Osservando queste immagini, si può già intuire la spettacolarità di questa zona che si raggiunge
dal rifugio Auronzo (2298 metri), al termine della strada panoramica a pedaggio che parte da
Misurina. Ci si incammina lungo il largo sentiero che si snoda sotto alle Tre Cime e purtroppo in
questa stagione è molto affollato.... appena possibile si possono imboccare delle deviazioni sulla
sx che per una variante portano in poco tempo alla Forcella di Lavaredo (2454 metri).
Questo punto panoramico è secondo me il più gratificante delle Dolomiti; le indicazioni ci dirigono poi
a dx percorrendo il s. 101 che passa vicino al M. Passaporto e poi a mezza costa si sviluppa lungo
il versante O del M. Paterno. Questa montagna è un'elegante propaggine di roccia che s'innalza
nel fianco a NE delle Tre Cime, racchiude un pezzo di storia della Grande Guerra con postazioni
militari e gallerie. Giunti in vista del rif. Locatelli (45 minuti) e ai piedi della piccola torre nota
come Frankfurter Wurstel inizia sulla dx l'antico percorso militare intitolato alla guida alpina
Sepp Innerkofler. Alle nostre spalle possiamo ammirare la famosa Torre di Toblin (2617metri)
mentre salendo lungo i primi tratti di galleria dai pertugi si vedono verso NO i Laghi dei Piani
verso Val Fiscalina; dopo le prime creste di roccia inizia l'attaco della ferrata che continua poi
con la galleria del M. Paterno: un lungo tunnel ripidissimo, buio e gelido con una forte corrente
d'aria discendente da togliere il fiato,si procede con la torcia elettrica e molta attenzione nel
dove mettere i piedi e la testa! indispensabile anche il casco; solo il tratto finale si fa un po'
meno impegnativo e ogni tanto qualche spiraglio di luce entra dalle fenditure abituando la vista
all'uscita che si raggiunge dopo circa 20 minuti. Si sbuca sulla parete E (2520 metri) piccola
cengia prima di affrontare una rampa con fune che porta alla Forcella del Camoscio (2650 m.),
a sx si dirama il Sentiero delle Forcelle che non è una vera e propria ferrata perchè si sviluppa
in saliscendi senza grandi dislivelli lungo la cresta della Torre dei Piani ma è ben attrezzato e
dal punto di vista panoramico offre numerose occasioni contemplative, toccando tutti gli intagli
tra i torrioni, per strette cengie e passando accanto ai resti della guerra (ponticello). Il punto
più difficile si raggiunge verso la fine della cresta (2712 m) dove bisogna superare una profon-
da insellatura, poi si comincia a degradare per un buon sentiero scivolando infine per detriti e
raggiungendo il s.104 in circa 2 ore; le fatiche non sono finite perchè occorre poi risalire per
raggiungere il rif. Lavaredo e ricongiungersi alla strada percorsa all'andata (ore 1).
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