3 giugno
5 marzo
SAN CONO IL TAUMATURGO vescovo e martire

San Cono(ne) Vescovo e Martire (I° sec. d. C.) di Bida(na) in Isauria (Asia Minore, odierna Turchia), detto il Taumaturgo, Principale Patrono e Protettore di Castelcivita (SA) e speciale protettore dei sordomuti, la cui festività si celebra la terza domenica di Pasqua (Inventio) e con solennità il 3 giugno.

Secondo le antiche notizie ecclesiastiche, l'Isauria era una provincia situata sotto il patriarcato di Antiochia, verso il mar Mediterraneo tra la Panfilia e la Cilicia, a cui Tolomeo attribuì la parte marittima di quella. In quel luogo la sede metropolitana di Seleucia aveva sotto di se 22 episcopati, tra i quali era la città di Bida della quale il Vescovo Conone sottoscrisse il sesto atto del Concilio di Calcedonia. Invece i Greci, più tardi, denominarono Bida un villaggio.

San Cono o Conone era oriundo della città di Bidana, situata nel Tauro a 18 stadi (circa 3 o più chilometri) da Isauropoli , la città degli Isauriani e a 40 miglia da Iconio (Konia), e figlio di Nestore e Nada, visse al tempo degli Apostoli.
Costretto dai genitori a sposarsi, sebbene fosse suo proposito conservare il celibato, riuscì a far condividere il suo parere alla sposa Anna e i coniugi vissero santamente e in perfetta castità.
I genitori ne rimasero turbati.

Contempla il celeste Re della gloria

La vita ci insegna che l'Apostolo Paolo rinunciò ad evangelizzare la regione del Tauro e San Conone " fu chiamato da Dio allo stato sacerdotale per mezzo dei Serafini e, prontamente, ne eseguì la volontà".
In ogni cosa era guidato dall'Arcangelo ed Arcistratega Michele, Principe delle legioni celesti,
il quale, condottolo con se in cielo, " ancor fanciullo gli fece contemplare, nel suo splendore, il celeste Re della gloria", gli mostrò una veste bianca, gli insegnò la Fede in Cristo, battezzandolo nel nome della Santa Trinità, Autrice della vita e gli rivelò i Misteri divini.

Battezza i genitori

L'Arcangelo gli rimase accanto per tutta la vita, assistendolo invisibilmente e gli conferì il potere di straordinari miracoli, tramite i quali conseguì la santità, persuase Anna a conservare la verginità e convertì i genitori, impartendo loro il battesimo, "grazie a quella scienza meravigliosa infusagli da Dio, per la quale parlava con profonda conoscenza dei Misteri divini".
Si dice che fu d'esempio al padre Nestore, affinché prendesse su di se, per Cristo, la palma del martirio.

Converte e guarisce i pagani

In seguito alla morte del padre, ucciso dai pagani (gli idolatri), riprese nel luogo la ricerca e la disputa tra San Conone e questi ultimi, su quale Dio fosse più potente, quello del Santo o quello dei pagani. Si racconta che costoro stavano per andare lontano, verso una grotta oscura, denominata Kaklimi , per preparare una festa al Dio Apollo. Si decise , concordemente, che il Dio più potente appartenesse a chi fosse arrivato per primo nella grotta. I pagani correvano a cavallo per raggiungere il luogo stabilito, mentre il Santo andava a piedi. Nonostante ciò, il Santo arrivò là per primo; tanto li superò nella corsa che, quando tornò indietro, li incontrò che correvano molto sudati ed affannati. Avendo visto questo fatto straordinario, i pagani si meravigliarono di ciò, tuttavia, permanendo nelle loro credenze, cercarono di sapere dall'idolo del demone quale dio fosse più potente. Allora il Santo ordinò all'idolo di far scendere il demonio, al quale consegnò i pagani che avevano preparato sacrifici agli dèi; il demonio tenebroso e tartareo, che negava, apertamente, l'esistenza di Dio, fu costretto a riconoscerlo e, avvicinatosi ai piedi del Santo, disse: "Esiste un solo Dio, il Cristo,che è da te predicato".
Allora i pagani si convertirono e dissero ad alta voce: "Uno è il Dio di Conone e il Dio di Conone vinse".
Perciò tali parole sono tuttora proclamate ad alta voce dagli Isauriani, ogni volta che si celebra la memoria del Santo Martire (5 marzo).
Frattanto, quando il Signore chiamò a se la madre e la sua sposa, egli si ritirò per condurre una vita pienamente unita a Dio nella preghiera e nell'ascesi. Il Signore lo premiò " adornandolo di doni, virtù ammirabili e grazie, particolarmente dello spirito di profezia e della scrutazione dei cuori, per i quali condusse molti peccatori sulla via della salvezza e molti giusti a maggior perfezione, operando miracoli Grandi e senza numero, liberandoli da ogni sorta d'infermità, restituendo la vista ai ciechi, la parola ai muti, l'udito ai sordi".

Sconfigge e sottomette i demoni

Fu celebrato soprattutto per il suo potere sui demoni, da cui gli venne l' appellativo di "taumaturgo", cioè operatore di miracoli.
Si dice che il divino Conone ricevette da Dio tanta forza e potere sui demoni che, alcuni mandava a lavorare la terra e a far la guardia ai frutti, altri chiuse in vasi d'argilla che sigillò, nascose e collocò nelle fondamenta della sua casa da costruire.

E' flagellato crudelmente

Intanto arrivò ad Iconio il prefetto Magnus, incaricato dall'imperatore di far perire i Cristiani impenitenti. Egli si recò a Bidana, fece catturare San Conone, poiché aveva apertamente predicato Cristo vero Dio e cercò, invano, di convincere il Santo a rinnegare la propria fede, offrendogli, in cambio, un sacerdozio pagano; in seguito al suo rifiuto lo fece flagellare crudelmente e incatenare.
Avendo saputo ciò, una moltitudine di popolo, accorsa da Isauropoli, si precipitò a liberarlo e a uccidere il prefetto: dopo che tutti furono illuminati dal Santo e conobbero la verità, credettero in Gesù Cristo. Il prefetto, saputo ciò, fuggì.

E' accolto in cielo tra gli angeli

Gli Isauriani, avendo liberato il Santo dalle catene e pulito il suo corpo dai rivi di sangue, lo portarono nella sua casa, dove visse ancora due anni.
"O glorioso Martire, S. Cono, mi congratulo con voi, che, dopo la vostra beatissima morte, foste innalzato da Dio alla gloria, che ora godete nel Paradiso. Risvegliatemi, vi prego, dal mio letargo, riscaldate il mio cuore nel servizio del Signore, sì che sia tutto ripieno di santa carità. Impetratemi una buona e santa morte; e voi aiutatemi, assistetemi negli ultimi istanti del viver mio, perché, per voi e con voi, possa venire ad amare, ringraziare, benedire e lodare il Signore eternamente, nella gloria Celeste. Così sia".
Dopo la sua morte, i Cristiani vollero trasformare in chiesa la sua dimora. Scavando le fondamenta si scoprirono le 30 giare, sigillate ed interrate, dentro le quali erano chiusi gli spiriti maligni. Appena fu aperto uno solo di quei vasi (coloro che costruivano la chiesa credettero che contenesse oro, a motivo del suo peso) ,subito uscirono due terribili demoni infuriati, che dichiararono di chiamarsi Diomede e Cutonio, i quali ruppero le altre giare, liberando gli altri demoni che, usciti sotto forma di fuoco, si scatenarono nelle loro devastazioni e stramazzavano: i costruttori caddero a terra, la costruzione della Chiesa fu sospesa, il legname e le funi bruciarono. Nessuno, certamente, dopo il tramonto del sole, osava andare in quel luogo.
Questa tirannide non fu di lunga durata perché i Cristiani furono liberati per intercessione di San Conone, avendogli offerto preghiere, veglie e digiuni.

E' venerato il 5 marzo.

In Oriente San Cono è festeggiato il 5 marzo con solenne venerazione e, tra i vari inni e odi che cantano l' elogio delle sue gesta, vengono aggiunti i seguenti versi: "O padre Conone, ai tuoi sordi abbandonati sulla terra, vieni allo stesso Dio con autorità e virtù quasi come Dio".
Fin dalla sera della vigilia, da tutta la regione vicina e anche dall'Isauria tutta intera, i pellegrini, muniti di fiaccole, arrivano in processione a Bidana per l'ufficio della vigilia, recando pollame, mandrie di buoi e greggi, montoni tra i migliori, bestie da soma ecc. che offrono al "martirion" ; in cammino e nel santuario di San Conone, essi ripetono a squarciagola l'acclamazione: "Uno solo è il Dio di Conone e il Dio di Conone vinse", che i loro antenati avrebbero pronunziato, per la prima volta, quando il Santo distrusse i loro idoli.
E' definito osiomàrtus, cioè martire pio, innocente, casto.
Altre due date sono attribuite a Conone l'Isauriano: l'8 marzo nel Menologio di Latysèv e il 4 novembre nel Vaticano 1669.
Il 5 marzo, oltre ad essere venerato dagli Ortodossi e dai greco-cattolici (alcuni il 6), lo è anche dai Maroniti; il 18 marzo, invece, dai Copti-ortodossi e dagli etiopici.
In Occidente, la memoria del Martire Conone fu introdotta nel Martirologio Romano al 26 febbraio dal C. Baronio, associata ai SS. Papia, Diodoro e Claudiano, pastori della Panfilia, che subirono il martirio a Perge, nel 250.
La moglie Anna, che visse con lui in verginità, è riportata nello stesso giorno (26 febbraio) nel grande Menologio delle Vergini di Francesco Laherio.
Il padre Nestore, invece, è venerato il 2 marzo.
In greco il nome è Konon, derivante da konos che significa cono; in latino è Conon, che è tradotto in Conone, familiarmente Cono, ma usato anche nelle varianti di Conolo e Conino oppure unito ad altri nomi, es. Conantonio, come si rileva dai registri parrocchiali.

Bibliografia:



[ Ricerca agiografica a cura di Giuseppe Figliolia Forziati, pubblicata a Castelcivita il 12 dicembre 2002, in occasione dell'inaugurazione di sei icone riguardanti la vita del Santo, al tempo del parroco don Cono Cantelmi, qui pubblicata per gentile concessione dell'autore. ]


| Enrosadira Home Page | Santi | C | giugno | marzo |