| 30 settembre | SAN GIROLAMO | sacerdote e dottore della Chiesa |
San Girolamo nacque verso il 340 a Stridone, ai confini con la Pannonia (Ungheria). I suoi genitori lo mandarono a completare gli studi a Roma. Qui fu battezzato da Papa Liberio all'età di circa 20 anni. Un soggiorno a Treviri l'aveva messo in contatto con i monaci, ne ritrova altri ad Aquileia ed egli stesso se ne va a vivere in un deserto della Saria, dove si dà ad una vita di mortificazione estremamente dura e allo studio dei libri sacri. E' ordinato sacerdote ad Antiochia. Morì nel 419 o 420. Il suo corpo riposa a Santa Maria Maggiore. San Girolamo ha tradotto la Bibbia, fissando in massima parte il testo latino della Volgata che la chiesa ha adottato come versione ufficiale. Il suo vasto sapere, i suoi commenti sulla Sacra Scrittura ed il vigore con il quale ha combattuto le eresie del suo tempo gli hanno meritato il titolo di dottore della Chiesa.
Dal "Prologo al commenti del Profeta Isaia" di san Girolamo, sacerdote.
Adempio al mio dovere, ubbidendo al comando di Cristo: "Scrutate le Scritture" (Gv 5, 39), e "Cercate e troverete" (Mt 7, 7), per non sentirmi dire come ai Giudei: "Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture, né la potenza di Dio" (Mt 22, 29). Se, infatti, al dire dell'apostolo Paolo, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio, colui che non conosce le Scritture, non conosce la potenza di Dio, né la sua sapienza. Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo. Ma nessuno creda che io voglia esaurire in poche parole l'argomento di questo libro della Scrittura che contiene tutti i misteri del Signore. Effettivamente nel libro di Isaia troviamo che il Signore viene predetto come l'Emmanuele nato dalla Vergine, come autore di miracoli e di segni grandiosi, come morto e sepolto, risorto dagli inferi e salvatore di tutte le genti. Che dirò della sua dottrina sulla fisica, sull'etica e sulla logica? Tutto ciò che riguarda le Sacre Scritture, tutto ciò che la lingua può esprimere e l'intelligenza dei mortali può comprendere, si trova racchiuso in questo volume. Si tratta dunque di misteri che, come tali, restano chiusi e incomprensibili ai profani, ma aperto e chiaro ai profeti. I profeti, comprendevano quello che dicevano, per questo tutte le loro parole sono piene di sapienza e di ragionevolezza.
| [ Testo tratto dal sito |
| a cura dei Monaci Benedettini Silvestrini del Monastero San Vincenzo M. ] |
Reliquie di san Girolamo sono nell’urna di porfido dell’altare papale di S. Maria Maggiore. I resti pervennero alla basilica nel XII secolo e furono riposti all’ingresso dell’Antrum Praesepi; nel 1409 la famiglia Guaschi li fece collocare in un altare appositamente costruito. Nel 1424, per mezzo di un lascito del cardinale Pietro Morosini, le ossa furono riposte in una cassetta d’argento del costo di 100 fiorini. Per la costruzione della cappella Sistina o del SS. Sacramento, Sisto V fece demolire la precedente, dedicata a S. Girolamo, al cui altare quattrocentesco si veneravano i resti. Secondo una leggenda il canonico Ludovico Cerasola, per evitare un'eventuale loro traslazione alla chiesa di S. Girolamo degli Schiavoni, li nascose nel pavimento a destra del presbiterio. In seguito il cardinale Domenico Pinelli riesumò la cassa d’argento contenente il corpo di S. Girolamo e la pose sotto la confessione. Rinvenuta la cassetta nel 1747 fu collocata definitivamente all’altare del Papa. Una sua reliquia si espone a S. Onofrio al Gianicolo. S. Girolamo nacque verso il 340 in una cittadina nei pressi d'Aquileia e morì a Betlemme nel 420; fu un fautore del culto delle reliquie.
[ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]
|
Home Page | Santi | G | settembre |