2 gennaio
9 maggio
11 giugno
SAN GREGORIO DI NAZIANZO vescovo e dottore della Chiesa

Nato nel 330 a Nazianzo da nobili genitori, fu coetaneo e amico di san Basilio. Uomo di studio e poeta, per la sua eccellente dottrina ed eloquenza ricevette l’appellativo di "teologo". Intraprese molti viaggi a scopo di istruzione e seguì poi nel deserto l’amico Basilio. Ordinato sacerdote fu vescovo a Sisimo e quindi a Costantinopoli. Insieme a San Basilio, contribuìo in modo decisivo con i propri scritti, al concilio ecumenico di Costantinopoli del 371. A causa delle fazioni che dividevano la sua chiesa, si ritirò a Nazianzo dove spirò nel 390.

Dai " Discorsi " di san Gregorio Nazianzeno, vescovo Eravamo ad Atene, partiti dalla stessa patria, divisi, come il corso di un fiume, in diverse regioni per brama d'imparare, e di nuovo insieme, come per un accordo, ma in realtà per disposizione divina. Allora non solo io mi sentivo preso da venerazione verso il mio grande Basilio per la serietà dei suoi costumi e per la maturità e saggezza dei suoi discorsi , ma inducevo a fare altrettanto anche altri che ancora non lo conoscevano. Molti però già lo stimavano grandemente, avendolo ben conosciuto e ascoltato in precedenza. Che cosa ne seguiva? Che quasi lui solo, fra tutti coloro che per studio arrivavano ad Atene, era considerato fuori dell'ordine comune, avendo raggiunto una stima che lo metteva ben al di sopra dei semplici discepoli. Questo l'inizio della nostra amicizia; di qui l'incentivo al nostro stretto rapporto; così ci sentimmo presi da mutuo affetto. Quando, con il passare del tempo, ci manifestammo vicendevolmente le nostre intenzioni e capimmo che l'amore della sapienza era ciò che ambedue cercavamo, allora diventammo tutti e due l'uno per l'altro: compagni, commensali, fratelli. Aspiravamo a un medesimo bene e coltivavamo ogni giorno più fervidamente e intimamente il nostro comune ideale. Ci guidava la stessa ansia di sapere, cosa fra tutte eccitatrice d'invidia; eppure fra noi nessuna invidia, si apprezzava invece l'emulazione. Questa era la nostra gara: non chi fosse il primo, ma chi permettesse all'altro di esserlo. Sembrava che avessimo un'unica anima in due corpi. Se non si deve assolutamente prestar fede a coloro che affermano che tutto è in tutti, a noi si deve credere senza esitazione, perché realmente l'uno era nell'altro e con l'altro.

[ Adattamentro del testo tratto dal sito a cura dei Monaci Benedettini Silvestrini del Monastero San Vincenzo M. ]


Gregorio di Nazianzio, arcivescovo di Costantinopoli, santo, le reliquie furono traslate l’11 giugno del 1580 dal Monastero di S. Maria in Campo Marzio, dove erano sin dai tempi di papa S. Zaccaria (741-752), all’altare della Madonna del Soccorso nella cappella Gregoriana di S. Pietro in Vaticano. Gregorio XIII per meglio onorare questo santo, al quale era particolarmente devoto, fece approntare l’altare per riceverne le spoglie, mentre la basilica era in piena costruzione. Il pontefice lasciò alle Benedettine di Campo Marzio, a titolo di risarcimento, un braccio del santo, la testa di S. Quirino, parte della testa di S. Vincenzo martire, un dito di S. Brigida, un dente di S. Apollonia e tremila ducati d’oro. La solenne processione per la traslazione del corpo avvenne con un grandissimo concorso di devoti. Un suo braccio si esponeva a S. Pietro in Vaticano in un reliquiario donato dal canonico Ottavio d’Este.
M.R.: 9 Maggio - A Nazianzo, in Cappadocia, il natale del beato Gregorio Vescovo, Confessore e Dottore della Chiesa, per la singolare scienza delle cose divine soprannominato il Teologo, il quale, essendo Vescovo di Costantinopoli, vi ristabilì la fede cattolica quasi estinta, e represse le insorgenti eresie.
11 giugno - A Roma la Traslazione di san Gregorio Nazianeno, Vescovo Confessore e Dottore della Chiesa, il cui sacro corpo, trasportato già da Costantinopoli a Roma, e conservato lungamente nella chiesa della santa Madre di Dio in Campo Marzio, dal Sommo Pontefice Gregorio decimoterzo con grande solennità fu trasferito nella Cappella, fatta da lui adornare con grandissima magnificenza nella Basilica di san Pietro, e nel giorno seguente fu con degno onore riposto sotto l'altare. Il natale è il 9 maggio a Nazianzo in Cappadocia.


[ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]


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