20 settembreSAN EUSTACHIO martire

Placido (o Placida) era un generale dell'esercito dell'imperatore Traiano, di indole buona e caritatevole. Durante una battuta di caccia, Placido si imbatte in una cerva che portava tra le corna una croce luminosa e la figura del Cristo. A ciò si deve la sua conversione e il battesimo suo e di tutta la sua famiglia, battesimo nel quale assunse il nome di Eustachio. Arrestato insieme alla moglie Teopista e ai figli Teopisto e Agapio, fu con loro torturato. Morirono tutti martiri arroventati dentro un bue di bronzo. Era ricordato in origine il primo novembre, probabile data del martirio, ma nel VIII secolo, la data della memoria è stata spostata al 20 settembre.


Eustachio, Teopista, Agapito e Teopisto, santi, martiri a Roma, secondo la tradizione, la chiesa di S. Eustachio risale a Costantino, che la volle erigere sulla casa di proprietà e luogo del martirio d'Eustachio. Nell’antica urna porfirea dell’altare maggiore sono i resti, qui collocati da Celestino III, d'Eustachio, di Teopista, sua sposa e dei loro figli Teopisto e Agapito. Il 25 novembre del 1723 durante gli scavi presso l’altare maggiore, furono rinvenuti i loro resti. Il 17 settembre 1739 il cardinale Nereo Corsini effettuò la ricognizione delle reliquie e le fece sistemare in nuove urne bronzee, nell’antica urna di porfido del nuovo altare maggiore. Il giorno successivo il cardinale Guadagni lo consacrò mediante le reliquie non insigni dei martiri Feliciano e Generoso. La lancia d’Eustachio con reliquie di una sua gamba e del cranio erano esposti nella sagrestia della chiesa.
M.R.: 20 settembre - A Roma la passione dei santi Martiri Eustachio e Teopista sua moglie, coi due figli Agapito e Teopisto, i quali, sotto l'Imperatore Adriano, condannati alle fiere, ma per divino aiuto rimasti illesi, da ultimo, chiusi in un bue di bronzo infuocato, compirono il martirio.


[ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]


Non si hanno notizie certe sulla vita di Sant' Eustachio. Se ne tramanda, tuttavia, attraverso varie leggende, una vita che sottolinea la centralità della conversione alla fede cristiana di Eustachio e della sua famiglia. Placido - così si chiamava prima della conversione - nacque intorno alla metà del I secolo dopo Cristo. Nobile patrizio romano dedito all’arte delle armi, raggiunse nell’esercito romano l’elevato grado di "magister militum" ed, in quanto tale, venne chiamato dall’imperatore Traiano al comando di una legione inviata per operazioni militari in Asia minore dove di distinse per il suo eroismo. Secondo la leggenda, durante una battuta di caccia, Placido vide brillare, tra le corna di un cervo, una croce : profondamente colpito, si convertì e con lui si convertirono la moglie Teopista e i figli Teopisto e Agapito e tutta la famiglia ricevette il Battesimo. In questa circostanza prese il nome di Eustachio. Colpito da sventura - dicono le diverse leggende - o probabilmente a causa delle gravi difficoltà alle quali l’intera famiglia dovette far fronte a seguito della conversione al cristianesimo, Eustachio perse tutti i suoi beni e fu costretto ad abbandonare Roma, rifugiandosi in Egitto, dove pare gli vennero rapiti moglie e figli. Trascorsi alcuni anni, essendosi riaccesi i problemi di potere in Asia minore, l'imperatore Traiano fece cercare l’eroico generale perché combattesse di nuovo a capo delle milizie romane. Eustachio riprese il comando e riportò splendide vittorie, tanto da essere accolto in trionfo a Roma, dove ritrovò, con sua grande gioia - narra la leggenda - i suoi familiari dispersi. Ma il successore di Traiano, l'imperatore Adriano, di fronte alle accuse che venivano rivolte ad Eustachio di essere cristiano, gli ordinò di offrire un sacrificio agli dei di Roma. Al suo rifiuto lo condannò, insieme alla moglie ed ai figli, al supplizio della morte all'interno di un contenitore di metallo arroventato a forma di toro. Le spoglie del Santo sono custodite, tuttora, in un sarcofago di porfido posto sotto l'altare maggiore della basilica, mentre importanti reliquie sono conservate nella Chiesa parrocchiale di St-Eustache a Parigi. La sua memoria si celebra il 20 settembre.
La coincidenza di alcuni elementi significativi, che ricorrono nelle diverse leggende che si narrano in tutta Europa, richiama una storia che sembra non essere solo frutto di fantasia popolare. La verità della leggenda di Sant'Eustachio è quella di aver generato devozione in tutta Europa. Sant'Eustachio è infatti uno dei quattordici santi ausiliatori, ossia quei santi che vengono invocati in particolari necessità, particolarmente nelle epidemie (pare che quest'uso risalga alle grandi pesti del XIV secolo). Nel Medioevo, derivati dalla leggenda del Santo, fiorirono numerosi poemi nei quali la figura del cervo diviene simbolo della purezza e della carità.


[ Tratto dal sito della Basilica di Sant'Eustachio in Campo Marzio (Roma).]


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