20 gennaioSAN FABIANO papa e martire

Eletto vescovo della Chiesa di Roma nel 236. Poco si legge nella storia di lui, quasi sconosciuto prima dell’elezione al Pontificato, ma è celebre per il modo con cui fu eletto a reggere la cattedra di S. Pietro. Nonostante le minacce di persecuzione, organizzò il piano religioso della Roma cristiana, dividendo la città in sette quartieri, amministrati ciascuno da un diacono. Egli fu una delle prime vittime della persecuzione di Decio, che lo considerava come un nemico personale ed un rivale. Fu coronato con il martirio nel 250 e fu sepolto nel cimitero di S. Callisto.

Dalle "Lettere" di san Cipriano, vescovo e martire Quando fu informato della morte di papa Fabiano, san Cipriano scrisse ai presbiteri e ai diaconi di Roma questa lettera: "Era ancora incerta da noi la notizia della morte di quel santo mio confratello nell'episcopato, e le informazioni oscillavano dubbie, quando ricevetti da voi la lettera, mandatami per mezzo del suddiacono Cremenzio, dalla quale venivo pienamente informato della sua gloriosa morte. Allora esultai perché all'integrità del suo governo era seguita una nobile fine. A questo riguardo, mi rallegro moltissimo anche con voi, perché onorate la sua memoria con una testimonianza così solenne e splendida, facendo conoscere anche a noi la memoria gloriosa che voi avete del vostro vescovo e offrendo anche a noi un esempio di fede e di fortezza. Infatti, quanto é dannosa per i sudditi la caduta di chi é a capo, altrettanto invece é utile e salutare un vescovo che si offre ai fratelli come esempio di fermezza di fede". Sembra che prima ancora di ricevere questa lettera, la chiesa di Roma offrisse alla chiesa di Cartagine la seguente testimonianza della sua fedeltà nella persecuzione: "La chiesa resiste forte nella fede. E' vero che alcuni, o perché impressionati dalla risonanza che avrebbero potuto suscitare a causa della loro alta posizione sociale, o per via della fragilità umana, hanno ceduto, tuttavia, per quanto ormai separati da noi, non li abbiamo abbandonati nella loro defezione, ma li abbiamo aiutati e ancora siamo loro vicini perché si riabilitino mediante la penitenza e ricevano il perdono di colui che lo può concedere. Se, infatti, noi li lasciassimo in balia di se stessi, la loro caduta diventerebbe irreparabile. Cercate di fare anche voi altrettanto, fratelli carissimi, porgendo la mano a coloro che sono caduti perché si rialzino. Così se dovessero ancora subire l'arresto, si sentiranno forti per confessare questa volta la fede e rimediare all'errore precedente. Permetteteci di ricordarvi anche qual é la linea da seguire su un altro problema. Coloro che cedettero nella prova, se infermi, e purché pentiti e desiderosi della comunione con la chiesa, devono essere soccorsi. Le vedove e altri impossibilitati a presentarsi spontaneamente, come pure quanti si trovano in carcere o lontani dalle loro case, devono trovare chi provveda loro. Nemmeno i catecumeni colpiti dalla malattia devono rimanere delusi nelle loro attese di aiuto. Vi salutano i fratelli che sono in carcere, i presbiteri e tutta la chiesa, la quale con la massima sollecitudine vigila su tutti coloro che invocano il nome del Signore. Ma anche noi domandiamo il contraccambio del vostro ricordo".

[ Testo tratto dal sito a cura dei Monaci Benedettini Silvestrini del Monastero San Vincenzo M. ]


Fabiano, papa, santo, martire, romano (236-250), fu inumato nella Cripta dei Papi nel Cimitero di Callisto, dove nel 1854 fu rinvenuto il suo epitaffio. Il capo è nella cappella Albani di S. Sebastiano f.l.m. M.R.: 20 gennaio - A Roma il natale di san Fabiano, Papa e Martire, il quale, al tempo di Decio, subì il martirio, e fu sepolto nel Cimitero di Callisto.

[ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]


| Enrosadira Home Page | Santi | F | gennaio |