| 16 giugno | SAN CECCARDO DI LUNI | vescovo e martire |
Ceccardo, sarebbe morto per la fede a Luni, cittą in cui era vescovo, ma non
nel 600, come afferma un'ara rinascimentale a noi giunta: " + HIC IACET
CORPUS DIVI CECARDI MARTIRIS EPI LUNESIS.-HIC SANCTUS PASSUS EST P. FIDE
XPI SUB ANO CCCCCC".
Tale cronologia è stata respinta poiché certamente nel 600
il vescovo di Luni era Venanzio; d'altronde, in un periodo in cui la Lunigiana
era bizantina, un vescovo lunense non poteva chiamarsi Ceccardo (nome longobardo).
I Bollandisti fanno, dunque, di Ceccardo il successore del vescovo Gualchiero
e suppongono che sia morto martire nell' 892, mentre si procacciava, sui
monti di Carrara, i marmi necessari alle riparazioni delle chiese devastate
di Luni. Questa prospettiva storica è stata seguita dalla cronotassi
ufficiale della Chiesa lunense, pubblicata nel 1887.
Ma di recente il Formentini, sulla base dell'esauriente ricostruzione storica
di G. Sforza, ha ribadito che l'incursione normanna che distrusse la città
di Luni avvenne nell'860 ed ha collegato con tale distruzione l'eccidio
del vescovo ricordato dalla tradizione. Questo vescovo può essere
Ceccardo:
in un atto del settembre 816 figura un "Sicheradus [Ceccardo] clericus
filius Sibaraldi". Il clericus sarebbe divenuto, più tardi,
il successore del vescovo Petroaldo (citato nel concilio romano dell' 826)
e sarebbe stato martirizzato nell' 860 nella rovina della sua città.
I lunensi superstiti, trovato scampo a Carrara (dove la curia rimase a lungo),
onorarono di culto il santo martire di cui avevano trasportato seco le spoglie,
come sicuro presidio.
Lo sviluppo di tale culto finì per fare di Ceccardo il protettore
di Carrara, dov'è festeggiato il 16 giugno.
Quanto all'epigrafe sopraccitata, si può supporre che riproduca vecchie
iscrizioni, notate nel settembre dell'anno 1442 da Ciriaco Anconitano presso
la chiesa di san Ceccardo nel piano di Carrara, ma non ha alcun valore probativo.
La data del martirio fu inizialmente fissata in base alla tradizione orale,
legata a copiosi elementi leggendari.
D'altra parte, la connessione della distruzione di Luni con l'uccisione
del vescovo risulta dalle più antiche fonti scritte, come il racconto
di Dudone di san Quintino (1015 circa) e quello del monaco Paolo dell'abbazia
di Chartres (sec.XI).
[ Testo tratto dal sito della Parrocchia San Ceccardo di Carrara ]
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