10 gennaioSANT'AGATONE papa

Agatone, papa, santo, Siciliano, 27 giugno 678 - 10 gennaio 681. Sepolto nel Poliandro di S. Pietro in Vaticano. La tomba primitiva andò perduta.

[ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]


Secondo alcune fonti, i Santi Papi Agatone e Leone II erano siciliani. Secondo altri erano invece del Cicolano. Questo territorio, e cioè la valle del Salto, è la parte più orientale della Provincia di Rieti. Il Cicolano che fino al 1927 faceva parte dell'Abruzzo, nell'antichità era abitato dal popolo degli Equicoli, parenti degli Equi. San Leone II, figlio di un medico di nome Paolo, sarebbe originario della piccola città di Cedella (oggi Civitella di Pescorocchiano) "in un cantone dell'Abruzzo Ulteriore, chiamata la Valle di Sicilia; ed è perciò che dalla maggior parte degli scrittori è creduto siciliano di nascita" (RICHARD-GIRAUD; Biblioteca Sacra ovvero Dizionario universale delle scienze ecclesiastiche, riportato nel II vol. Dell'Abruzzo-Aquilano Santo, 378-9). Nel Leggendario Francescano, poi, al 30 giugno è detto: "Questo (della Beata Florisenda da Sulmona) fu il secondo monastero di monache francescane, che leggiamo fondato nella provincia d'Abruzzo, essendo stato il primo quello fatto nella valle di Cicoli detta anticamente Vallissicula o Siciliana, e al presente Cicoli, mutato e corrotto l'antico vocabolo, e vi nacquero San Leone Secondo e Sant'Agatone Papi". Quest'ultimo fu consacrato pontefice il 26 giugno del 678, secondo una leggenda aveva raggiunto 103 anni ma ragionava ancora bene. Il 12 agosto ricevette dall'imperatore Costantino Pagonato una lettera nella quale questi, avendo ormai risolte le questioni militari, si dichiarava pronto a riprendere il progetto di riunificazione ecclesiastica tra Roma e Bisanzio. Egli pensava di indire una conferenza episcopale in cui fossero discussi i problemi emergenti ed eliminata ogni controversia. A questo scopo chiedeva al papa l'invio a Costantinopoli di alcuni suoi rappresentanti che fossero bene al corrente di tutta la problematica. Assicurava inoltre un ampia protezione imperiale alla delegazione stessa. Per preparare la delegazione Agatone riunì in Laterano il 27 marzo del 680 un concilio italiano che scelse i rappresentanti episcopali da mandare a Bisanzio insieme ai legati pontifici e approvò il testo sinodale che sarebbe stato presentato alla conferenza. Vi era esposta la dottrina delle due volontà e i modi di agire in Cristo con riferimento esplicito a quanto deciso nel concilio Lateranense da Martino I. La delegazione occidentale giunse il 10 settembre del 680 a Costantinopoli e fu accolta dal patriarca Giorgio che provvide a convocare i metropoliti ed i vescovi bizantini. Quella che era stata indetta come una conferenza divenne infine un vero e proprio concilio ecumenico, il sesto in Oriente. Alla prima sessione risultarono infatti presenti i rappresentanti di tutti i patriarcati; essa si aprì il 7 novembre del 680 in una sala del palazzo imperiale. Presidente era l'imperatore, affiancato da due presbiteri e un diacono romani quali rappresentanti del papa. In Italia nel frattempo scoppiò una grave pestilenza che fece un numero impressionante di vittime. A Costantinopoli intanto il concilio andò avanti; dopo 18 sedute si arrivò ad un decreto emanato il 16 settembre del 681. In esso si ribadiva la professione di fede stabilita dai cinque precedenti concili e si approvava all'unanimità la dottrina delle due volontà e delle due energie in Cristo, che non erano in contrasto con loro, confermando inoltre il testo sinodale del Laterano. L'eresia monoteistica fu ovviamente condannata. Il concilio indirizzò infine uno scritto al papa pregandolo di confermare le decisioni prese. Ma Agatone era già morto il 10 gennaio del 681 ed era stato sepolto in San Pietro: aveva raggiunto, a quanto pare, 107 anni. Agatone ricevette anche la sottomissione dell'arcivescovo di Ravenna, Teodoro, il quale mise fine ad una autocefalìa condannata da Roma. Agatone si interessò anche della sorte della Chiesa anglosassone: ricevette paternamente l'abate di Wearmouth, Benedetto Biscop, e rimise sul suo legittimo seggio l'arcivescovo di York, Vilfrido, ingiustamente deposto da Teodoro di Canterbury. Sant'Agatone si distinse per profondità di dottrina e spirito caritativo specialmente verso i poveri. E' il patrono di Palermo.

[ Testo di Andrea Del Vescovo ]


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