16 novembre SANTA GELTRUDE vergine

Santa Geltrude di Helfta, detta la Grande, nacque ad Eisleben (Turingia) nel 1256. Entrò in monastero a 5 anni presso le monache Cistercensi di Helfta (Sassonia). Affidata a santa Mechtilde di Hackern, ebbe una formazione completa, letteraria, filosofica, teologica e musicale, aiutata negli studi dalla sua non comune intelligenza e memoria. A 25 anni scoprì la vita mistica, con una visione di Gesù (27 gennaio 1281). Consacratasi completamente a Dio, né ebbe grandi esperienze di unione, accompagnate da fenomeni straordinari quali la ferita d’amore, lo scambio dei cuori e le stigmate interiori. Percorse in modo meraviglioso la via della perfezione, dedicandosi alla preghiera e alla contemplazione, impiegando la sua cultura per la stesura di testi di fede, tra cui i celebri Exercitia e quello che è forse il suo libro più famoso: le "Rivelazioni". È ricordata tra le iniziatrici della devozione al Sacro Cuore, la prima a tracciarne una teologia, senza però il tema delle riparazioni che sarà predominante in seguito. Ebbe grande influenza ai suoi tempi perché la fama della sua santità e delle sue visioni attirava molti per chiedere consiglio e conforto. Poi fu dimenticata fino al XVI secolo, quando i Certosini pubblicarono i suoi scritti traducendoli in varie lingue e svelando la sua grandezza e le sue anticipazioni alla devozione al Sacro Cuore di Gesù. Morì il 17 novembre del 1301. Fu canonizzata nel 1677. E' patrona delle Indie Occidentali, di Tarragona e del Perù, è invocata contro il diabete.


Dalle "Rivelazioni dell'amore divino" di santa Geltrude, vergine
Ho trascorsi tutti gli anni della mia infanzia, della mia fanciullezza, della mia adolescenza e della mia gioventù fino all'età di venticinque anni come una cieca o una pazza. Parlavo e agivo secondo i miei capricci e non sentivo alcun rimorso di questa mia condotta. Ne prendo coscienza solo ora. Non ti prestavo alcuna attenzione quando mi mettevi in guardia sui pericoli del mio comportamento o mediante una certa naturale avversione che sentivo verso il male, o attraverso le attrattive al bene che mi sollecitavano, o anche per mezzo dei rimproveri e delle riprensioni dei miei familiari. come una pagana, che dimora fra pagani, come una che mai avesse sentito dire che tu, mio Dio, ricompensi il bene e punisci il male. vi ringrazio ancora che già dall'infanzia, esattamente fin dal quinto anno di età, mi hai scelta per farmi vivere fra i tuoi santi amici nell'ambito santa religione. Perciò per la conversione ti offro o Padre amatissimo, tutta la passione del tuo dilettissimo Figlio a cominciare dal momento che, posato sopra la paglia nel presepio, emise il primo vagito e poi sopportò le necessità dell'infanzia, le privazioni dell'adolescenza, le sofferenze della gioventù fino a quando, chinata la testa, spirò sulla croce con un forte grido.


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