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Museo degli Usi e Costumi della Val di Goima - Forno di Zoldo (BL)
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Indirizzo |
Scuole Elementari di Goima - Dont di Zoldo (BL)
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Comune |
Forno di Zoldo
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Periodo Apertura |
lunedì-venerdì 9.00-12.00 / 15.00-18.00 sabato e domenica su prenotazione |
Notizie utili:
Per arrivare a Goima seguire la S.S. 51 d'Alemagna fino a Longarone, poi deviare a sinistra verso Forno di Zoldo, oppure da Agordo imboccare la strada provinciale per Passo Duran.
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Presentazione:
Nel 1986 viene fondato a Goima l'Istituto Culturale della Valle di Goima ed allestisce un museo con l'obbiettivo di raccogliere in modo sistematico le testimonianzw del modo di vivere e lavorare nella val di Goima.
La scelta di limitare la ricerca alla Valle deriva dal fatto che il dialetto e la storia della stessa sono espressione di una organizzazione sociale autonoma nell'ambito delle località dello Zoldano.
Le finalità del Museo sono la raccolta, la catalogazione e lo studio dei materiali in riferimento alla storia, all'economia, al dialetto, al folklore, ai costumi e agli usi delle Genti della Val di Goima; la promozione e la pubblicazione di studi e ricerche a carattere etnografico; la promozione e la propaganda per la conservazione degli usi, costumi e tecnologie, patrimonio delle Genti della Val di Goima; contribuire alla diffusione della conoscenza degli usi e costumi della Valle collaborando con le istituzioni scolastiche; la promozione e la realizzazione di iniziative e attività didattiche e di ricerca nel mondo scolastico e nel campo della ricerca universitaria.
L'esposizione è articolata nelle numerose attività che nei secoli scorsi fiorivano a Goima.
Nella sezione agricoltura sono esposti attrezzi per la lavorazione dei campi, fienagione, trasporto e conservazione del fieno.
Nella sezione metallurgia sono esposti gli attrezzi usati nelle fucine operanti tar il 1800 e il 1900 a Goima: chiodi in serie e altri prodotti finiti.
Nella sezione falegnameria numerosi sono i manufatti in legno: arnesi per il lavoro nel bosco, slitte per il trasporto del legname; la ricostruzione di una antica bottega corredata da una ricca raccolta di pialle ed altri attrezzi, alcuni dei quali molto antichi.
Nella sezione filatura numerosi gli oggetti per la lavorazione delle fibre e pe la filatura stessa, in particolare per la lavorazione del lino, della canapa e della lana: fusi, rocchette, telaini, filatoi di vario tipo, ecc. Una rarità è costituita da uno stampo usato per la tintura dei tessuti, in loco e presso le botteghe dei tintori a Venezia.
Interessante la panoramica della vita quotidiana nell'apposita sezione, presentata attraverso costumi, calzature, camicie, camicioni, zoccoli, "scarpet", scarpe da lavoro ed arnesi appartenuti a calzolai locali. Allo stesso modo nella casa è stato ricostruito l'antico scaffale da cucina, completo di secchi per l'acqua, mestoli, cucchiai e ramaioli, piatti, pignatte per la cottura dei cibie recipienti vari per la conservazione delle vivande. Si trovano inoltre ferri da stiro, strumenti di misura a libbre, alari, treppiedi ed altre suppellettili usate nella case dell'epoca.
Nella sezione allevamento sono presenti una serie di campanacci di varia misura, di gioghi e di altri oggetti usati dai pastori, mentre utensili per la lavorazione artigianale del latte, di particolare interesse per gli artistici stampi per il burro,
Quasi tutto il materiale esposto e’ di fabbricazione locale: gli artigiani dell’epoca erano conosciuti ovunque per la loro abilità nel lavoro e come oggi, anche un tempo molti abitanti di Goima erano costretti ad emigrare per procacciarsi da vivere e lavoravano soprattutto come dipendenti nelle botteghe dei fornai, dei falegnami, dei squerarioli, dei tintori e dei calzolai di Venezia. Qualcuno riuscì ad aprire una propria bottega e fissò la propria dimora nei posti di lavoro tantoi che si spiega così la presenza di cognomi tipici di Goima nelle maggiori città del Veneto.
Nella sezione fotografica è esposta una raccolta di vecchie fotografie che testimoniano com'era Goima negli anni a cavallo fra il 1800 e il 1900 e come vivevano i suoi abitanti. Di notevole interesse è la macchina fotografica appartenuta ad un fotografo locale.
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