2 settembreSAN ELPIDIO martire

Elpidio è vissuto probabilmente nel IV secolo, ma le informazioni su di lui sono frammentarie e confuse. Viene identificato con un eremita originario della Cappadocia e venuto in Italia dove sarebbe morto [Pietro Natalibus]. Altre fonti lo identificano un eremita, vissuto presso Gerico per molti anni in una spelonca [Palladio]. Altri lo identificano con il diacono di San Basilio, detto "dell'Elpidio" ricordato nella vita di s. Carotone. Nella Biblioteca Capitolare di Spoleto fu trovata una "vita" del santo, redatta verso il XII secolo, ma che non presenta nessun presupposto storico. Il suo culto è però particolarmente vivo nel Piceno, dove diverse località portano il suo nome, l'ipotesi più probabile è trattasi di un secondo santo vissuto proprio in questa regione.


Il Cicolano, e cioè la Valle del Salto, è la parte più orientale della Provincia di Rieti. Nell'antichità questo territorio era abitato dagli Equicoli, parenti degli Equi. Gli Equi a loro vola discendevano dal popolo degli antichi Sabini. Altro Martire del Cicolano, con tutta probabilità, è Sant'Elpidio. Il corpo di questo Santo, che era sepolto nella chiesa dell'attuale frazione di Sant'Elpidio, si dice concesso nel 969 dal vescovo di Rieti Alberico ai vescovi di Metz, Teodorico, e di Treviri, Erchemperto, giunti in Italia al seguito dell'imperatore Ottone I, in cerca di reliquie di Santi. Il corpo del Martire sarebbe stato estratto il 16 settembre dallo stesso vescovo di Metz, accompagnatovi dal vescovo Alberico. In quel tempo la diocesi della Marsica, come pure quella di Amiterno, essendo sedi vescovili quasi completamente abbandonate, dipendevano dal vescovo di Rieti. Così il Martirologio Romano parla di questo Santo il 2 settembre: "Fuit praeterea alius Elpidius doctrina et egregiis operibus nobilis, qui temporibus Constantii Aug. functus est legatione in Oriente adversus Arianos, missus a Iulio Romano Pontefice ut patet ex eiusdem litteris quae extant apud Athanasium. Scribit Sigerbertus, sacras reliquias S. Elpidii, socii S. Eutychii episcopi, a regione Marsorum translatas esse in Gallias anno Domini 969. Hoc ipse in Chron, eo anno".

[ Testo di Andrea Del Vescovo ]

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