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Avasinis (Vasinas)



Trasaghis Trasaghis (Trasagas)

IL PAESE (IL PAIS). E' uno di quelli dove devi proprio andarci apposta. Discosto dalla strada che va al Lago di Cavazzo, serrato e aggomitolato tra una montagna che gli toglie il sole e una antica palude, Vasìnas, che qualche burocrate ha addolcito in Avasinis, non offre bellezze da togliere il respiro. Il luogo è selvaggio più che selvatico e i due tratti di monte dove si trova incuneato l'abitato portano nomi antichi ed emblematici come Còvria e Corvària e le acque principall, Il torrente Leal ed Il Melò, portano nomi più antichi ancora, probabilmente celtici. Ma se salite lungo la valle del Leal il paesaggio si apre, anzi si spalanca in balconate panoramiche ampie, diverse e generose di sensazioni. La montagna, la mont, è costellata di stavoli, reperto ormai quasi archeologico di uno spento rapporto col territorio e di una civiltà che aveva come principale strumento la falce fienala, e la vacca come fabbrica di alimenti. Su questa montagna si trovano in abbondanza lamponi e mirtilli, un tempo integratori di reddito oltre che integratori vitaminici e attualmente motivo di festa.
 
GLI ABITANTI (LA INT DI VASINAS). Gli abitanti di Vasìnas sono detti Vasìnàs, sono grandi lavoratori un po' rudi e spartani e, secondo le malelingue del vicinato, adorano il dio Bêz [denaro]. La storia li ricorda già nel 1321 quando, nell'antica palude, tesero un agguato ai violenti tiranni locali, i fratelli Amelrico e Giovanni castellani di Braulins, e li uccisero con forconi e randelli. Gente tosta, quindi. Purtroppo dispersa, anche se qui rimane uno zoccolo duro di quattrocento anime, nei mille rigagnoli della diaspora migratoria.
 
LE DONNE (LAS FEMINAS). Las Feminas (le donne) di Vasinas sono forti fisicamente come poche altre perché selezionate nei secoli dal duro lavoro in montagna, una montagna in verità un po' più produttiva di quelle vicine. Però avere un po' più di formaggio o un po' più di burro significava tirar su una prole più robusta. Come personalità sono altrettanto forti, anche a giudicare di come sanno manovrare quella formidabile arma che è la lingua. Le forti personalità creavano i nomi di famiglia e, a Vasinas, i matronimici sono più numerosi dei patronimici, molte famiglie si fregiano di soprannomi come Cìria, Luzìna, Slenòna, Beta, Tìnula, Palmina, Ghita, Tina, Sara, Lenòta, Pina, 'Sina. Voi direte che di donne ce ne sono dappertutto. Sì, ma quelle di Vasìnas sono speciali e non solo perché andavano a fare il fieno e raccogliere lampone. Provare per credere.


[Dalla presentazione della Festa del lampone e del mirtillo a cura degli Amici di Avasinis]

La Chiesa di San Nicolò
Risorgiva di Eolo
Le acque e i lavaç
Cùdui, cerssò e pustiriòl
Monte Corno (Monte Cuàr)
Festa del lampone e del mirtillo
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