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PERCORSO:Dal biv. Paolo e Nicola
si rimonta il ghiaioso e ripido pendio in direzione nord-est per passare
alti sopra il passo stesso con un traverso.Il sentiro devia gradatamente
verso destra per immetteri con un lungo traverso in costa nell' ampio e
suggestivo vallone che sale verso la ora visibile C. Cece (ignorare il
336b: sent. Don Battistin).
Si raggiunge il fondo del vallone circa a quota
2300m e si segue fedelmente passando sotto il caratteristico dente di cece
(vedi
foto) fino ad un pianoro chiuso a nord da una fascia di rocce
che si supera malagevolmente lungo un breve canalino eroso: ci si trova
cosi ai 2600m sull' ampia dorsale rocciosa che si protende verso sud-est
fino alla cima piu' alta del Lagorai (C. Cece m2754).
Il sentiero 349 in
direzione nord attraversa un ghiaione con un lieve perdita di quota e risale
subito ad una stretta sella che attraverso un ripidissimo canalino
su ghiaia e sassi cala per qualche decina di metri sui pendii nord della
C. Cece.
Ora i segni diventano rari ,ma in linea di massima
appena il canalino termina si devia subito a destra in lieve discesa fino
a raggiungere i ghiaioni nord della C.Cece: ora e' importante non farsi
confondre da un sasso in basso sul ghiaione con un segno ,ma proseguire
su tracce di sentiero ,ove presenti ,perdendo al massimo qualche decina
di metri di quota e puntare a ridosso delle ultime bastionate rocciose
sopra il ghiaione che scendono da C. Cece (ogni tanto qualche vecchio segno
vi puo' essere di aiuto).A ridosso di dette roccie il sentierino stretto
cala evidente alla forc. di Cece (m2393-2h30').
Si prosegue verso est sul 349 in salita passando
su un tratto di mulatira,in una valletta spesso innevata e nel mezzo di
un ex quartier generale di guerra (solo resti).Un trattino di una ventina
di metri incassato fra le rocce si supera con l'uso delle mani,ma senza
alcun problema per giungere ad una sella a nord della C. di Valbona ove
lo sguardo spazia lontano sopra un deserto di rocce verso l' ancora piu'
lontano fine tappa.
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| Caratteristico Dente di Cece.
Sullo sfondo il massiccio di C. d' Asta |
Bivacco Aldo Moro a quota 2565m |
Da qui il sentiero e unico e ben segnato,ma e'
necessario non farsi ingannare spesso dalle mulatiere militari che si sfruttano
per dei tratti ,ma che proseguono poi verso altre mete: se il segno
non si nota piu' da 5 min. e' il caso di ritornare indietro perche' sicuramente
avete preso una direzione sbagliata.In particolare superata una paretina
quasi verticale di qualche metro (non facile-II grado) ci si trova su una
mulatiera comoda ,piana e ben conservata,ma attenzione perche' dopo breve
quando la mulatiera inizia a salire a mezza costa i segni scendono a sinistra
su ampie rocce piatte e levicate per superare una valletta e raggiungere
una ampia sella su un costone da dove si vede l' arancione bivacco Aldo
Moro presso il quale si transita(possibile fine tappa).
Oltre il bivacco il 349 prosegue ben segnato
per transitare alla forc. di Ceremana(m2428-5h) e a seguire la larga Forc.
fra il Colbricon grande e il Colbricon piccolo.Da quest' ultima si
scende lungamente su sentiero ben marcato al P.so Colbricon (m1908-8h)
e quindi ai vicini laghi omonimi ove si campeggia (zanzare!!) con qualche
difficoltà causa la conformazione del terreno.
ALTERNATIVE:
ASCENSIONI FUORI PERCORSO: