| 25 giugno | SANTA FEBRONIA DI SIBAPOLI-NISBIS | vergine e martire |
[ Autore: Giuseppe Maggiore - Immagini dalle chiese di Pelagonia (CT), Santa Febronia, 1500 e Patti (ME), Santa Febronia Trofimena, 1800 ]
Febronia, vergine, santa, martire in Persia. Dopo la demolizione di S. Paolo a Piazza Colonna, avvenuta per la costruzione di Palazzo Chigi, le reliquie di S. Febronia furono traslate in Ss. Biagio e Carlo ai Catinari. Il cranio è visibile attraverso la fenestella confessionis dell’altare maggiore insieme a reliquie di altri martiri. Nel giorno della sua festa veniva particolarmente onorata. Una chiesa di Trani vanta il possesso del suo corpo.
[ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]
La vicenda terrena di Febronia si svolge a cavallo tra il III e il IV secolo in Mesopotamia, nella città di Sibapoli Nisibi (odierna Nusaybin al confine tra la Turchia e la Siria).
Rimasta orfana all'età di due anni, cresce sotto le cure della zia Brienne e della religiosa Tomaide, in seno ad una di quelle prime forme di vita comunitaria che da lì a poco tenderanno ad assumere l'aspetto di veri e propri monasteri.
Consacratasi totalmente al Signore, conduce una vita da penitente scandita dalla preghiera e dalla meditazione delle Sacre Scritture; il Suo grande carisma nell'insegnamento della sacra dottrina attira al cristianesimo molti pagani.
Il 25 giugno dell'anno 305, nel corso della persecuzione contro i cristiani, indetta dall'imperatore Diocleziano, la giovane Febronia corona la Sua testimonianza di fedeltà al Signore sottoponendosi agli atroci supplizi che Le vengono inferti per mano dei carnefici: legata ad un palo, viene flagellata, raschiata con pettini di ferro, tormentata sull'eculeo; le vengono cavati i denti, tagliate le mammelle, quindi le mani ed i piedi, ed infine viene decapitata.
Gli atti del martirio, scritti in greco dalla consorella Tomaide, vengono accolti come autentici nella raccolta dei Bollandisti. Di essi ci sono pervenuti vari testimoni o codici, oggi conservati in diverse biblioteche d'Europa, e non solo.
Anche in questo caso, come del resto per la maggior parte dei primi Martiri (tra cui i più celebri Agata, Lucia, Sebastiano…) ci troviamo di fronte ad una matrice postuma di qualche secolo rispetto alla vicenda narrata da cui sono poi derivate altre versioni.
La Passio Febroniae dall'originale greco viene tradotta in varie lingue: si conoscono versioni comprese tra il VI e l'XI secolo in siriano, georgiano, arabo, armeno, paleoslavo, latino, oltre a quelle più recenti ( XIV-XVII secolo ) in italiano e in francese.
In particolare, della versione latina ne esistono due distinte traduzioni chiamate "settentrionale" (con 18 testimoni) e "meridionale o napoletana" ( con 10 testimoni ).
Il Suo culto ha avuto in passato larga diffusione, passando dall'Oriente all'Occidente, soprattutto ad opera dei monaci di rito bizantino. Numerose chiese e monasteri d'Italia e di Francia, in cui la diffusione del culto si deve ai monaci celestini, Le tributano una particolare venerazione.
Sue reliquie si trovano in Italia: a Trani (ne rimane solo un reliquiario ed un dipinto presso il Museo Diocesano); a Roma (il Sacro Capo, custodito presso la Chiesa di S. Carlo ai Catinari); a Palagonia (CT), ove viene venerata come Patrona, se ne custodisce il pollice della mano destra.
Recenti scavi nell'area archeologica situata a 90 chilometri dell'antica città di Tuneinir, in Siria, tenuti da un'equipe guidata dal Dott. Michael Fuller per conto dell'Università della Comunità di St. Louis, con il supporto della Chiesa ortodossa siriana, hanno portato alla luce, tra le imponenti vestigia di una Chiesa e di un Monastero, una tomba ed un reliquiario marmoreo atto a contenere un dente, che vengono collegati alla Santa Febronia originaria di quei luoghi; anche per analogia con l'episodio relativo alla reliquia del dente di cui si parla nella Sua Passio.
Viene invocata in caso di terremoti, lunghi periodi di siccità o altre calamità naturali, per i disturbi ai denti e le malattie del seno.
Dal culto della Febronia di Sibapoli Nisibis, secondo il parere di autorevoli agiografi contemporanei (R. Gregoire, P. Chiesa), è derivato quello di Santa Febronia-Trofimena, venerata come Patrona e Concittadina a Patti (ME), e come Patrona a Minori (SA), ove se ne vanta pure il possesso del corpo, custodito in cattedrale.
M.R.: 25 giugno - A Sibapoli, nella Mesopotamia, santa Febronia, Vergine e Martire, la quale, nella persecuzione di Diocleziano, sotto il Giudice Sileno, per conservare la fede e la pudicizia, prima battuta con verghe e tormentata nell’eculeo, quindi lacerata con pettini e bruciata col fuoco, dopo esserle stati cavati i denti e tagliate le mammelle e i piedi, condannata a morte, adorna di tanti gioielli di tormenti se ne andò allo Sposo.
|
Home Page | Santi | F | giugno | luglio |