SESTO GIORNO


PARTENZA: Biv. Paolo e Nicola(m2180)
ARRIVO: Laghi  di Colbricon(m1910)
TEMPO DI PERCORRENZA: 8h00'
DISLIVELLO COMPLESSIVO: 700m in salita / 970m in discesa
QUOTA MASSIMA: m2600
APPOGGI: Biv. Aldo moro dotato di 9 posti letto, ma molto trascurato e umido.
Rif. Colbricon presso gli omonimi laghi : servizio di ristoro e 3 posti letto.
DIFFICOLTA`: Problemi nell'individuare la traccia del 349 sul versante nord di C. Cece prima di raggiungere la Forc. di Cece.
Molto critico gran parte del tratto fra la C. Valbona e Forc. Ceremana in caso di nebbia: per lunghi tratti si prosegue liberamente orientati unicamente dai segni bianco-rossi sulle pietre.
ACQUA: Inesistente , tranne piccoli rigagnoli occasionali originati da eventuali chiazze di neve,piu' probabile poco dopo forc. Cece
NOTE: Tappa lunga tutta in ambiente critico sia per l'approviggionamento di acqua sia per l'individuazione del sentiero in caso di nebbia fra lunghe distese di rocce.
In piu' oggi si transita poco sotto la vetta piu' alta del Lagorai.
C'e' la possibilita' di bivaccare presso il biv. Aldo Moro a quota 2565m accorciando cosi' la tappa di almeno 2h 30'.
 
 
Deserto di rocce del Coston dei Slavaci, Cime di Bragarolo, Ceremana, Colbricon visti dai versanti nord di C. Cece
 


PERCORSO:Dal biv. Paolo e Nicola  si rimonta il ghiaioso e ripido pendio in direzione nord-est per passare alti sopra il passo stesso con un traverso.Il sentiro devia gradatamente verso destra per immetteri con un lungo traverso in costa nell' ampio e suggestivo vallone che sale verso la ora visibile C. Cece (ignorare il 336b: sent. Don Battistin).
Si raggiunge il fondo del vallone circa a quota 2300m e si segue fedelmente passando sotto il caratteristico dente di cece (vedi foto) fino ad un pianoro chiuso a nord da una fascia di rocce che si supera malagevolmente lungo un breve canalino eroso: ci si trova cosi ai 2600m sull' ampia dorsale rocciosa che si protende verso sud-est fino alla cima piu' alta del Lagorai (C. Cece m2754).

Il sentiero 349 in direzione nord attraversa un ghiaione con un lieve perdita di quota e risale subito ad una stretta sella che attraverso un  ripidissimo canalino su ghiaia e sassi cala per qualche decina di metri sui pendii nord della C. Cece.
Ora i segni diventano rari ,ma in linea di massima appena il canalino termina si devia subito a destra in lieve discesa fino a raggiungere i ghiaioni nord della C.Cece: ora e' importante non farsi confondre da un sasso in basso sul ghiaione con un segno ,ma proseguire su tracce di sentiero ,ove presenti ,perdendo al massimo qualche decina di metri di quota e puntare a ridosso delle ultime bastionate rocciose sopra il ghiaione che scendono da C. Cece (ogni tanto qualche vecchio segno vi puo' essere di aiuto).A ridosso di dette roccie il sentierino stretto cala evidente alla forc. di Cece (m2393-2h30').
Si prosegue verso est sul 349 in salita passando su un tratto di mulatira,in una valletta spesso innevata e nel mezzo di un ex quartier generale di guerra (solo resti).Un trattino di una ventina di metri incassato fra le rocce si supera con l'uso delle mani,ma senza alcun problema per giungere ad una sella a nord della C. di Valbona ove lo sguardo spazia lontano sopra un deserto di rocce verso l' ancora piu' lontano fine tappa.

Caratteristico Dente di Cece.
Sullo sfondo il massiccio di C. d' Asta
Bivacco Aldo Moro a quota 2565m

Da qui il sentiero e unico e ben segnato,ma e' necessario non farsi ingannare spesso dalle mulatiere militari che si sfruttano per dei tratti ,ma che proseguono poi verso altre mete: se il segno  non si nota piu' da 5 min. e' il caso di ritornare indietro perche' sicuramente avete preso una direzione sbagliata.In particolare superata una paretina quasi verticale di qualche metro (non facile-II grado) ci si trova su una mulatiera comoda ,piana e ben conservata,ma attenzione perche' dopo breve quando la mulatiera inizia a salire a mezza costa i segni scendono a sinistra su ampie rocce piatte e levicate per superare una valletta e raggiungere una ampia sella su un costone da dove si vede l' arancione bivacco Aldo Moro presso il quale si transita(possibile fine tappa).
Oltre il bivacco il 349 prosegue ben segnato per transitare alla forc. di Ceremana(m2428-5h) e a seguire la larga Forc. fra  il Colbricon grande e il Colbricon piccolo.Da quest' ultima si scende lungamente su sentiero ben marcato al P.so Colbricon (m1908-8h) e quindi ai vicini laghi omonimi ove si campeggia (zanzare!!) con qualche difficoltà causa la conformazione del terreno.
   
ALTERNATIVE:

ASCENSIONI FUORI PERCORSO: