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Dal Piccolo agglomerato di Redagno di Sotto
(siamo a 10 chilometri da Cavalese), incassato in una valletta, si percorre la
provinciale per Redagno di Sopra per ca. 400 m finché, in corrispondenza di una
curva, si devia sulla sx (segn. "K-8Folser"). La stradina si biforca
immediatamente davanti alla chiesetta della Madonna di Lourdes: si rimane a dx
prendendo la s.f. "Bletterbach" (t.d.p; segn. 8 - Weissenstein) che si
immerge nel bosco. La forestale poco oltre diventa a fondo naturale, e la
presenza di sassi appuntiti rende la pedalata un pò scomoda. Si transita quindi
su un conoide detritico (tab. Caduta sassi), dal quale si ammira un bello
scorcio sul piccolo altopiano di Aldino.
Rimontata una costa, ci si inoltra nella
profonda valle del rio delle Foglie, avendo cura di seguire il segnavia
biancorosso "8" e di evitare due laterali in basso a sx. Affrontiamo
alcuni faticosi strappi e transitati per un punto esposto, si giunge ad una
biforcazione dove dobbiamo stare a sx perdendo quota su sentiero agevole,
ostacolato da qualche grosso sasso. In breve raggiungiamo e guadiamo il rivo in
ambiente selvaggio e al tempo stesso suggestivo, scorgendo fra la vegetazione i
ruderi del vecchio mulino, esigua testimonianza di un'economia d'altri tempi
travolta dal progresso oltre che dalla violenza delle alluvioni. la prima salita
della giornata pone subito delle difficoltà, tant'è che dobbiamo alternare
tratti pedalabili ad altri a piedi. Percorriamo infatti l'antica mulattiera di
accesso al mulino, caduta ormai in disuso e quindi ingombra di pietre e rami.
transitiamo in una vallettina laterale, profondamente erosa, per effettuare
quindi un tornantino destrorso, dove si abbandona momentaneamente il segnavia
"8" che effettua una scorciatoia per noi improponibile. Arriviamo così
ad un piccolo quadrivio, dove si prosegue diritti su campestre che costeggia il
margine inferiore di un prato e quindi fra recinzioni sale ripidamente al maso
Unichof m 1340. Si passa su asfalto e poco sopra, evitata la diramazione per un
maso, si gira a dx andando a sfiorare casa Sturzhof per incrociare la strada che
da Aldino porta alla Schmiederalm (tabernacolo). Seguitala (dx) in piano per 100
m, ad un altro tabernacolo si imbocca a sx la ripida stradina asfaltata con
indicazioni biancorosso "Schmiederalm". Fiancheggiato un rivo,
la carrareccia diventa bianca e corre su un gradevole tratto piano fra radi
larici e pascoli. Si rimane fedelmente sulla sterrata, ignorando a sx la s.f.
"Kalkhofe", fino a sfociare nuovamente sulla rotabile asfaltata. Di
fronte la s.f. "Lahneralm" conduce direttamente al Kosertal, crocevia
dal quale transiteremo dopo aver effettuato un giro di più ampio respiro. Per
questo svoltiamo a sx salendo alla Schmiederalm m 1674, posta su un bel pendio
panoramico. Dopo i primi chilometri impegnativi ci attende la frazione centrale
molto più distensiva e senza difficoltà. In piano sulla s.f. "Schonrast"
arriviamo alla omonima malga, dove il significato di "Bel riposo" si
può apprezzare in pieno. Superata la recinzione, il tratto a fondo
naturale si biforca. Entrambe le vie portano a confluire sulla forestale che
prendiamo a dx per raggiungere il sopramenzionato crocevia Kosertal m 1695,
piccola selvosa sella all'incrocio all'incrocio di svariate direzioni. Ci
guidano ora le frecce "9 malga Ora" sx. La strada, comoda e con ottimo
fondo bianco, prende lievemente quota proponendo interessanti vedute sul
Santuario e sull'altopiano di Nova Ponente.
Aggirata una piccola costa, appare Capanna
Nuova m 1791 dove rasentiamo un grazioso stagno per procedere verso malga Ora (dx).
Solo una rampa asfaltata di qualche centinaio di metri fa sudare un pò e ci
ricorda che la Mountain Bike non lascia mai troppo tranquilli. Malga Ora viene
superata di slancio, in quanto siamo prossimi al culmine dell'itinerario.
Infatti la stradina asfaltata si allaccia alla Provinciale che in pochi minuti (dx)
giunge al passo Oclini. posto fra le cime del Corno Bianco e del Corno Nero, questa
località regala una veduta veramente pregevole su Latemar e Catinaccio-Rosengarten. dal
passo si continua sulla carrareccia "Gurandin" a mezza costa, per
abbassarsi all'incantevole conca dove sorge malga Corradini. Tralasciando alcune
diramazioni laterali si scende fra pascoli e radi larici fino alla stanga che
chiude l'accesso dal basso. Evitata a dx la boschiva "Prati di lana",
poco oltre si lascia la strada che cala a Redagno per rimanere a dx in piano (ind.
Zirmerhof). Ad un piccolo slargo si va sempre diritti su viottolo naturale che
sfocia quindi in un'altra stradicciola. le tipiche recinzioni di legno
accompagnano il tratto fino alla s.f. "Thomaser Moos" che si segue a
dx per qualche metro, piegando poi a sx su tratturo sconnesso in discesa. Ad un
cancello in legno si segue la dx perdendo ancora quota, per sfociare nella conca
dell'alb. Cirmolo, rinomato per la raffinata gastronomia oltre che splendido
esempio di architettura altoatesina di montagna. Un singolare portale di legno
con una grossa, pigna di cirmolo introduce nella discesa conclusiva.
Attraversati il prato, una fascia di larici e due cancelli, al vicino maso ci si
tiene a dx.
Oltrepassata la Tab. "Wastlberg",
sempre tenendo d'occhio il seg. 9 si supera un ennesimo cancello, per affrontare
nel fitto bosco un ripido tratturo selciato. Le canalette che lo tagliano, se
prese in velocità, possono essere un pericolo, specialmente con umidità e
fogliame. Attraversata la provinciale, si compie l'ultimo tratto di sentiero che
scende al Trogherhof e a Redagno.
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