
| Lunghezza | 2250 m. |
Profondita media | |
| Larghezza | 800 m. |
Profondita massima | 39 m. |
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Il lago di Cavazzo o dei Tre Comuni, con il suo perimetro di circa 6500 metri, è il lago più grande del Friuli Venezia Giulia.
Molto probabilmente deve le sue origini ad una diramazione del fiume Tagliamento rimasta sbarrata da terreni naturali in un bacino naturale scavato nel tempo dalle glaciazioni.
Le coste del bacino con il Monte Festa ed il San Simeone a strapiombo sul lago, sono piuttosto scoscese.
Il suo nome originario di Cavazzo deriva dall'antico castello di Cabatium, del quale non resta traccia, che era situato a nord del lago, approssimativamente dove ora sorge la pieve di Cesclans, in una posizione dominante la valle del lago.
Gli equilibri naturali del lago sono stati alterati con l'immissione nelle acque dello stesso di quelle provenienti dal bacino idrico dell'Ambiestra o di Verzegnis a mezzo di una galleria di circa 8.500 metri, usata per scopi idroelettrici dalla Centrale di Somplago.
Emissario del lago è invece un canale artificiale che porta le sue acque verso sud a confluire il torrente Leale.
Il lago è alimentato anche da sorgenti naturali sotterranee, dei veri e propri crateri larghi anche 2 metri situati sul fondale del lago.
Ricca è la fauna ittica, sono presenti le alborelle (Alburnus alburnus alborella), i cavedani (Leuciscus cephalus cabeda), i persici (perca fluviatilis), le sanguinerole (Phoxinus phoxinus), gli spinarelli (Gasterosteus aculeatus), le tinche (Tinca tinca), le trote fario (Salmo trutta m. fario) e le trota iridee (Salmo trutta m. gairdneri).
Le specie tipiche delle acque tiepide, quali le carpe e le tinche trovano il loro habitat ideale nella zona meridionale del lago dobe il fitto canneto e i bassi fondali stagnanti
mitigano la temperatura dell'acqua e permettono la loro riproduzione, altrimenti non possibile nelle altre zone del lago, caratterizzate da temperature più fredde.
Il canneto del lago, è composto specialmente di fragmitee (Phragmites australis) ed è stato recentemente rivalutato con l'inserimento di sentieri che ne rispettano la naturale struttura, permettendone
la visita. Oltre che luogo di rifugio e riproduzione per la fauna ittica, lo è anche per l'avifauna che vi può nidificare, quali i tarabusi (Botarus stellaris), i tarabusini (ixobrychus minutus) e germano reale (Anas platyhyncos).
La zona offre rifugio e riparo anche alle specie migratorie, che a seconda dei periodi transitano nella zona, quali le alzavole (Anas crecca), le marzaiole (Anas querquedula), le mestole (Spatula clypeata), le oche granaiole (Anser fabalis) e i codoni (Anas acuta).
Son invece speci stanziali le gallinelle d'aqua (gallinula chloropus) e le folaghe (Fulica atra), non di rado è possibile vedere i martin pescatori (Alcedo atthis).
La zona meridionale del lago presenta alcune infrastrutture turistiche, quali l'albergo-ristorante "Al Lago", un'area attrezzata a parco giochi,
con possibilità di noleggio di barche e pedalò e due campeggi.
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