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Di questo santo, le cui ossa riposano dal 1950 nella Chiesa Parrocchiale di Lonate Pozzolo (VA), località di cui è patrono, non si hanno notizie certe.
Si pensa appartenesse alla Legione Tebea. Questa legione era formata da 6666 soldati, di origine egiziana, al comando di san Maurizio.
La legione prestava servizio normalmente ai confini orientali dell'impero, ma dovendo Massimiliano contrastare gli attacchi dei Marcomanni, la fece trasferire in Gallia.
Quando l’esercito giunse presso le Alpi, nella zona del Vallese, la legione ricevette un ordine imperiale al quale non volle obbedire, due sono le versioni, secondo una prima l'imperatore ordinò ai legionari di giurare fedeltà all'impero sull’altare delle divinità, la
seconda invece racconta che alla legione fu chiesto di scovare i cristiani che si nascondevano nella zona. I soldati, che erano quasi tutti cristiani, si rifiutarono di obbedire e l’Imperatore diede ordine che fosse ucciso un soldato ogni dieci.
Né la prima né la seconda decimazione fece cambiare idea ai soldati. Allora Massimiliano ordinò lo sterminio, al quale sopravvissero pochissimi
uomini, tra questi s. Alessandro, Cassio, Severino, Secondo e Licinio che ripararono in Italia, e probabilmente tra questi anche san Fortunato.
Secondo fonti non sicure Fortunato, viene arrestato e quindi martirizzato sotto Diocleziano (284-305 d.C.) e non è certa neppure la modalità del martirio: forse decapitato oppure gettato nudo in un fiume ghiacciato assieme ad altri compagni.
[ Segnalato dagli amici di Lonate Pozzolo (VA) ]
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