| 22 agosto | SAN IPPOLITO DI PORTO | vescovo e martire |
Ippolito, vescovo di Porto, santo, martire, i resti sono dal 1931 nella nuova urna posta nell’altare maggiore di S. Giovanni Calibita. Traslato in questa chiesa dal futuro papa Formoso (891-896), unitamente ai resti di Ercolano, Taurino e Giovanni Calibita, venne ritrovato nel 1640. Parte del suo corpo con le reliquie di Ercolano, Taurino e Giovanni Calibita furono traslate il 7 dicembre 1737 a S. Lorenzo in Damaso presso il nuovo altare della Confessione. A S. Giovanni Calibita il 4 marzo 1742, in occasione della consacrazione dell’altare maggiore, operata dal cardinale vicario Guadagni, mediante le reliquie non insigni dei martiri Zosimo e Faustina, furono ricollocati i corpi di Mario, Marta, Audiface e Abaco e quelli di Ippolito e Ercolano. Il Diario Romano (1926) conferma i suoi resti sia a S. Lorenzo in Damaso che a S. Giovanni Calibita. Nulla si conosce di questo vescovo, probabilmente è da identificarsi con S. Ippolito (13 agosto). Si ebbero varie ricognizioni: 1699, 1737, 1851 e 1931.
M.R.: 22 agosto - A Porto Romano sant’Ippolito Vescovo, chiarissimo per la erudizione, il quale, sotto l’Imperatore Alessandro, per la splendida confessione della fede, gettato, con le mani ed i piedi legati, in una profonda fossa, piena di acqua, ricevette la palma del martirio. Il suo corpo fu sepolto dai Cristiani presso il medesimo luogo.
[ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]
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