16 aprileSAN BENEDETTO GIUSEPPE LABRE confessore


Benedetto Giuseppe Labre, santo, il transetto sinistro di S. Maria ai Monti, già sede della cantoria, trasformato in cappella dal 1899 ospita sotto la mensa dell’altare il suo corpo. Nato a Amettes nel 1748 morì nella casa di via dei Serpenti n. 2 nel 1783 e il 20 aprile, quattro giorni dopo la sua morte, venne sepolto in una nicchia "a cornu epistolae" dell’altare maggiore. Dopo solo tre mesi ebbe inizio la causa per la sua beatificazione.
M.R.: 16 aprile - A Roma il natale di san Benedetto Giuseppe Labre Confessore, illustre per il disprezzo di se e per il pregio di una estrema povertà volontaria.


[ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]


Nato il 25/3/1748 ad Arnettes, Boulogne (Francia). Portato alla contemplazione, era desideroso di diventare trappista ma per il suo spirito inquieto ebbe difficoltà a restare nei monasteri. Partito per Roma, lungo il tragitto scoprì la sua vera vocazione: Dio lo aveva messo sulla strada e pellegrino sarebbe diventato. "Il vagabondo di Dio" girava in compagnia dell'Imitazione di Cristo, del breviario, di un Crocifisso e della corona del rosario. Compì numerosi pellegrinaggi in Italia e Francia, vivendo di carità che condivideva con i bisognosi. Dopo tredici anni vissuti pellegrinando, testimone, come soleva dire, del fatto che "in questo mondo siamo tutti pellegrini verso il Paradiso", morì a Roma il 17/4/1783 nel retrobottega di un macellaio che lo aveva raccolto per strada svenuto. Beatificato nel 1859 da Papa Pio IX, canonizzato l'8/12/1881 da Papa Leone XIII.



Per approfondimenti visitate il sito sulla Vita di San Benedetto Giuseppe Labre curato da Domenico Sicari e con la trascrizione della "Vita di San Benedetto Giuseppe Labre scritta dal padre Anton Maria Coltraro D.C.G.D.".


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