| TRANSLAGORAI |
| Natura, storia e solitudine |
La Translagori è un trekking di piu giorni che
attraversa tutta la catena del Lagorai da sud
-ovest a sud-est.
Sono luoghi molto poco frequentati a causa della sua
relativa inaccessibilità nei tratti in quota e in più i rifugi
sono pochissimi.
L'attraversata si poggia quindi su alcuni bivacchi o
malghe distribuiti però spesso in modo poco compatibile con l'attraversata
in quota (soluzione piu pratica rimane la tenda).
Ne consegue che si presenta come un' avventura affascinante
nella solitudine di queste stupende montagne ancora non antropomorfizzate,
ma che necessita di una buona preparazione di base e di uno spiccato spirito
di adattamento affinchè questi 5-6 giorni
possano rimanere indelebili nei vostri piu bei ricordi.
Per raggiungere la partenza della Translagorai si percorre la SS47 della Val Sugana che è raggiungibile da Trento o da Bassano del Grappa.
Raggiunto il noto e visibile lago di Caldonazo si seguno le indicazioni per Levico Terme e in seguito per Vetriolo Terme. Poco oltre quest' ultimo, in direzione est, ci si ferma sulla destra, in un parcheggio dell' impianto di risalita Chalet-Panarotta (m1460).
Nel caso si voglia accorciare l' attraversata si segnalano alcuni punti di partenza alternativi:
1) Loc. Frotton (Palu' del Fersina) in Val dei Mocheni
raggiungibile dalla Val Sugana
all' altezza di Pergine.
2) P. so Manghen raggiungibile dalla
Val Sugana passando per Borgo,Telve e Val Calamento oppure dalla Val di
Fiemme passando per Molina (pressi di Cavalese) e val Cadino.
Sicuramente i mesi piu' indicati
sono luglio e agosto e pur essendo mesi di punta per quanto riguarda il
turismo in Trentino l' affollamento non c'è mai nel Lagorai.
Io l' ho percorso alla fine di
luglio in 6 giorni: ho incontrato un gruppo di 10 ragazzi e altre 10 persone
sparse qua e là.
Giugno è sicuramente sconsigliabile
perchè fino a fine maggio c'è ancora neve per lo scialpinismo
sulle gite piu' in quota, quindi ci vuole fino ai primi di luglio affinchè
la neve scompaia quasi del tutto.Settembre è il mese piu'
affascinante e ricco di colori per la montagna: cielo limpido, aria fresca,
ma si rischia di dover imbattersi nelle prime lievi nevicate sopra i 2000m
.
Gia' osservando il profilo
altimetrico ci si rende conto che il trekking proposto non e'
sicuramente una passeggiata adatta a tutti, dato che sono 5000m di dislivello
in salita che si affrontano in circa 38 ore. Da notare comunque che non
si tratta nemmeno di una attraversata dolomitica su ghiaioni, ferrate o
nevai e si rimane sempre sotto i 2600m di quota. Sicuramente io consiglio
a chiunque voglia affrontare questa Translagorai che deve essere in grado
di superare senza problemi escursioni domenicali con circa 1000m di dislivello
(con zaino medio di circa 10 Kg) : ciò garantirà sicuramente
un buon grado di soddisfazione e di allenamento per affrontare con relativa
tranquillità il percorso.
Per quanto riguarda le difficoltà tecniche si
segnala in particolare una buona capacità nell'orientarsi con cartina
e riferimenti naturali (i sentieri in alcuni tratti limitati sono incerti
o poco segnati ), per il resto da notare solo qualche metro di facile arrampicata
(I-II grado) a causa delle vecchie scalinate rocciose militari, che in
alcuni tratti hanno strutturalmente ceduto.
La Translagorai completa dalla Panarotta
al passo Rolle richiede circa 38 ore che possono essere ripartite in 5
o piu' giorni in base alla preparazione di ciascun escursionista.
Un' alternativa piu' breve (da
circa 25ore) è spesso affrontata partendo dal passo Manghen: questa
proposta taglia la parte di attraversata meno in quota e si addentra subito
nelle selvagge distese rocciose dai 2200m ai 2600m di quota.
C'è da tenere conto in particolare
che i rifugi sono scarsissimi quindi si è vincolati alla presenza
dei bivacchi e malghe che sono però anch' essi mal distribuiti:
qundi la soluzione che garantisce maggior flessibilità è
senz' altro quella di portarsi una tenda leggera (3kg per una due posti)
avendo cura di campeggiare comunque, se possibile, vicino a qualche riparo
di emergenza e evitare gli altipiani in quota maggiormente esposti a vento
e temporali.
Per chi invece volesse risparmiare
peso nello zaino può affrontare comunque la traslagorai appoggiandosi
a malghe e bivacchi, considerando però che la sera si è
spesso costretti o a scendere mediamente fino alle malghe a 1800m, per
risalire poi al mattino a riprendere il sentiero translagorai che passa
in quota, o a dormire in qualche malga piu in quota (ove presente), ma
abbandonata e ormai invasa dalla vegetazione.
Per i più allenati e frettolosi
c'è il vantaggio che, alternando opportunamente tappe corte con
tappe piu lunghe (10-11 ore), si può pensare di riuscire a concatenare
i pochi bivacchi in quota risparmiando così il peso della tenda
e anche dislivelli inutili fino alle malghe a media quota.
| DISLIVELLO TOTALE: |
circa 5000m in salita e 4500m in discesa |
| TEMPO DI PERCORRENZA TOT.: |
circa 38 ore |
| QUOTA MASSIMA: |
2600m |
| NOTA: |
Le località evidenziate
indicano i pernottamenti (tenda o bivacco) così come personalmente
affrontati.
Cio non nega la possibilità di allungare o accorciare
le tappe tenendo anche conto però della scarsità di
appoggi in quota lungo il sentiero.
Per informazioni aggiuntive a riguardo scrivetemi. |
Sconsigliate in ogni caso sono le cartine scala 1:50.000
che sono troppo povere di dettagli.
Proprio quando il sentiero si fà incerto e serve
poter leggere l' andamento del terreno sulla cartina, per discriminare
la direzione di marcia, la carta scala 1:25.000 risulta molto piu utile.
Attualmente le uniche cartine che coprono interamente
la zona del Lagorai e che garantiscono una discreta precisione sono :
-
Kompass 1:25000 Nr. 621 V. Sugana-C. d'Asta-V. dei Mocheni
(copre da Levico fino ai Laghetti di Lagorai e M. Laste de
le Sute)
-
Kompass 1:25000 Nr. 618 Fleimstal/V. di Fiemme-Catena dei
Lagorai (copre dal M. Laste de le Sute fino al Passo Rolle)
Ed eventualmente per completare la cartografia di tutta
al zona comprendendo anche il Gruppo di cima D'asta si consiglia la cartina:
ABBIGLIAMENTO
1 paio di scarponi comodi, ma robusti e almeno idrorepellenti
1paio di calze di lana per gli scarponi
1 paio calze di lana lunghe di ricambio per il bivacco
1 ricambio intimo
1 canottiera calda maniche lunghe
1 maglietta corta
1 paio pantaloncini corti
1 paio pantaloni lunghi tecnici (antivento)
1 paio pantaloni aderenti (foseau) per ricambio o da mettere
sotto quelli antivento
1 dolcevita calda e aderente
1 maglione (ottimo il pile)
1 giacca a vento tecnica (gore-tex)
1 poncio grande (meglio quelli completamente apribili: tenda
di emergenza)
1 fascietta copriorecchie
1 capellino con visiera ampia
AL CAMPO
tenda
sacco a pelo
materassino isolante leggero (100-200g): indispensabile
fornello a gas+ricambi bombole
fiammiferi+accendino
piccola pila (ottima la frontale per ev. forzata progressione
notturna)
1 bicchiere leggero
1 padellino in alluminio (1 in due)
cucchiaio+forchetta+coltellino da campo (ottimo se con seghetto)
utile 1 rotolo di scotch telato antistrappo
IGIENE E CORPO
1 piccolo asciugamano
1 flaconcino piccolo di shampoo-bagnoschiuma
1 spazzolino + dentifricio piccolo
1 rotolo di carta igienica
crema da sole (fattore elevato)
EMERGENZA
garza elastica
alcool
cerotti
anti zanzara
2 aspirine
2 compresse digestive
CIBO
ottime per la sera buste di pasta, riso o minestrone liofilizzate
caffe' solubile e/o tè in bustina
zucchero in bustine
pane a lunga conservazione (non delicato altrimenti si sbriciola)
marmellata
biscotti
barrette di cereali e/o ipercaloriche
reintegratori salini da sciogliere
.......PER IL RESTO ...A VOSTRO GUSTO E DESIDERIO...
(consiglio speck,salumi e/o formaggio..in quantità
contenute: rapporto peso/volume alto)
VARIE
1 bottiglia da 1,5 l in PVC (piu leggere delle borracce)
1 bottiglia da 0,5 l in PVC
bastoncini telescopici da escursionismo (utilissimi in discesa
con zaino pesante)
4 sacchetti di nylon
cartina 1:25.000
altimetro
bussola
macchina fotografica
binocolo
cellulare (non sempre funziona) o radio ricetrasmittente
(con freq. locali del soccorso che si possono chiedere assieme ad altre informazioni alla Azienda
di Promozione Turistica
della val di Fiemme al numero 0462-241140)
CONSIGLI
DA ESPERIENZA PERSONALE
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TORNA SU |
Lo zaino non dovrebbe in ogni caso superare i 16 Kg
(contando anche 1,5 L di acqua)
Gli oggetti piu' pesanti vanno caricati piu' in basso
possibile (in fondo allo zaino) cosi' come le cose che si usano solo la
sera e non sono di emergenza.
Non mettere scarponi nuovi, ma quelli comodi e ben collaudati
onde evitare noiosissime vesciche (cerotti!!!!!)
Mettere in sacchi di nylon l' abbigliamento e il sacco
a pelo (devono rimanere asciutti!!!!!!)
Ottime sono 3o 4 mollette per appendere la biancheria
da asciugare sullo zaino durante il trekking.
Non portare troppo abbigliamento di ricambio (si
lava)
I punti di appoggio con ristoro sono pochi (Rif. Lago
Erdemolo, rif. Sette Selle, rif. passo Manghen, rif. Cauriol) e concentrati
nei primi giorni, ma spesso si esagera comunque con il cibo portato da
casa (e' la componente piu' ingombrante e pesante dello zaino!!!!)
E' fondamentale invece riempire sempre le bottiglie
ad ogni sorgente o ruscello perchè alcune tappe in quota sono prive
di acqua e alla sera per il campo e per la colazione serve almeno 1L di
acqua a testa.
Considerare che e' meglio partire di buon ora e coprire un
60% del percorso sulle ore piu' fresche per fermarsi 2-3 ore a mezzogiorno,
programmando però l' arrivo a fine tappa tre ore prima del
sopraggiungere del buio, per poter fronteggiare eventuali ritardi per cause
di forza maggiore (in luglio e agosto verso le ore 15/16 è frequente
un breve temporale)
In caso si proceda con la pioggia evitare di mettere vestiti
inutili che è preferibile lasciare asciutti:
ad esempio se non è troppo freddo è meglio
usare solo i pantaloni corti (le gambe bagnate si asciugano facilmente,
ma i pantaloni no!!)
E' fondamentale anche, per rimanere asciutti in caso
di pioggia, non mettere a diretto contatto con la pelle la mantella
o la giacca, ma usare un maglione dalle maniche lunghe: il contatto della
pelle calda con il freddo della mantella ci renderebbe fradici dalla
condensa interna in pochi minuti.
Prevedere vie di fuga o bivacchi forzati presso strutture
che sappiano garantire un affidabile riparo da pioggia, fulmini e vento
(e' sufficiente una legnaia di un malga o una galleria della guerra)
Informarsi su documentazione specifica su tecniche di riparo
dai
fulmini.
Piantare sempre la tenda solidamente : puo' succedere
che da un cielo meravigliosamente stellato si scateni un vento o un acquazzone
improvviso mentre dormite.
Il cellulare GSM funziona discretamente sopratutto
su alture aperte con visibilità verso il fondo valle, però
trasmette con potenze elevate e consuma molta batteria e in 20 min. di
telefonata potreste scaricare completamente il telefono (tenerlo spento
e accenderlo solo per emergenza: potreste averne bisogno proprio quando
è scarico).
IL consiglio fondamentale però è uno solo:
TUTTO E' UTILE ,
POCO E' FONDAMENTALE E TUTTO PESA