Val di Genova. Dire che gli alpinisti con le loro deiezioni inquinqno il ghiacciaio sottostante è secondo me erroneo anche perchè non essendoci aperto il rifugio non è che gli stimoli se vadano. Poi pensando a tutte le auto che passano nella sottostante Valle e tutti i Turisti che soggiornano sui suoi prati è assurdo pensare che l'inquinamento venga proprio da lassù.
Il sequestro è opportuno nella stessa maniera in cui pensassimo di risolvere l'inquinamento in una città fermando le "biciclette".
Sperando di poterlo rivedere aperto per la prossima stagione estiva, almeno gustiamocelo fra le pagine di questo itinerario.

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