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Passo Lavazè e Corno Bianco

Partenza Redagno di Sotto (BZ) m. 1090
Arrivo Redagno di Sotto (BZ) m. 1090
Totale Km 33 Km
Quota max. Passo Oclini (BZ) m. 1989 
Quota min. Redagno di Sotto (BZ) m. 1090
Dislivello s. m. 900 
Dislivello d. m. 900
Fondo 70% sterrato - 20% sentieri - 10% asfalto 
Tempo 4.15 ore
Difficoltà  Media
Cartografia Kompass n. 74, Termeno/Cavalese, 1:50.000
Note

 

Passo LavazèDal Piccolo agglomerato di Redagno di Sotto (siamo a 10 chilometri da Cavalese), incassato in una valletta, si percorre la provinciale per Redagno di Sopra per ca. 400 m finché, in corrispondenza di una curva, si devia sulla sx (segn. "K-8Folser"). La stradina si biforca immediatamente davanti alla chiesetta della Madonna di Lourdes: si rimane a dx prendendo la s.f. "Bletterbach" (t.d.p; segn. 8 - Weissenstein) che si immerge nel bosco. La forestale poco oltre diventa a fondo naturale,  e la presenza di sassi appuntiti rende la pedalata un pò scomoda. Si transita quindi su un conoide detritico (tab. Caduta sassi), dal quale si ammira un bello scorcio sul piccolo altopiano di Aldino

Rimontata una costa, ci si inoltra nella profonda valle del rio delle Foglie, avendo cura di seguire il segnavia biancorosso "8" e di evitare due laterali in basso a sx. Affrontiamo alcuni faticosi strappi e transitati per un punto esposto, si giunge ad una biforcazione dove dobbiamo stare a sx perdendo quota su sentiero agevole, ostacolato da qualche grosso sasso. In breve raggiungiamo e guadiamo il rivo in ambiente selvaggio e al tempo stesso suggestivo, scorgendo fra la vegetazione i ruderi del vecchio mulino, esigua testimonianza di un'economia d'altri tempi travolta dal progresso oltre che dalla violenza delle alluvioni. la prima salita della giornata pone subito delle difficoltà, tant'è che dobbiamo alternare tratti pedalabili ad altri a piedi. Percorriamo infatti l'antica mulattiera di accesso al mulino, caduta ormai in disuso e quindi ingombra di pietre e rami. transitiamo in una vallettina laterale, profondamente erosa, per effettuare quindi un tornantino destrorso, dove si abbandona momentaneamente il segnavia "8" che effettua una scorciatoia per noi improponibile. Arriviamo così ad un piccolo quadrivio, dove si prosegue diritti su campestre che costeggia il margine inferiore di un prato e quindi fra recinzioni sale ripidamente al maso Unichof m 1340. Si passa su asfalto e poco sopra, evitata la diramazione per un maso, si gira a dx andando a sfiorare casa Sturzhof per incrociare la strada che da Aldino porta alla Schmiederalm (tabernacolo). Seguitala (dx) in piano per 100 m, ad un altro tabernacolo si imbocca a sx la ripida stradina asfaltata con indicazioni biancorosso  "Schmiederalm". Fiancheggiato un rivo, la carrareccia diventa bianca e corre su un gradevole tratto piano fra radi larici e pascoli. Si rimane fedelmente sulla sterrata, ignorando a sx la s.f. "Kalkhofe", fino a sfociare nuovamente sulla rotabile asfaltata. Di fronte la s.f. "Lahneralm" conduce direttamente al Kosertal, crocevia dal quale transiteremo dopo aver effettuato un giro di più ampio respiro. Per questo svoltiamo a sx salendo alla Schmiederalm m 1674, posta su un bel pendio panoramico. Dopo i primi chilometri impegnativi ci attende la frazione centrale molto più distensiva e senza difficoltà. In piano sulla s.f. "Schonrast" arriviamo alla omonima malga, dove il significato di "Bel riposo" si può apprezzare in  pieno. Superata la recinzione, il tratto a fondo naturale si biforca. Entrambe le vie portano a confluire sulla forestale che prendiamo a dx per raggiungere il sopramenzionato crocevia Kosertal m 1695, piccola selvosa sella all'incrocio all'incrocio  di svariate direzioni. Ci guidano ora le frecce "9 malga Ora" sx. La strada, comoda e con ottimo fondo bianco, prende lievemente quota proponendo interessanti vedute sul Santuario e sull'altopiano di Nova Ponente.

Aggirata una piccola costa, appare Capanna Nuova m 1791 dove rasentiamo un grazioso stagno per procedere verso malga Ora (dx). Solo una rampa asfaltata di qualche centinaio di metri fa sudare un pò e ci ricorda che la Mountain Bike non lascia mai troppo tranquilli. Malga Ora viene superata di slancio, in quanto siamo prossimi al culmine dell'itinerario. Infatti la stradina asfaltata si allaccia alla Provinciale che in pochi minuti (dx) giunge al passo Oclini. posto fra le cime del Corno Bianco e del Corno Nero, questa località regala una veduta veramente pregevole su Latemar e Catinaccio-Rosengarten. dal passo si continua sulla carrareccia "Gurandin" a mezza costa, per abbassarsi all'incantevole conca dove sorge malga Corradini. Tralasciando alcune diramazioni laterali si scende fra pascoli e radi larici fino alla stanga che chiude l'accesso dal basso. Evitata a dx la boschiva "Prati di lana", poco oltre si lascia la strada che cala a Redagno per rimanere a dx in piano (ind. Zirmerhof). Ad un piccolo slargo si va sempre diritti su viottolo naturale che sfocia quindi in un'altra stradicciola. le tipiche recinzioni di legno accompagnano il tratto fino alla s.f. "Thomaser Moos" che si segue a dx per qualche metro, piegando poi a sx su tratturo sconnesso in discesa. Ad un cancello in legno si segue la dx perdendo ancora quota, per sfociare nella conca dell'alb. Cirmolo, rinomato per la raffinata gastronomia oltre che splendido esempio di architettura altoatesina di montagna. Un singolare portale di legno con una grossa, pigna di cirmolo introduce nella discesa conclusiva. Attraversati il prato, una fascia di larici e due cancelli, al vicino maso ci si tiene a dx.

Oltrepassata la Tab. "Wastlberg", sempre tenendo d'occhio il seg. 9 si supera un ennesimo cancello, per affrontare nel fitto bosco un ripido tratturo selciato. Le canalette che lo tagliano, se prese in velocità, possono essere un pericolo, specialmente con umidità e fogliame. Attraversata la provinciale, si compie l'ultimo tratto di sentiero che scende al Trogherhof e a Redagno.

 

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