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Ex ferrovia della Valle di Fiemme

Partenza Egna (BZ) m. 214
Arrivo Egna (BZ) m. 214
Totale Km 35 Km
Quota max. Trodena (BZ) m. 1162
Quota min. Egna (BZ) m. 214
Dislivello s. m. 1050
Dislivello d. m. 1050
Fondo 60% sterrato - 40% asfalto
Tempo 3.30 ore
Difficoltà  Facile
Cartografia Kompass n. 74, Termeno/Cavalese, 1:50.000 
Note L'itinerario si snoda all'interno del Parco Naturale del Monte Corno. Attraversamento di un paio di buie ma corte gallerie

 

Il paese di Trodena all'interno del Parco Naturale del Monte CornoDalla piazzetta centrale di Egna (Bz) prendiamo la strada (al semaforo tab. "Mazzon") che sale diritta nella parte alta del paese e si collega, ad un ponticello e nei pressi dell'alb. Pinzonerhof, alla provinciale per Montagna.

La seguiamo per ca. 1,5 Km fino al bivio per Pinzano, dove dapprima giriamo a dx (via Castelvetere) e subito dopo a sx. la stradina scorre tra i frutteti per confluire più sopra in via Pinzano (sx). Sfiorate delle case (fontane) e prima di raggiungere il nucleo abitato di Montagna, individuiamo a dx al limite della boscaglia la carrareccia bianca indicata con  "Promenaden - Wanderweg. Siamo qui all'innesto con il vecchio tracciato ferroviario, costruito nel 1916 dagli Austriaci . lo seguiremo quasi sempre senza interruzioni per più di 14 Km fino a Fontanefredde. La mezzacosta iniziale rivela subito un andamento conciliante ed è specchio fedele di tutto il percorso. Basti dire che la pendenza media non raggiunge il 4%, ma neppure quella massima si discosta granchè da questo valore. Lambito un gruppetto di masi il panorama si apre ulteriormente sulla Bassa Atesina, geometricamente disegnata dagli appezzamenti coltivati, e tocca il punto più spettacolare ed aereo al ponte di Gleno. Gli alti archi di pietra squadrata eseguono una semicurva superando un avvallamento. E' questo il primo di una serie di caratteristici manufatti che, ancora in ottime condizioni, troveremo lungo la salita.

Si continua ignorando delle campestri laterali, e altre piccole opere quali muretti e fossi possono rassicurare circa la direzione da seguire, anche se pochi dubbi possono sorgere circa la direzione. Attraversata la S.P. che da Montagna sale a Trodena la carrareccia prosegue classificata come s.f.  "Ferrovia della Val di Fiemme ". Siamo ancora a bassa quota, tuttavia il tracciato assume subito connotati alpestri. Una galleria parzialmente illuminata di 140 metri seguita da un ponte supera un promontorio scosceso, mentre un successivo breve tunnel porta a transitare nella valletta di Castel d'Enna. La pittoresca costruzione, ancora integra e le cui origini risalgono al XII secolo, è circondata dal bosco e solo in parte svela il suo fascino medievale. Usciti ai margini della campagna, tiriamo diritti per congiungerci alla S.S. "delle Dolomiti". Una plaga a frutteto non consente di rimanere sul vecchio percorso, per cui lo abbandoniamo momentaneamente salendo per un chilometro lungo la trafficata arteria. Subito dopo la stazione di Doladizza e riprendiamo così la ex ferrata. delimitata per un tratto dei pali dell'eletricità. Rasentando il Pichler Hof si percorre un centinaio di metri su asfalto per piegare, ad un vicino dosso e in corrispondenza di un maso, a sx ritornando tra i frutteti. Varchiamo in successione due cancelli ed un lembo di boscaglia precede un'altra aperta campagna.

Tralasciamo la direzione Malga Cislon assecondiamo la pendenza più moderata per arrivare al terzo tunnel, il più buio anche perchè in curva. Abbiamo scordato di portare una pila e così avanziamo a piedi con la luce alle spalle che sfuma rapidamente, mentre il rimbombo dei passi sulla massicciata rompe il silenzio. In breve comunque il chiarore dell'uscita squarcia il nero e, costeggiati gli ultimi filari di meli, passiamo repentinamente nel bosco, che ci accompagnerà costantemente per la seconda parte di ascesa. Possiamo continuare con pedalata disinvolta lungo le pendici settentrionali del monte Cislon. Oltrepassate due ulteriori corte gallerie, si sfocia sull'erto pendio prativo della Pausa. Lambiamo la cappella e, scesi per qulche metro su asfalto, deviamo a dx giungendo al piazzale dell'ex stazione m 956. Ancora due chilometri nel bosco ci portiamo al nostro "capolinea" di Fontanefredde m 1005.

Notiamo la stazione, ora adibita a centro forestale, e la stradina che, proprio ai piedi della montagna, prosegue verso il passo di San Lugano per poi calare verso la val di Fiemme. Il nostro itinerario prende invece la direzione di Trodena, che raggiungiamo dopo 2 Km di salita lungo la provinciale. Il paese è adagiato dietro un'insellatura in soleggiata posizione: lo attraversiamo in discesa seguendo le indicazioni per Montagna. La rotabile invita alla velocità, ma quando arriviamo al minuscolo agglomerato di Molini m 890 dobbiamo prestare attenzione a non tirar dritto bensì a invertire direzione, guidati dalla Tab. "Casignano". Viaggiamo ora a saliscendi sul versante del monte Corno oltrepassando le sparute case di Casignano.

Al fondo di una valletta l'asfalto termina. La freccia "3 Egna" ci fa continuare su una carrareccia bianca, che però abbandoniamo poco avanti scegliendo una strada boschiva. Un piacevole tratto ondulato nel bosco misto, anticipo della picchiata finale, porta al costone del Kanzel, dove una sosta è d'obbligo. la discesa non presenta problemi, anche se tratti ripidi e ghiaiosi consigliano cautela onde prevenire sbandate dalle spiacevoli conseguenze. Dopo sensibile perdita di quota si innesta un'altra forestale che, sfiorata una vecchia calcara riattata, sfocia nei vigneti di Mazzon. Ripresa la carrozzabile asfaltata, la lunga discesa si esaurisce nella piazza di Egna dalla quale siamo partiti.

 

Pagina realizzata da Kudoweb, modificata da Enrosadira.
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