| 1 novembre | BEATO AMADEO DEL PORTOGALLO |
Il Beato Amadeo nacque da una nobile famiglia portoghese, nel 1420. A ventidue anni si ritirò nel monastero di Guadalupa, in Spagna, celebre per una miracolosa apparizione della Madonna, ma non vi si fermò con l'intenzione di condurre vita tranquilla. Al contrario, egli sognava imprese eroiche e pericolose. Si recò a Granada, centro arabo, per convertire gli infedeli o morir Martire. Venne soltanto battuto con le verghe e rimandato nel monastero. Allora pensò di sbarcare in Africa. Una tempesta lo respinse sulle coste del Portogallo. Cambiò Ordine ed entrò nei Francescani, per poter andare missionario in qualche parte selvaggia del mondo. Fu invece inviato ad Assisi, culla del Francescanesimo e città serenamente mistica. Capì allora che il Signore lo chiamava ad altra vita da quella sognata da lui ed accettò i disegni della Provvidenza con quella serenità di cui soltanto i Santi sono capaci; i Santi che non si rassegnano, ma che obbediscono. Per obbedienza, fu a Perugia, a Brescia, a Milano. A trentanove anni celebrò, per obbedienza, la sua prima Messa. Per obbedienza si recò a Roma, dove il Papa Sisto IV, anch'egli francescano, gli affidò il convento di San Pietro in Montorio e lo nominò suo direttore spirituale. Partito per convertire i Mori, col desiderio del martirio, Amadeo di Portogallo finì dunque come direttore spirituale del Papa. Sembrava un'ironia, ed era semplicemente una lezione. Non morì però a Roma, ma a Milano, dove si era recato nel 1482 per visitare i conventi a lui sottoposti. Lasciò un libro sull'Apocalisse, che non gli diede però nessuna fama, mentre la fama della sua santità perdura nei secoli. Il convento di Santa Maria delle Grazie a Ponticelli in Sabina (Rieti) è definito la perla della Sabina per il suo patrimonio artistico, religioso, storico, libraio ed ambientale. Fu eretto nel 1478 per grazia ricevuta dal duca di Gravina e conte di Nerola Raimondo Orsini. Il luogo scelto per la costruzione fu Ponticelli in Sabina dove il Beato Amadeo da Silva e Menezes era solito rifugiarsi in un romitorio. Il religioso portoghese aveva ritrovato un'immagine mariana proveniente dalla cappella del castello di Nerola, che era stata tolta ed abbandonata a causa di lavori nei sistemi difensivi del castello stesso. Fu l'immagine ad ascoltare la voce del Beato per la guarigione del figlio degli Orsini. Gli Orsini fecero così voto di edificare un santuario per ricevere l'immagine e di affidare al Beato la diffusione del culto mariano. L'immagine di fattura anonima e di origine quattrocentesca fu chiamata Santa Maria delle Grazie. Secondo un'altra fonte invece nel 1478 la duchessa Giustiniana Orsini, moglie di Raimondo Orsini, duca di Gravina e viceré di Napoli, dalla sua residenza si trasferì a Scandriglia dove il figlio primogenito si ammalò gravemente. Invocata l'intercessione della Madonna delle Grazie, immagine conservata presso la cappella signorile del palazzo baronale di Nerola, con la promessa di erigere un santuario dedicatole il fanciullo guarì. La duchessa però dimenticò il voto fatto e il figlio cadde ammalato un'altra volta. Nuovamente guarito i genitori, chiesta l'autorizzazione al papa Sisto IV, affidarono la fondazione del santuario al Beato portoghese. L'edificio religioso fu completato nel 1480 e vi fu trasferita l'immagine miracolosa della Madonna delle Grazie. Nel 1566 Pio V soppresse la congregazione degli Amadeiti ed il convento, su istanza del cardinale Flavio Orsini, fu affidato ai frati minori riformati dell'Osservanza. Secondo quest'ultima fonte il Beato si chiamava João da Silva e Menezes, e prese il nome di Amadeo quando vestì l'abito francescano. Il convento annesso alla chiesa di Ponticelli in Sabina fu santificato da San Carlo da Sezze, dal Beato Bonaventura da Barcellona, da San Leonardo da Porto Maurizio (nel 1697), dal venerabile Giovanni Battista da Borgogna ed onorato da frate Angelo Savini da Ponticelli. La chiesa di Santa Maria delle Grazie ha tre cappelle. In una di esse c'è un dipinto di Pietro da Copenaghen raffigurante proprio San Leonardo da Porto Maurizio. Il nome Amadeo
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