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Dal centro gardenese di Ortisei m 1236 imbocchiamo nelle adiacenze dello
stadio del ghiaccio e della funivia per l'Alpe di Siusi, la passeggiata lungo il
torrente per svoltare, all'altezza del ponticello pedonale, sulla salita di via
Vidalong (alb. Gardena).
Ad una biforcazione ci manteniamo a dx sotto i cavi della funivia, ormai al
margine superiore del paese, e all'ampia curva pieghiamo ancora a dx (segn.
"s - Sureghes"). Al tabernacolo in legno vicino all'hotel Ronc la
carrareccia diventa bianca e si prosegue diritti (segn. "s Bulla/Pufls -
Castelrotto") fino ad una curva con una villetta.
Abbandonata la direzione principale per il viottolo a fondo naturale a sx
(tab. "Sureghes - Uberwasser"), continuiamo piacevolmente a saliscendi
al limite fra il bosco e i pascoli, per tradizione sempre curatissimi. In
lieve discesa si raggiunge una stradina e quindi la Provinciale, che va seguita
fino alla curva sul rivo. la salita vera e propria inizia sulla carrareccia
sterrata di sx (tab. "Schnurlsteig 13") e con alcuni secchi strappi
impegna subito i nostri muscoli. Ad un ponticello sotto maso Gerva andiamo
diritti (segn "3-13") per arrivare all'alb. Alle Alpi, nei pressi del
minuscolo agglomerato di Bulla 1475. Percorso il tornante si passa su asfalto
(tab. 3 Alpe di Siusi) affrontando una vallettina incassata che introduce nel
Parco Naturale Sciliar.
Lentamente e con fatica transitiamo per un angusto e
suggestivo intaglio uscendo alla Bocca di Monte m 1750 (dopo circa 7 Km e 1.00
ora). Abbiamo due possibilità per raggiungere la piana di Compaccia, centro
dell'Alpe di Siusi. la più agevole prosegue sulla carrozzabile asfaltata a
lambire l'Alb. Monte Piz. Chi invece preferisce il fuoristrada all'edicola sacra
gira a dx sul tratturo (segn. 10) che, dopo due rampe decise, sfocia sui prati
della Bullaccia e punta su labile traccia alla partenza degli impianti omonimi.
Questo tratto svela subito la bellezza che ha reso l'Alpe di Siusi una delle
località turistiche più frequentate dell'Alto Adige.
Con la discesa al grande parcheggio m. 1844 si riprende bruscamente contatto
con la realtà del turismo di massa, che recentemente ha assunto proporzioni
tali da far adottare drastici provvedimenti di limitazione del traffico.
comincia qui la parte centrale dell'itinerario, che non propone consistenti
dislivelli e che si svolge tutta in ambiente aperto e privo di ombreggiatura. Le
numerose indicazioni "Joch Molignon - Punta D'Oro" guidano sulla
stradina che rimonta o dolci pendii in direzione dei Denti di Terra Rossa.
L'asfalto facilita la pedalata sulla breve salita fino al bivio per l'Albergo
Panorama. Qualche interrogativo nasce sulla sua effettiva utilità in relazione
ad un'equilibrata salvaguardia ambientale, ma due chilometri di asfalto sono ben
poca cosa in confronto alla moltitudine di impianti di risalita sparsi
sull'altopiano.
Dalla biforcazione m 1981 si pedala sulla bianca di sx; il panorama è
veramente splendido in quanto propone un giro d'orizzonte a 180 gradi su Sciliar,
altopiano del Renon, Odle, Puez, Sassolungo e Sassopiatto, Marmolada. Qualche
faticoso strappo porta al quadrivio nei pressi degli hotel Punta d'Oro e
paradiso dove si rimane in piano dirigendo proprio verso il Sassopiatto,
inconfondibile cima dal piano roccioso inclinato. Pittoreschi e isolati rustici
accompagnano il nostro procedere fino al rif. Molignon m 2054, sovrastato dai
Denti di Terra Rossa. il culmine dell'itinerario è ormai prossimo. per
raggiungerlo sconsigliamo di seguire la strada, che costringerebbe ad una
fastidiosa perdita di quota, optando per il sentiero 7 Sciliar. esso lambisce un
vicino rustico, oltrepassa un cancelletto e, costringendo a qualche metro a
piedi, supera due rivi immettendosi sulla carrareccia che di lì a poco approda
al rif. Alpe di Siusi m 2145. la grande casa del Touring è situata poco sotto
il passo Duron, spartiacque con la Val di Fassa.
Lungo la carrareccia testè percorsa si prende avvio per il ritorno, su un
piano tratto delicato per il fondo ghiaioso e incoerente. Superato il bivio per
il rif. Molignon l'andatura si fà più allegra e , ritrovate le abetaie, la
valle si restringe. Ad un'ampia conca a pascolo superiamo l'Alpen Gasthof Tirler,
e su un'ampia stradina asfaltata giungiamo al crocevia di Saltria. Andiamo ora a
percorrere (dx telecabina Florian) su carrareccia bianca il fianco
settentrionale del gruppo Sassolungo che slanciato emerge dai boschi e dai
pascoli d'alpeggio, regalando scorci di grande attrattiva.
La forestale dall'ottimo fondo obbliga ad alcune risalite, peraltro
brevi, con il superamento degli immancabili cancelli e la
"benedizione" dei frequenti crocifissi. raggiunto un colmo non
chiaramente identificabile si comincia a perdere quota entrando nel Comune di
Santa Cristina e volentieri rallentiamo per ammirare ancora una volta questi
capolavori della natura che sono le Dolomiti. Al terrazzamento di Monte Pana si
confluisce sulla rotabile asfaltata per il fondovalle ma, fatti due tornanti,
deviamo sul sentiero di sx. Si consiglia di abbassare la sella poichè il
tracciato, oltrechè ripido è insidioso per il fondo di pietre umide e
scivolose. Fra alte conifere scendiamo ad immetterci sulla stradina asfaltata
alla sinistra orografica del rio Gardena. D'ora in poi ci lasciamo guidare dalle
tabelle "Ortisei" della passeggiata turistica. passati dal portico di
un vecchio maso e da un tratto gradinato, si è al piccolo agglomerato di
Oltretorrente, e su tranquilla stradina asfaltata si rientra al centro gardenese
di partenza.
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