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VIA FERRATA PICCOLIN
Zona : Cima Dell'Auta Orientale
-- Località : Colmean - Falcade (BL)
Realizzato in data : 18/7/96



Questa escursione porta sulla sommità orientale delle Cime D'Auta, un bel gruppo dolomitico che si trova di fronte alla Marmolada , è poco frequentato ma offre uno spettacolo meraviglioso sulla regina dei " MONTI PALLIDI ".
Per arrivare al punto di partenza si deve percorrere la ss 346 che da Cencenighe Agordino sale a Falcade, arrivati al bivio di Caviola si gira a dx seguendo le ind. per Colmean, alla fine della strada asfaltata c'è un'ampio parcheggio dal quale inizia il S.689 (m.1274).
Il primo tratto è una passeggiata all'ombra di conifere secolari e ricalca la pista naturale di slittino,dopo circa un km inizia il sentiero che segue la sx orografica del Torrente Caiada e in salita porta alla Baita dei Cacciatori (m.1740 ore 1) dove faccio la prima sosta; in questo caratteristico rustico il fumo del caminetto si mescola ai sapori della colazione dando delle piacevoli sensazioni. Si continua poi verso nord e poco dopo appare la baita intitolata al Papa Giovanni Paolo I° (nato in queste zone), dall'ampio spiazzo prativo si dominano i paesi di Falcade mentre alzando lo sguardo si elevano sopra di noi le cime gemelle dell'Auta.
Da questo punto in poi le indicazioni scarseggiano,il bosco si dirada e tra mughi e roccette in faticosa salita mi dirigo verso il ghiaione anche se non ho la certezza che sia la direzione giusta, le marcature sono scomparse e continuo d'istinto, dopo un'ora dove la gola si restringe si intravvedono tracce di sentiero che conducono ad una piazzola .....ecco l'attacco (m.2280), mi trovo in mezzo alla base delle due Cime, una targa riporta la data di costruzione 1961 e la dedica a Paolin Piccolin.
L'inizio è piuttosto impegnativo, una scaletta porta ad un camino, poi staffe e funi aiutano a superare un'enorme gradino di roccia quasi verticale alto 25 metri, si continua a salire per la gola detritica a tratti esposta attrezzata con funi metalliche fino ad arrivare alla Forcella del Medil (m.2470 ore 3 dal pp). Qui la sosta è d'obbligo anche per poter prendere fiato ed ammirare il grandioso panorama : a nord vicinissima la Marmolada e via via a perdita d'occhio l'anfiteatro dolomitico, a sud ovest di fianco al M. Pradazzo brillava il Lago di Cavia e l'ottima visibilità permetteva di seguire il tracciato dei sentieri. Il tratto finale si dirige a dx verso la ripida parete della Cima Est per cengie e gradinate assicurati con funi, superando l'imponente bastione fino alla vetta (m.2624 ore 4 dal pp).
Questo è il momento più bello e gratificante di ogni escursione alpina, come per magia la stanchezza scompare e l'incontro con altri ferratisti sconosciuti mi da la sensazione di trovarmi tra amici, si condividono le fatiche e la gioia,cadono tutti i pregiudizi di origine e ceto sociale, ci si sente appagati e orgogliosi allo stesso tempo di aver raggiunto la meta; poi dopo aver scambiato le proprie impressioni ognuno riprende il cammino, ma con qualcosa in più nello zaino, un qualcosa che non pesa anzi servirà da stimolo per superare gli ostacoli futuri.
Dalla vetta si scende poi per una stretta forcella e poi zigzagando si segue il crinale orientale, nei tratti più difficili ci sono funi metalliche ed il percorso è molto panoramico, in particolare è molto bello il laghetto di Franzei nel vallone sulla sx ; si attraversa poi la Forcella del Corn Negher ritornando nel versante sud passando vicino al caratteristico corno nero roccioso di origine vulcanica e da qui per verdi pendii arriviamo alla Baita di Col Mont.
In questo quadrivio troviamo la prima tabella che indica l'Alta Via Dei Pastori, scenderemo quindi sulla dx dove poco dopo incontreremo il S. 689 percorso all'andata che ci riporterà al pp.
Testi e foto di Martini Paolo.
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