Questa è un'escursione originale che ho scoperto osservando la carta della zona delle Pale
di S. Martino e si è rivelata molto interessante specie dal punto di vista paesaggistico. Il
dislivello non è da sottovalutare (1340 metri), e l'itinerario si sviluppa su sentieri lontani
dalle solite mete turistiche per cui se lo si affronta in solitaria richiede una buona forma
fisica. Gli amanti della natura avranno modo di vedere da vicino camosci, mustelidi e rapaci
ammirando scorci alpini di rara bellezza immersi in un habitat ancora incontaminato.
Punto di partenza è la Capanna Cima Comelle (1333 metri) alla fine della Val Gares che si
raggiunge da Canale D'Agordo; si inizia per un buon sentiero in dir. SO per la Cascata, poi
nei pressi del torrente ci si inerpica tra le rocce fiancheggiando la sua dx orografica.
Durante questo tratto sono accompagnato dal fragore dell'acqua che scende impetuosa e
guadagno rapidamente quota fino a raggiungere il punto panoramico "Cascata Alta", dal
quale si può vedere il salto che compie il torrente nella valle sottostante (1509 M.).
Si continua poi a salire tra i mughi fino alla gola chiamata Orrido delle Comelle, si attraversa il torrente prima con un ponticello e poi con scalette e funi metalliche, si supera
la forra giungendo poco dopo sull'altipiano (ore 1,30 dal PP), Pian Comelle m. 1808; valle
detritica con ampie distese prative, stretta tra due catene montuose, solitaria e nascosta,
lunga circa 2,5 km , il posto è avvolto in un silenzio irreale rotto soltanto dai richiami del
le marmotte e dai versi dei rapaci, luogo ideale per fare una sosta contemplativa prima di
continuare l'escursione lungo il s.704 che la percorre fino ai piedi della Cima Comelle.
Dove la valle finisce, si erge un basamento roccioso detto Lasta Moia, formato da roccia
friabile e solcato da numerose sorgenti; se non fosse attrezzato con funi sarebbe impossibile scalarlo (il Lastedel ore 2,30 dal PP). All'uscita di questa piccola ferrata troviamo
un bivio dove una tabella indica a sx il rif. Rosetta, a dx il Passo delle Farangole, io prendo quest'ultima direzione: un sentiero in ripida salita che nei punti più difficili è
attrezzato; qui ho incontrato a poche decine di metri un gruppetto di camosci.
Dopo un'ora di salita raggiungo i 2300 metri
di altitudine della sella tra la Val Strut e la Val Grande
sotto la Cima delle Comelle (2951 metri) e posso ammirare la Torcia di Valgrande, più a
N il gruppo del Focobon chiude questo anfiteatro naturale.
Il percorso poi si snoda lungo
l'Alta Via n.2 sent.703,
tra rocce e detriti ci vogliono altri 45' per arrivare al culmine
della Val Grande alla base del Campanile del Focobon (2969 metri).
Solitamente giunti a questo punto ci si dirige verso N per salire al rifugio Mulaz , la mia escursione invece ha
qui il suo punto chiave che permetterà di raggiungere il Passo delle Fede: Non essendoci
tabelle, occorre tenere sempre la dx del ghiaione fino a trovare i resti di una scritta che
sulla roccia del costone indicava forse in tempi lontani ai pastori, il varco per portare
le greggi nella vallata opposta (fede nel dialetto locale sta per pecora). Tra massi e zolle
erbose fiorite (vedi foto) raggiungo la cengia e inizio la spettacolare attraversata della
Banca delle Fede che mi porterà poi al passo omonimo (2670 metri).
Questo è il punto più alto dell'escursione, lo sguardo può spaziare dalle Pale di San Lucano all'Agner a SE mentre
verso S si vede l'altipiano delle Pale di San Martino con i "resti" del ghiacciaio della Fradusta;
un'altro piccolo ghiacciaio è sotto la Cima Di Valgrande ad Ovest. La discesa offrirà poi scenari
suggestivi come il Campanile dei Campidei, monumento costruito dalla natura al centro di un avvallamento simile ad un paesaggio lunare.
Si continua poi lungo il s. 755 che è segnato solo sulla carta ma con un po'di intuito si riesce comunque a scende
re verso questa valle nascosta tra colatoi e gradinate. Nei pressi della Punta dei Scalet
finiscono le rocce e si percorrono pendii erbosi, poi iniziano i pascoli e pian piano si vede
l'abitato di Gares nel fondovalle che verrà raggiunto dopo tre ore di discesa (7 ore da PP).
(I tempi di percorrenza sono puramente indicativi in quanto sono rilevati sulla mia andatura molto tranquilla e con soste di 15' ogni ora)
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