| 10 luglio | SANTA ANATOLIA | martire |
Una prima menzione di Anatolia si trova nel De Laude Sanctorum composto verso il 396 da Vittrice di Rouen.
La Santa vi figura tra i taumaturghi. Secondo la Passio Anatolia era una giovane romana di nobile famiglia che rifiutò le nozze con un patrizio perché consacrata a Dio. L'aspirante marito allora col favore imperiale la relegò nei suoi possedimenti in Sabina presso Thiora. Un soldato, Audace, fu incaricato di ucciderla, rinchiudendola in una stanza con un serpente.
Il rettile lasciò incolume Anatolia, mentre si avventò su Audace entrato, l'indomani, nella stanza per accertarne la morte. La Santa salvò Audace dal serpente e Audace si fece cristiano.
Successivamente ambedue furono uccisi di spada. La Santa secondo le cronache di Gregorio Magno subì il Martirio nel 249 d.C. nei pressi di Thiora, città del popolo degli antichi sabini successivamente conquistata dai romani. Il culto di Anatolia è antichissimo, centro di questo culto è sempre stata la Sabina. Più tardi il culto della Santa si propagò in altri luoghi in seguito a traslazioni di reliquie.
I corpi di Anatolia e Audace verso la metà del secolo X furono ritrovati nelle campagne di Thiora dall'abate sublacense Leone e trasferiti a Subiaco. In epoca imprecisata un braccio di Santa Anatolia fu trasportato nella diocesi di Camerino, in un paese da allora in poi si sarebbe chiamato Santa Anatolia (oggi Esanatoglia) in provincia di Macerata. I corpi di Anatolia a Audace riposano ancora oggi a Subiaco nella basilica di Santa Scolastica.
Il capo di Santa Anatolia come quello di Santa Vittoria sono però conservati nel Sacro Speco. Secondo quanto scritto nel libro "Mille anni fa in Sabina" scritto da Renzo di Mario circa 1000 anni fa un gruppo di fedeli di Thiora per riprendersi il corpo di Santa Anatolia, indebitamente trasferito a Subiaco secondo il loro punto di vista, non esitarono a compiere una sortita notturna onde riporlo in un'urna di vetro all'interno della loro chiesa. Nella fretta del trafugamento si convinsero, a torto, di aver scambiato le reliquie della Santa con quelle di San Benedetto. Un chiesa dedicata a Santa Anatolia si trova sulla strada che collega i paesi di Colle di Tora e Castel di Tora, in provincia di Rieti. Il luogo di culto molto probabilmente è stato edificato sul luogo del Martirio. Nei paesi sabini sopra citati Anatolia è molto venerata. Castel di Tora ha come patrona proprio la Santa di cui parliamo. L'inno musicale di Santa Anatolia per Castel di Tora è stato strumentalizzato e armonizzato nel 1955 dal M° Donati Roberto residente a Montopoli in Sabina. L'inno è conservato nell'Archivio Storico DO.RO. di Roma. Anatolia Vergine è inoltre molto venerata anche nel Cicolano e nel vicino Abruzzo: secondo diversi fonti la giovane era abruzzese.
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