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Imboccata nel centro delal cittadina di Laives
(Bolzano) via Pietralba andiamo a transitare davanti alla chiesa e al municipio,
per risalire quindi fino a monte il conoide formato dal rio di Vallarsa. Ad una
biforcazione i segnavia biancorossi ci fanno proseguire diritti all'alb. Moser,
che segna l'imbocco della Vallarsa e con esso l'inizio della salita vera e
propria. Da uno sperone roccioso ci sovrasta la chiesetta di San Pietro
costruita - si ritiene - con le pietre di un precedente castello in seguito
distrutto.
la pendenza, che in alcuni strappi raggiunge il
18%, si fa subito sentire mentre l'asprezza del luogo è accentuata dalle alte
ed incombenti pareti porfiriche, motivo predominante lungo tutta l'ascesa fino a
Nova Ponente. Ad una grande teleferica per lo scarico dei materiali di cava, nei
pressi dell'alb. Thaler, l'asfalto termina.
La carrareccia, guadato il rio, diventa
sconnessa in quanto disseminata di sassi che rendono precario l'equilibrio, e
per il primo chilometro sarà forse necessario in qualche occasione scendere
dalla bici. In corrispondenza di una liscia paretina si evita un tornantino a sx
rimanendo lungo il solco vallivo e oltrepassando un capitello bianco sopra ad
una piccola forra. la strada spiana per qualche centinaio di metri e con il
passaggio da due rustici diroccati, la pedalata diviene più agevole. L'ambiente
rimane sempre molto selvaggio ed il bosco misto offre un pò di rinfresco. Dopo
un'altra piatta parete di roccia, che delimita la carreggiata, e un crocifisso a
quota 950 m raggiungiamo ad un bivio la testata della valle. A dx il segn.
"P - Petersberg" manda a Pietralba, ma è consigliabile solo per
un'eventuale variante di discesa.
Noi saliamo ad attraversare il prato con la casa
Hackl, dove troviamo una provvidenziale fontana. Il tratto successivo ritorna al
limite della pedalabilità sia a causa della pendenza che del fondo. Andiamo ad
effettuare due tornanti e, rasentata una cava, all'uscita dal bosco troviamo
l'asfalto. Fra pascoli saliamo in direzione di nova Ponente che raggiungiamo
immettendoci sulla S.P. percorsi solo 20 m (dx), all'angolo di un muro seguiamo
il segn. "2" transitando fra le case e individuando anche il segnavia
"E5" (Sentiero Europeo E5) che ci guiderà fino a Pietralba.
Si percorrono un sentiero nel prato, un breve
tratto di asfalto a costeggiare nuovi insediamenti e quindi, dopo un maso, si
scende su acciottolato irregolare ad attraversare la provinciale. una bella s.f.
porta a costeggiare due case e ad una biforcazione sotto una grande crocefisso,
si va a sx. Con una breve rampa si confluisce su una carrozzabile asfaltata e in
lieve discesa si arriva all'osteria "zur Kehr" m 1360. Affrontiamo
l'ultima asperità della giornata continuando sulla s.f. "Sega Alta",
che corre lungo l'antica via Crucis. Dopo il pezzo iniziale a saliscendi,
accompagnato dai tabernacoli di legno, passato il ponticello sul Rohrbach
(trascurare le laterali a sx e dx) si riprende a salire su ripida erta. Al
tornante destrorso si insiste lungi l'evidente direzione principale poiché la
via crucis, che più diretta su mulattiera punta a Pietralba, risulterebbe non
ciclabile. Il fondo ghiaioso rallenta l'andatura ma ormai la meta è prossima.
ad una selletta consigliamo vivamente di spingersi (dx - a/r 10 min) all'eremo
di San Leonardo, luogo dell'apparizione della madonna. Su un dosso sorgono una
chiesetta, due cappelle e sei edicole di pietra a testimonianza di quanto
profondo sia il senso religioso ed il culto mariano nella popolazione locale.
l'ultimo chilometro pressoché pianeggiante è frequentatissimo dai pellegrini e
annuncia il grande pianoro del santuario della madonna di Pietralba m 1521. Il
panorama che si apre sull'altopiano di Lavazè e sul Corno Bianco è purtroppo
guastato, nei mesi estivi, da una marea di auto e di pullman. Il Santuario è
infatti continua meta di pellegrini provenienti anche da fuori regione.
Per il ritorno a Laives ci aspetta ora
un'interrotta quanto suggestiva discesa. Al parcheggio sottostante la chiesa si
diparte (dx) la s.f. Pietralba che non porrà problemi di direzione, anche per
la presenza dei grandi tabernacoli di pietra che scandiscono ad intervalli
regolari le stazioni di preghiera. Ignorate subito delle laterali a dx,
affrontiamo con prudenza dei tratti sassosi ma comunque piacevoli. Attraversata
la S.P. monte San Pietro - Nova Ponente, riprendiamo la carrareccia (tab.
"1 Laifers") che sfiora l'alb. Munter, altrimenti noto come osteria
Tre Quarti. dal piccolo spiazzo osserviamo d'infilata la valle, racchiusa tra
impervi fianchi, fino al suo sbocco nella Bassa Atesina. per un buon pezzo
successivo il tratturo richiede abilità e cautela, in quanto la larghezza è
limitata ed il fondo è talvolta interrotto da piccoli risalti di roccia.
Innestata la carrareccia proveniente da Monte san Pietro si prosegue per la
parte centrale, senza dubbio più scorrevole. In breve siamo alla vecchia e
malandata Osteria Mezzavia aggrappata solitaria su ripide pendici.
Con rapida perdita di quota si arriva ad un
crocevia dove abbandoniamo il segn. "1", che compie una disagevole
scorciatoia (dx) per continuare diritti in piano sfociando sull'aperto terrazzo
coltivato del maso Buchnerhof, dominante la Val d'Adige fino a Bolzano. la
carrareccia compie un tornante per tuffarsi nella picchiata conclusiva. Allo
scopo di evitare le forti erosioni la stradina è stata cementata, ma comunque
si dovrà controllare l'andatura con un'azione continua e decisa dei freni. I
polsi e le mani potranno far male considerando i chilometri già percorsi e le
inusuali pendenze.
Un'ultima sosta interessante potrà essere
costituita dal promontorio su cui sorge la minuscola chiesetta di san Pietro,
dopo di che la discesaccia si esaurisce all'Alb. Moser e quindi nella cittadina di
Laives.
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