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Ferrata ALFONSO VANDELLI



Zona : SorapissLocalità : Auronzo (BL)
Data : 16/08/01 Cat. : EEA



L'imponente gruppo del Sorapiss offre un'escursione circolare attorno alle sue vette che richiede però un paio di giorni di cammino. Volendo invece percorrere una sola parte dell'itinerario in giornata bisogna disporre di due auto; in questo caso ho scelto la ferrata Vandelli, perchè offre una spettacolare ascesa tra il lago di Sorapiss e la Busa del Banco nel settore NE. Su alcuni testi questa ferrata va percorsa in discesa, ma secondo me è molto più naturale salirla anche perchè ho constatato le pessime condizioni del sentiero che nel ritorno porta al biv. Comici e termina nella Val D'Ansiei : interminabile e massacrante.



Un'auto va lasciata al Ponte Degli Alberi (1135 m) lungo la ss 48 che da Auronzo porta a Misurina , fare attenzione perchè subito dopo l'albergo Palus S. Marco c'è la colonia Gregoriana e dopo 500 metri sulla sx una tabella indica per Bivacco Comici. Con l'altra auto si raggiunge poi il Passo Tre Croci, qui 200 metri prima sulla sx (segn. 215) inizia la nostra escursione; per facile sentiero senza grandi dislivelli costeggiamo la Croda Marcora e il Ciadin del Loudo, poi qualche tratto di fune e alcune scalinate aiutano a superare un tratto scosceso portando poi in discesa nella conca erbosa su cui è adagiato il Rif. Vandelli (1928 m - ore 1.45').


Poco lontano dal rifugio il Lago di Sorapiss merita una sosta , la luce del mattino e il silenzio irreale trasformano questo angolo montano in un luogo incantevole e magico dove le vette non riescono a specchiarsi sull'acqua colorata di giada . Penso che nessun escursionista possa rimanere indifferente di fronte a tanta bellezza , anche l'animo più rude qui si lascia andare alla contemplazione.





Dal rifugio si sale in direzione dell'attacco (segn.243) prima tra i mughi del pendio erboso, poi sull'altopiano di rocce levigate dall'azione del ghiacciaio che un tem po ricopriva tutta la conca ; mentre ci dirigiamo verso la grande parete rocciosa si possono osservare impres si sulla roccia nuda i segni delle epoche glaciali, scanellature, solchi a doccia e vaschette di corrosione hanno modellato questa zona caratteristica . Il cono detritico che incontriamo poco dopo è ricoperto di neve ghiacciata per cui lo attraversiamo più sotto e ci portiamo all'attacco . (2150 m - 30'dal rifugio)

-------------------- Altre Immagini della ferrata

Il percorso della ferrata si svolge di traverso sulla sx lungo il fianco ovest della Croda del Fogo,inizialmente delle scalette, poi funi nei tratti più esposti facilitano questa traversata su cengie . Il dislivello che si supera è di soli 250 m. su circa 1200 m. di lunghezza e molte sono le occasioni per ammirare l'anfiteatro del Sorapiss con il lago.





Raggiunta la cresta settentrionale della Croda del Fogo (2340 m.- ore 1.45' dall'attacco) termina la ferrata ,il panorama è vastissimo e la sosta offre innumerevoli scenari dolomitici, verso N il Cristallo, poi in senso orario Misurina con sullo sfondo le Tre Cime, i Cadini, le Marmarole e nel versante O oltre il Sorapiss le vette delle Tofane. Il sentiero di discesa è inizialmente facile,alcuni tratti sono attrezzati e si scende rapidamente verso Sud,in lontananza già si scorge la Busa del Banco dove troveremo il Bivacco Comici (2000 m - 45').
Questa verde conca è dominata dalle imponenti Torri della Busa e permette di seguire con lo sguardo il tratto iniziale del sentiero di rientro verso la Foresta di Somadida nella Val D'Ansiei (segn.227). Circa 850 metri di dislivello in discesa ci separano dalla piazzola dove abbiamo l'auto ma saranno interminabili, su rocce sgretolate la prima parte,poi il sentiero si snoda su un dirupo ricoperto di mughi e spesso i rami sono utilizzati come appigli, qualche spezzone di fune aiuta nei tratti franosi e spesso la traccia è incerta, una ripida discesa con clude poi il tragitto sotto il bosco e termina sulla valle ricoperta da una fitta vegetazione di conifere. Bisogna ora fare molta attenzione a non perdere l'orientamento (come è accaduto) mancano infatti le indicazioni, solo con la bussola si può capire la direzione da prendere,con il senno di poi basta seguire verso destra la debole traccia che tra l'erba degrada verso il letto asciutto di un torrente e, dopo averlo attraversato sbuca su una strada forestale alla fine della quale finalmente si vede la prima tabella (ore 2 + incognite).
Testo e foto di Martini Paolo.
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