Questa
escursione porta sulla sommità orientale delle Cime D'Auta,
un bel gruppo dolomitico che si trova di fronte
alla Marmolada , è poco frequentato ma offre uno
spettacolo meraviglioso sulla regina dei " MONTI
PALLIDI ".
Per arrivare al punto di partenza si deve percorrere la
ss 346 che da Cencenighe Agordino
sale a Falcade, arrivati
al bivio di Caviola si gira a dx seguendo le ind. per
Colmean, alla fine della strada asfaltata c'è un'ampio
parcheggio dal quale inizia il S.689 (m.1274).
Il primo tratto è una passeggiata all'ombra di conifere secolari
e ricalca la pista naturale di slittino,dopo circa un km inizia il sentiero
che segue la sx orografica del Torrente Caiada e in salita porta
alla Baita dei Cacciatori (m.1740 ore 1) dove faccio la prima
sosta; in questo caratteristico rustico il fumo del
caminetto si mescola ai sapori della colazione dando delle
piacevoli sensazioni. Si continua poi verso nord e poco
dopo appare la baita intitolata al Papa Giovanni Paolo I° (nato in
queste zone), dall'ampio spiazzo prativo si dominano i
paesi di Falcade mentre alzando lo
sguardo si elevano sopra di noi le cime gemelle dell'Auta.
Da questo punto in poi le indicazioni
scarseggiano,il bosco si dirada e tra mughi e roccette in
faticosa salita mi dirigo verso il ghiaione anche se non
ho la certezza che sia la direzione giusta, le marcature sono
scomparse e continuo d'istinto, dopo un'ora dove la gola
si restringe si intravvedono tracce di sentiero che
conducono ad una piazzola .....ecco l'attacco (m.2280), mi
trovo in mezzo alla base delle due Cime, una targa riporta la
data di costruzione 1961 e la dedica a Paolin Piccolin.
L'inizio è piuttosto impegnativo, una scaletta porta ad
un camino, poi staffe e funi aiutano a superare un'enorme
gradino di roccia quasi verticale alto 25 metri, si
continua a salire per la gola detritica a tratti esposta
attrezzata con funi metalliche fino ad arrivare alla Forcella del
Medil (m.2470 ore 3 dal pp). Qui la sosta è d'obbligo
anche per poter prendere fiato ed ammirare il grandioso
panorama : a nord vicinissima la Marmolada e via via a
perdita d'occhio l'anfiteatro dolomitico, a sud ovest di fianco
al M. Pradazzo brillava il Lago di Cavia e l'ottima
visibilità permetteva di seguire il tracciato dei sentieri. Il
tratto finale si dirige a dx verso la ripida parete della
Cima Est per cengie e gradinate assicurati con funi,
superando l'imponente bastione fino alla vetta (m.2624 ore 4 dal pp).
Questo è il momento più bello e gratificante di ogni
escursione alpina, come per magia la stanchezza scompare
e l'incontro con altri ferratisti sconosciuti mi da la
sensazione di trovarmi tra amici, si condividono le
fatiche e la gioia,cadono tutti i pregiudizi di origine e ceto sociale,
ci si sente appagati e orgogliosi allo stesso tempo di
aver raggiunto la meta; poi dopo aver scambiato le proprie
impressioni ognuno riprende il cammino, ma con qualcosa
in più nello zaino, un qualcosa che non pesa anzi servirà
da stimolo per superare gli ostacoli futuri.
Dalla vetta si scende poi per una stretta forcella e poi
zigzagando si segue il crinale orientale, nei tratti più
difficili ci sono funi metalliche ed il percorso è molto
panoramico, in particolare è molto bello il laghetto di
Franzei nel vallone sulla sx ; si attraversa poi la Forcella del
Corn Negher ritornando nel versante sud passando vicino
al caratteristico corno nero roccioso di origine vulcanica e
da qui per verdi pendii arriviamo alla Baita di Col Mont.
In questo quadrivio troviamo la prima tabella che indica
l'Alta Via Dei Pastori, scenderemo quindi sulla dx dove
poco dopo incontreremo il S. 689 percorso all'andata che
ci riporterà al pp. |