COS'E' E DOV'E'


La seguente nota informativa vuole solo proporsi l' obiettivo di inquadrare sommariamente le informazioni fondamentali necessarie all' individuazione geografica della Catena del Lagorai e in piu una nota storica che a mio giudizio è strettamente correlata con le realtà etnico-geografiche che la zona del Trentino e Alto-Adige ha vissuto e vive tutt'ora.

 

COME ARRIVARE
   
La catena del Lagorai si trova interamente in provincia di Trento e essendo molto lunga, gli avvicinamenti possono essere fatti da diverse valli, ma solitamente si accede dalla nota Val di Fiemme che è l'unica che corre per un lungo tratto a ridosso dei più accessibili versanti settentrionali della catena.
Il noto capoluogo turistico di Cavalese si raggiunge in circa 25 Km uscendo dall'autostrada del Brennero A22 al casello di Egna-Ora (fra Trento e Bolzano).
Dal Veneto è anche possibile accedere alla Val di Fiemme dal passo Rolle. La parte più meridionale della catena invece è accessibile principalmente dalla Valsugana e valli laterali.

 

COS'E' IL LAGORAI
   
La catena del Lagorai descrive un arco della lunghezza di circa 50Km completamente  in  territorio  trentino quindi, sviluppandosi  linearmente, l' attraversata del gruppo permette la visione pressoché completa delle numerosissime elevazioni montuose e laghi che lo compongono.
Da un punto di vista geografico è delineata a nord dalla val di Fiemme,  a ovest dalla val di Cembra,  a sud dalla Valsugana,  a est dalla val Cismon.
A sud, la prima vera elevazione è  il monte Panarotta (m 2002),  mentre a nord termina al passo Rolle (m 1980).  Per quanto riguarda la quota invece, la cima più alta raggiunge i 2754m (cima Cece) mentre la media delle vette si aggira attorno ai 2400m: più modeste verso la Valsugana,  ma decisamente più scoscese e svettanti man mano che ci si dirige a nord-est verso il passo Rolle.
Da notare anche come la maggior parte dei versanti sud risultino strapiombanti (caratteristica naturale sfruttata dai tedeschi durante la guerra del 1915-1918 : vedi NOTA STORICA ), quindi l' accesso ai versanti in quota o alle vette è spesso affrontato dal lato della val di Fiemme, mentre dal lato sud-est (val Cismon) l'accesso è spesso subordinato al passaggio di forcelle o passi che adducono ai piu' accessibili pendii nord-ovest.
La caratteristica saliente di questa catena è la scarsissima antropomorfizzazione e frequentazione, nonostante la turistica Valle di Fiemme conviva a stretto contatto con queste montagne.
 
 


NOTA STORICA
   

Di particolare interesse possono essere i numerosi resti dei baraccamenti militari del conflitto mondiale del 1915-1918, parte dei quali ben arroccati su inaccessibili creste rocciose.
Non e' nemmeno raro imbattersi ancora in resti di utensili militari e a riguardo è consigliabile il passaggio (per altro obbligato per la translagorai) al rif. Cauriol (1600m s.l.m) che conserva al suo interno una discreta collezione di oggetti ritrovati (scarpe, padelle, armi, utensili, libri...).
Ma ora un po di storia, descritta molto sommariamente, ma utile ad acquisire uno sguardo più critico, attento e rispettoso durante le escursioni in questi luoghi.
Correva l'anno 1915 quando la 90º Divisione di Fanteria austriaca stava appostando la controffensiva alle truppe italiane, che stavano avanzando da sud, proprio sul Lagorai.
Scelse questa catena proprio per le sue caratteristiche morfologiche: verso sud si presenta come una lunga bastionata rocciosa interrotta solo da stretti passaggi obbligati, che provvide a rafforzare ulteriormente con una fitta rete di trincee, teleferiche, mulattiere, casermette, gallerie.....
L'Italia schierava invece la 15° Divisione composta dalla Brig. Venezia, Brig. Abruzzi, Batt. Alpini Feltre e Val Cismon, il 2° Reggimento Bersaglieri e l'84° Regg. di Fanteria.
Il 24 Maggio 1915 gli italiani iniziarono l'avanzata in questo settore attestandosi inizialmente sulle direttrici di Forc. Valsorda, C. d'Arzon, Stretta di Pralongo, Val Regana e Forc. Magna.
Nei mesi successivi conquistarono M. Cima, C. Rava, C. D'Asta, P.so Cinque Croci e il Castellazzo nei pressi del Passo Rolle.
Nell'estate del 1916 le azioni di punta nel Lagorai vennero brillantemente condotte dal Magg. Gen. Giuseppe Ferrari a capo del " Nucleo Ferrari ".RL'attacco venne sferrato il 21 luglio 1916 dopo alcuni giorni di avanzate notturne nei punti chiave di Forc. Ceremana, Passo Colbricon e Cavallazza: l'effetto sorpresa portò fruttuosi risultati che fecero retrocedere le truppe austriache sul Piccolo Colbricon mentre la scoscesa cordigliera di Ceremana e Vallon era saldamente in mano al "Nucleo Ferrari".
Nell' agosto dello stesso anno l'attenzione si spostò contemporaneamente verso C. Cece e il M. Cauriol.
La prima doveva essere un'azione diversiva per indebolire la controffensiva all'azione principale, che si sarebbe tenuta sui fianchi sud-est (Alp. del Batt. Monrosa) e sud-ovest (Alp. del Battaglione Feltre) del M. Cauriol.
Entrambe le avanzate fruttarono prima la conquista di C. Cece, Forcella di Cece e Forc. Valmaggiore e successivamente, anche sul settore principale, la C. Cauriol.
Quest'ultima battaglia è tristemente nota per i sanguinosi scontri che portarono al massacro corpo a corpo di entrambi gli eserciti sotto i furiosi colpi di artiglieria.
Da C. Cece l'occupazione dei reparti italiani si aggiudicò anche il Coltorondo (14 settembre) , il Cardinal (23 settembre) e la Busa Alta (6 ottobre).
Quell'anno ebbe purtroppo inizio un gelido e nevosissimo inverno che contribuì ad aggravare le perdite di vite (gia altissime in quell`anno su entrambi i fronti) a causa delle valanghe che spazzarono via interi reparti e il freddo che martoriò in particolare le postazioni più in quota.
Al termine dell'inverno si censirono sommariamente in tutto il settore del Lagorai, dall'inizio della guerra, circa 10.000 morti solo fra le truppe italiane.
Da quel momento in poi, l'idea di una discesa degli italiani fino in Valle di Fiemme, fu abbandonata a causa dell'indebolimento dell`esercito subito soprattutto durante il precedente inverno.
Il guerra sul Lagorai divenne così guerra di trincea mirata solo al mantenimento delle posizioni.
Fu la battaglia del Piave nel 1918 che sancì la disfatta dell’esercito austriaco e il relativo ritiro verso nord.
Le truppe italiane scesero a Cavalese l’11novembre 1918.