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Pagina realizzata da Vittorio Viaggi |
L'ALTA
VIA NR. 4 IN SETTE TAPPE di Nicola Iarocci L'Alta Via attraversa da
nord a sud la parte pių orientale della Dolomiti. Da San
Candido a Pieve di Cadore si attraversano alcuni tra i
pių famosi e giustamente celebrati gruppi montuosi. La
prima parte porta alle affollate ma pur sempre
meravigliose Tre Cime di Lavaredo. In seguito si
affrontano aree ben pių selvagge e poco frequentate: i
Cadini di Misurina, il maestoso e romantico gruppo del
Sorapėss, il solitario Antelao. Pur trattandosi di una via
non lunga (il percorso ufficiale č composto di 6 tappe),
la via č tecnicamente la pių impegnativa tra le Alte
Vie classiche delle Dolomiti. Essa infatti prevede almeno
due vie ferrate e il passaggio attraverso i bellissimi ed
esposti Sentiero Bonacossa e Sentiero Minanzio i quali
richiedono passo fermo e buon allenamento. E' possibile
incontrare tratti ghiacciati se la stagione non č troppo
avanzata. Tutti i pernottamenti sono
previsti in rifugi attrezzati, non č quindi necessario
prevedere attrezzatura da campeggio se non un sacco a
pelo o un sacco lenzuolo. Il tracciato ufficiale
della via prevede, come giā detto, 6 tappe. La buona
presenza di rifugi sul percorso consente tuttavia di
dividere le tappe abbastanza comodamente. Ognuno potrā
progettarle a seconda delle proprie esigenze e del
proprio allenamento. Di seguito viene fornita una
divisione del percorso cosė come noi lo abbiamo
interpretato. Questa descrizione si mantiene molto fedele
al tracciato originale, modificandone il numero delle
tappe e, in una occasione, il percorso.
La relazione originale
della via prevede l'arrivo direttamente al Rifugio
Locatelli. Abbiamo preferito dividere questa tappa in due
per due motivi: ci č stato possibile di utilizzare il
primo giorno per lasciare l'auto al posto di arrivo
(Pieve di Cadore), trasferirci in autobus a San Candido
ed infine di portarci in quota scaldando i muscoli senza
fretta. In secondo luogo, abbiamo potuto affrontare la
seconda parte della tappa attraversando il bellissimo
passo dei Rondoi, di cui daremo descrizione in seguito. Dal centro di San Candido
si attraversa il Parco del Castello e segue la strada per
Sesto. Si prosegue per la strada della Val Campodidentro
(indicazioni). Questa sale inizialmente per bei pascoli
ed alberi secolari. Si prosegue fino al rifugio Tre
Scarperi (1626 m), in un magnifico pianoro posto sotto le
imponenti pareti della cima Tre Scarperi.
Si attraversa tutto il
pianoro dei Tre Scarperi e si seguono le indicazioni per
il passo dei Rondoi. Ben presto il sentiero si inerpica
verso il passo. Inizialmente tra bellissima vegetazione
terminale, poi su ghiaione. Laddove termina la
vegetazione č presente una fresca fonte d'acqua dove
riempire le borracce. La salita prosegue ripida e
selvaggia fino al passo dei Rondoi (2290 m, timbro). Se
si arriva di prima mattina al passo č facile scorgere i
camosci sulle rocce. Sul filo di cresta prendere a
sinistra verso un evidente segnale dell'alta via indicato
sulla parete. Ci si inerpica con l'aiuto di corde
attrezzate fino a svalicare sulla alta valle di Rinbon.
Di fronte le maestose Tre Cime di Lavaredo e panorama
mozzafiato sulle Dolomiti. Si prosegue a saliscendi tra
trincee e baraccamenti di guerra fino al rifugio
Locatelli (2438 m). Se si č partiti di prima mattina si
arriverā probabilmente al rifugio ad ora di pranzo. Nel
pomeriggio č possibile approfittare del tempo a
disposizione per visitare affascinanti gallerie di guerra
del Monte Paterno oppure effettuare la salita alla Torre
Toblin attraverso la via ferrata "Sentiero delle
Scalette", costruita durante la Grande Guerra.
Giornata bellissima, che
prevede l'aggiramento delle Tre Cime e l'attraversamento
completo del gruppo dei Cadini di Misurina. La via
ufficiale prevede l'aggiramento delle Tre Cime da ovest
attraverso il sentiero 105. Noi abbiamo preferito il pių
diretto sentiero 101 che gira da est. In questo modo
abbiamo guadagnato il tempo necessario a portarci con la
dovuta calma al lontano rifugio meta di questa tappa. Una volta giunti al
rifugio Auronzo si prosegue per il bellissimo Sentiero
Bonacossa. Si tratta di un sentiero in parte attrezzato
che si addentra nei Cadini di Misurina. Questo bellissimo
gruppo č poco conosciuto dal grande pubblico ma vale
bene una visita. Il sentiero č spesso esposto ed offre
meravigliosi panorami. In alcuni punti puō essere utile
l'attrezzatura da ferrata. In ogni caso č indispensabile
piede fermo ed assenza di vertigini. Giunti al rifugio
Fonda-Savio (2367 m) si prosegue per la conca del Cadin
del Nevaio, dove č possibile incontrare neve per tutta
l'estate. Si sale per roccette fino alla aerea Forcella
del Nevaio (2624 m). Si scende quindi alla Forcella Verzi
(2550 m) e si prosegue per un canalone molto ripido ed
attrezzato in un paio di punti con scalette. La discesa
prosegue fino al bel rifugio Cittā di Carpi, adagiato
sui bei pascoli del versante sud-est dei Cadini.
Tappa relativamente
semplice, consente il passaggio dal gruppo dei Cadini a
quello del Sorapėss. Nel pomeriggio consente di
riposarsi sui bordi del famoso e bellissimo lago di
Sorapėss (magari facendo anche un bel bagno!). Dal rifugio Cittā di
Carpi si segue il sentiero 120 che attraverso un
bellissimo bosco di larici ed abeti scende fino
all'albergo Cristallo (1383 m) sulla strada statale. Qui
si prende il sentiero 217 che risale il bel bosco del Rio
Sorapėss. Si tratta del Rio generato dal soprastante
lago Sorapėss, meta della tappa. Dopo un primo tratto
pianeggiante il sentiero si inerpica fino al rifugio
Vandelli, posto vicino alle sponde del lago. Durante
tutta la salita si ha in buona vista la parete della
Croda del Fogo, sulla quale si svolge la via ferrata che
si affronterā il giorno seguente.
Tappa molto impegnativa,
che prevede la via ferrata Vandelli e di seguito la lunga
traversata tra il massiccio del Sorapėss ed il gruppo
delle Marmarole attraverso il Sentiero Minazio. L'intera
tappa si svolge su terreno difficile e selvaggio, č
molto difficile trovare acqua. Raro incontrare altri
escursionisti e difficile scendere a valle in caso di
maltempo. In questa tappa sono inclusi alcuni tra i
passaggi pių impegnativi di tutta l'Alta Via. Si sale alla destra del
rifugio, fino alle morene del ghiacciaio orientale del
Sorapėss. L'attacco della ferrata č facilmente
rintracciabile, sulla maestosa parete. La via ferrata č
classificata "difficile" ed č anche piuttosto
lunga. Terminata tale impresa ci si trova sul crinale
della Croda del Foco (2200 metri). Da qui si scende per
sentiero abbastanza scosceso fino al bivacco Comici (2000
m), posto in luogo veramente selvaggio. Facile avvistare
camosci se si arriva abbastanza presto. Si prosegue per
il sentiero Minazio, che taglia a mezza costa tutto il
lungo paretone che delimita il massiccio del Sorapėss.
Una volta saliti sul colle di fronte al bivacco č
necessario girare a sinistra sull'esposto sentiero in
mezzo ai mughi. Attenzione a non seguire le indicazioni
per una "scorciatoia": questa porta pių in
alto e fuori dall'itinerario. Giunti alla Valle San Vito
(2000 m) si sale alla Forcella Grande (2255 m) da dove si
mostra in tutta la sua bellezza il solitario Antelao. Si
scende infine per ripido e faticoso sentiero fino al
confortevole rifugio San Marco.
Ancora una giornata dura
ma affascinante. Si passa attraverso il selvaggio Antelao
visitando i suoi due ghiacciai e si prosegue lungo le sue
pendici meridionali lunghe i solitari sentieri che
conducono al rifugio San Antelao. Dal San Marco si segue il
sentiero 237 per la Forcella Antelao ed il rifugio
Galassi. Si giunge quindi all'attacco della via normale
all'Antelao e si scende al Galassi (2018 m). Da qui si
prende il sentiero 250 che sale tra le selvagge pareti
dell'Antelao fino alle prossimitā del ghiacciaio
inferiore. Sempre seguendo le tracce di sentiero si
risale la via ferrata che attraversa il Lastrone del Plan
Arboi, che conduce ai piedi del bellissimo ghiacciaio
superiore. Da qui si scende alla Piana dell'Antelao. Si
risale quindi alla Forcella Piria (2096 m) dalla quale si
prosegue a saliscendi fino al rifugio Antelao (1796 m).
Tappa breve e tutta in
discesa su stradello forestale. Comoda in quanto consente
di portarsi all'auto e di tornare a casa senza fretta. Dal rifugio si segue lo
stradello forestale che conduce prima a Pozzale (1058 m)
e poi a Pieve di Cadore.
Per una descrizione
dettagliata delle varie tappa si rimanda alla "Descrizione dell'Alta Via"
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