Un'
escursione che mi ha dato la possibilità di unire un
percorso naturalistico ad una via ferrata di media
difficoltà l'ho percorsa nella selvaggia Val D'Angheraz ,anfiteatro
naturale di pareti rocciose che non ha
rivali nelle Dolomiti. Salendo da Col Di Prà si nota
subito a sx il massiccio dell'Agner, poi via via tutte le
altre cime del gruppo mediamente alte 2700 metri, in fondo
alla valle s'innalza la Croda Granda (2849 m.)
e la stretta piramide rocciosa del Marmor;a dx si
scorgono la Cima del Coro,Dell'Alberghetto e dell'Orsa
con la sua caratteristica forma appiattita degradante
fino alla forcella omonima,questa è l'unico corridoio
tra la Val D'Angheraz e la Val dei Canali che unisce il
massiccio centrale delle Pale di San Martino con la
catena dell'Agner. Il PP è situato dopo il quarto
tornante della strada che da Col Di Prà porta alle
casere (S.767 alt.1014 m.),in sali scendi tra faggi e larici si
giunge alla carrareccia forestale che in forte pendenza
conduce nel cuore del fondovalle, poco dopo si
devia sulla dx salendo per il ripido crinale fino alla
enorme conca detritica. Qui la valle finisce e si è
circondati da alte pareti,tra le gole i nevai non si sono
ancora sciolti, i raggi del sole non arrivano e la zona fa
una certa impressione; in fondo sulla dx si scorge
già la traccia di un sentierino che in tornantini porta
alla base del massiccio e sale alla quota di 1550 m.
dove c'è l'attacco della ferrata (ore 1,45' dal pp).
Dopo aver indossato l'imbragatura e il casco inizio la
arrampicata assicurato alla fune che segue il percorso,si
superano alcuni tratti impegnativi, poi tre scalette
portano ad una stretta cengia aerea che continua sulla dx
in un lungo passaggio trasversale, ci si arrampica
ancora fino al termine del tratto più difficile
raggiungendo il culmine (m.1670 45'dall'attacco).
Le vertiginose vedute sul fondovalle ripagano della
fatica impiegata ma il bello deve ancora arrivare....per
una stretta e ripida gola in molti punti assicurata con
funi metalliche si salirà alla Forcella Dell'Orsa.
Dopo circa un'ora si raggiunge un nevaio e qui si perdono
le marcature rosse,per ritrovarle poi sulla parete
di sx sotto la Cima Dell'Orsa (m.1920 ore 1,45'dall'attacco),da
questo punto le tabelle indicano il "Giro
alpinistico del Coro" e il Bivacco Reali sulla sx
mentre a dx la Forcella,si sale per una conca rocciosa
tra
grandi spuntoni e sempre assicurati si raggiunge infine
la Forcella Dell'Orsa (m.2472 ore 2.45'dall'att.).
Dalla stretta insellatura ora si domina nel Trentino la
Valle Dei Canali e tutto intorno è un susseguirsi di
cime che suscitano forti emozioni,dalla Croda Granda ai
Vani Alti,il Sass D'Ortiga e la Cima D'Oltro a sx
degradando verso il Primiero,risalendo poi sulla dx con
la Cima dei Lastei e la Manstorna alta 2816 metri.
Finita la sosta contemplativa bisogna pensare al ritorno,
molto difficile è la discesa per il ripido canalone,
non ci sono appigli ne marcature e mi affido alla fortuna, qualche
scivolata e tanta prudenza finchè trovo
le prime deboli tracce di sentiero non franato così da
poter raggiungere il s.707 che proviene dal Rifugio
Treviso in Val Canali e tagliando sulla dx mi riporto
sotto l'Orsa e la Cima D'Alberghetto risalendo fino
al Passo dei Canali (m.2469 ore 1 dalla forcella).L'altipiano
su cui si arriva fa da spalla a quel che resta
del ghiacciaio della Fradusta,tutta la zona mostra i
segni delle remote glaciazioni con avvallamenti circolari
e depressioni con al centro placche ghiacciate; delle
tabelle indicano varie direzioni quindi si seguono
quelle per il Col Del Miel scendendo per facile sentiero
tra lastroni di roccia solcati da canalini e vasche
di corrosione. Sui 2300 metri ho trovato un'insolita
aiuola formata da un catino del diametro di 40 metri
rivestito da un tappeto erboso,su cui erano cresciute
ordinatamente in cerchio come una bordatura, piante
fiorite di Carlina Acaulis mentre l'interno era cosparso
di Genzianelle (fenomeno forse legato al disgelo).
Si continua poi in salita fino alla Forcella Del Miel (m.2520
ore 6.30'dal pp) e da qui il paesaggio muta
completamente,scendendo gradatamente,le rocce calcaree
lasciano via via spazi sempre più ampi al verde
dei pascoli e cominciano a vedersi gli uccelli, poi
incontro alcune capre che pascolano in tranquillità sui
pendii pieni di fioriture,si notano campanule,trollio,anemone,camedrio,parnassia,miosotis
e vulneraria.
Lo sguardo si posa infine sul grandioso panorama della
Val D'Angheraz percorsa all'andata e da questa
altitudine si può ammirare L'Agner in tutta la sua
estensione, si dovrà comunque poi affrontare il tratto
in discesa per il s.705 che con un dislivello di oltre
1500 metri ci riporterà al pp;i primi 650 metri sono
interminabili,tra continui cambi di direzione,canalini
friabili e salti rocciosi si giunge al termine del Vallone
del Miel e ci si può riposare sul pascolo della
Casera(m.1866 ore1 dalla Forcella del Miel).
Il percorso di rientro continua senza particolari
difficoltà fino al Col dei Fagher m.1658,si incontra poi
la caratteristica Casera del Piz m.1481 e sempre sotto il
bosco si giunge infine a Col Di Pra'.
La durata dell'escursione senza le soste è di circa 8
ore e si può svolgere comodamente nell'arco di una
giornata. Un grazie va al Comune di Taibon Agordino per
aver mantenuto in ottime condizioni l'impianto
e tutte le indicazioni lungo il percorso.
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