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Questa è la famosa Civetta, colosso dolomitico la cui cima è la meta di questa escursione.
Essendo un percorso lungo e impegnativo conviene raggiungere Pecol di Zoldo (s.s. 251) di
primo mattino e parcheggiare nei pressi dell'Hotel Palafavera dove si dirama una strada
che verso O porta alla Casera di Pioda (30'), una mulattiera conduce poi attraverso pascoli
e roccette al Rif. Coldai (2132 metri-ore 1,15'dal PP), la zona è popolata dalle marmotte che
ci accompagnano con le loro grida lungo il percorso. Dietro al rifugio si imbocca il sentiero
Tivan che si snoda nella valle delle Ziolere e tra detriti e zolle erbose supera un colatoio
scendendo in una insellatura prativa tra lo Spiz Gallina e la bella Torre di Valgrande. Si attraversano poi dei ghiaioni fino ad un'ampia sella piena di grandi massi detta Porta del Masarè
tra lo Schinal del Bec e la Punta Civetta. Giunti a questo punto si abbandona il sentiero e
e si seguono le indic. a dx per l'attacco della ferrata (2420 metri-ore 2,30' dal PP); da un
terrazzo alla base dello sperone roccioso parte una prima fune con pioli per superare una
paretina strapiombante, poi si prosegue per canalini e placche fino a raggiungere lo spigolo
da dove si ha una bella prospettiva sulle torri settentrionali (Pan di Zucchero, Torre di Val
grande e Torre D'Alleghe), poi per vari salti rocciosi e attraverso un difficile camino verticale si giunge alla cresta in corrispondenza della forcella tra Punta Civetta e Punta Tissi.
Ora la vista si apre sul versante opposto,nella valle si vede Alleghe con il verde lago e sullo
sfondo l'imponente mole della Marmolada; oggi le condizioni meteo sono buone ma attorno
alla vetta le solite nubi d'alta quota vanno e vengono accompagnandoci nell'ascesa che continua sempre verso sx sulla cresta. Impressionante è la vista da quassù della celebre parete
di NO, alta più di un chilometro e ampia sette..... le nuvole che salgono dal versante opposto
ci scavalcano sferzando il corpo con raffiche di vento gelido, la visibilità è scarsa, ancora
qualche sforzo e finalmente si raggiunge la vetta (3220 metri - ore 3.15' dall'attacco).
Avvolti dalle nuvole non resta che apporre la firma sul diario di vetta vicino alla croce e
scendere al vicino rif. Torrani in circa mezz'ora per una sosta (2984 metri). Per la discesa
ho scelto la Via Normale in quanto permette di ritornare al PP nell'arco della giornata, il
percorso è molto vario, gradinate si alternano a salti rocciosi attrezzati tra pietraie e detriti, indispensabile è l'uso del casco perchè le scariche di sassi sono frequenti; dopo circa
ore 1.30' si giunge al Passo del Tenente (2380 metri), un caratteristico lastrone di roccia
fortemente inclinato, poi ampie placche conducono ai ghiaioni alla base del massiccio. Tracce
di sentiero tra i nevai ci aiutano poi tenendo sempre la sx a trovare il sent. Tivan che passa
vicino allo Schinal del Bec, e percorrendo poi il tragitto dell'andata ci si riporta infine al
rif. Coldai (ore 11.30' totali).
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