| 3 maggio | SAN GIACOMO MINORE | apostolo |
Nel Nuovo Testamento si parla diverse volte di un apostolo di nome Giacomo,
chiamato anche Giacomo d'Alfeo (per distinguerlo da Giacomo di Zebedeo),
"fratello" di Gesù (cugino), figlio di Maria di Cleofa.
Fu una figura importante nella chiesa di Gerusalemme, della quale fu vescovo.
Vien martirizzato nel I° secolo, così come viene raccontato
nella versione di Giuseppe Flavio e Egesippo (citate nella "Storia
Ecllesiastica" di Eusebio), vittima del fanatismo giudaico.
Giacomo il minore era una figura rispettata da tutti, era infatti chiamato
"il giusto" sin dai tempi di Cristo, ed aveva la licenza di entrare nel
sancta sanctorum. Capitò che alcuni dei seguaci delle varie sette gli
chiedessero chi fosse la porta di Gesù (prendendo spunto dall'episodio
narrato in Gv 10, 7-9). Giacomo rispondeva che questi era il salvatore e in
questo modo quelli credevano che Gesù fosse veramente il messia. Molti dei
capi, così, credevano alle sue parole, e per questo c'era malcontento tra i
giudei, gli scribi e i farisei, preoccupati che tutto il popolo pensasse a
Gesù come al messia.
Questi si riunirono dunque e chiesero a Giacomo di correggere il popolo su
quanto credeva circa Gesù (correggere l'errore, cioè, di crederlo il messia)
e dopo avergli detto "...noi ti crediamo, noi, insieme con tutto il popolo,
possiamo testimoniare che sei un uomo giusto e che non guardi in faccia a
nessuno..." gli proposero di andare sul pinnacolo del tempio per fare
ascoltare quanto aveva da dire a tutte le tribù e i popoli convenuti in
Gerusalemme per la pasqua.
Quindi gli scribi e i farisei fecero salire Giacomo sul pinnacolo del
tempio e gli chiesero a gran voce: "Uomo giusto, in cui tutti dobbiamo
credere, poiché il popolo è fuorviato da errori nei riguardi di Gesù il
crocifisso, annunciaci quale è la porta di Gesù". Ed egli a gran voce
rispose: "Perché mi interrogate sul Figlio dell'uomo, che siede in cielo
alla destra della grande Potenza e tornerà sulle nubi del cielo?".
Molti furono persuasi e credettero in Cristo per la testimonianza di
Giacomo, inneggiando: "Osanna al Figlio di David!".
Gli scribi e i farisei, spiazzati da quanto aveva detto Giacomo, subitoro si
pentrono di avergli offerto una simile occasione di testimoniare in favore
di Cristo, e per "correre ai ripari" salirono sul pinnacolo e al grido di
"Oh, oh, anche il giusto ha errato!" lo gettarono giù. Il "giusto" non morì
dopo la caduta e così iniziarono a lapidarlo, ma Giacomo rigirandosi si
inginocchiò: "Ti scongiuro, Dio Padre onnipotente, perdonali perché non
sanno quello che fanno". Uno dei sacerdoti, che si chiamava Recab gridò:
"Smettete! Che cosa fate? Il giusto prega per voi!". Frattanto uno dei
presenti, che di mestiere era lavandaio, afferrato uno di quei bastoni con
cui si comprimono i panni, lo vibrò sul capo del giusto e così lo
martirizzò. I fedeli lo seppellirono in un luogo vicino al tempio, dove
anche ora una lapide lo ricorda.
[ Testo del "Gruppo santi di via Pienza", modificato da Enrosadira ]
E' ricordato il 3 maggio insieme a s. FIlippo.
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