| 28 settembre | SAN GIACINTO ANSALONE | martire |
Giacinto Ansalone, nato il 10 novembre 1598, a Santo Stefano Quisquina, all’età di 17 anni, affascinato dall’ideale missionario, entrò nell’Ordine dei Domenicani nel Convento di Agrigento, dove prese il nome di Giordano. Iniziati gli studi nel Convento di Palermo, si trasferì nel 1618 a Salamanca per completarli e acquistare un’adeguata preparazione al suo desiderio di recarsi missionario in Oriente. A Trujillo fu ordinato sacerdote. Nel 1625, raggiunta a piedi Siviglia, partì per le missioni. Dopo una sosta di circa un anno in Messico, attraverso il Pacifico, nell’estate del 1626, raggiunse le Isole Filippine. Spese dapprima due anni tra i Filippini, a Cagayan, nel nord dell’isola di Luzon, poi visse per quattro anni tra i Cinesi d’una colonia del sobborgo di Binondo, a Manila, nella Parrocchia e all’Ospedale S. Gabriele, costruito per loro. Studiò a fondo la lingua, la mentalità e i costumi de Cinesi, dimostrandosi vero antesignano d’inculturazione e precorritore del dialogo con i non credenti. A tale scopo scrisse anche un’opera, irrimediabilmente perduta, in cui raccoglieva le principali credenze religiose e idee filosofiche dei cinesi, discutendole con i dati della fede e della dottrina cattolica, per un confronto chiarificatore. Nel 1632, mentre infuriava la persecuzione, si recò in Giappone, travestito da mercante, per recare aiuto e conforto: per un anno fu Vicario Provinciale di questa missione. Gravemente ammalato nell’isola di Kyushu, "impetrò dalla Vergine Maria di essere guarito fino a quando non lo avessero ucciso per Cristo". Incarcerato il 4 agosto 1634, fu sottoposto a inaudite torture. Fu infine sospeso a una forca col capo all’ingiù e seminterrato in una fossa. Agonizzò per sette giorni e mori a 36 anni il 17 novembre 1634 sulla collina di Nishizaka a Nagasaki. Papa Giovanni Paolo II il 18 ottobre 1987 lo ha proclamato Santo con altri 15 Compagni martiri di varie nazionalità (1 Filippino, 9 Giapponesi, 4 Spagnoli, 1 Francese), tutti collegati a diverso titolo con la Famiglia Domenicana.
Gli altri Martiri ricordati oggi fanno parte di una schiera di 16 Martiri, che tra l’anno 1633 e il 1637, hanno formato un gruppo misto di uomini e donne, di religiosi e secolari, di sacerdoti e di laici (9 sacerdoti, 2 Fratelli Cooperatori, 2 Terziarie e 3 Laici, di cui uno padre di famiglia), splendido esempio di unità composita della comunità cristiana e della Famiglia Domenicana all’interno di essa, e al suo servizio.
[ Testo di Franco Mariani - Addetto Stampa Congregazione Suore Domenicane dello Spirito Santo ]
Per approfondire:
Lorenzo Ruiz e compagni
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