| 10 novembre | SAN LEONE I detto MAGNO | papa e dottore della Chiesa |
Nacque sul finire del secolo quarto, da genitori toscani. Si trovava nelle Gallie per una delicata missione diplomatica quando, alla morte di papa Sisto III, fu acclamato suo successore sul soglio di Pietro. Il 29 settembre 440 fu consacrato vescovo di Roma, e la data rimase cara la suo cuore, tanto che ebbe la consuetudine di convocare spesso in quel suo giorno "natale" il sinodo dei vescovi suffraganei e di celebrarne il ricordo nei suoi discorsi, alcuni dei quali sono pervenuti fino a noi.
Leone fu una personalità potente; visse in un'epoca critica di transizione, in cui la decadenza della colossale organizzazione dell'Impero Romano venne a coincidere con l'avvento del Cristianesimo da un lato e con l'irrompere delle civiltà barbariche dall'altro. Papa Leone Magno seppe far fronte con pari energia e pari intelligenza al pericolo delle invasioni barbariche e a quello dell'eresia monofisita, che minacciava la fede della Chiesa nel mistero dell'Incarnazione. Se riuscì a contenere la minaccia di Attila che pesava sull'Italia, dovette assistere impotente, tre anni più tardi, al sacco di Roma compiuto dalle soldataglie di Alarico, re dei Goti (455).
Cercò in ogni modo di mantenere salda e integra la fede e difese strenuamente l’unità della chiesa. Sul piano dottrinale, la battaglia di Leone in difesa di una teologia cristologica che affermasse della persona di Gesù sia la vera umanità (contro Nestorio) sia la vera divinità (contro Eutiche), fu ratificata dal Concilio di Calcedonia (451): "Pietro ha parlato per bocca di Leone", esclamarono i Padri.
E' interessante riconoscere lo stile particolarissimo di questo scrittore e oratore, che pur appartenendo ad un tempo tanto combattuto e inquieto, ha saputo esprimersi con ammirabile serenità e armonia.
Morì nel 461.
Dai "Discorsi" di san Leone Magno, papa.
Tutta la chiesa di Dio è ordinata in gradi gerarchici distinti, in modo che l’intero sacro corpo sia formato da membra diverse. Ma, come dice l’Apostolo, tutti noi siamo uno in Cristo. La divisione degli uffici non è tale da impedire che ogni parte, per quanto piccola,
sia collegata con il capo. Per l’unità della fede e del battesimo c’è dunque fra noi, o carissimi, una comunione indissolubile sulla base di una comune dignità. Lo afferma l’apostolo Pietro: "anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo" (1Pt 2,5), e più avanti: "ma voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato" (1Pt 2,9). La comunione di tutti con questa nostra sede è, quindi, o carissimi, il grande motivo della letizia. Ma gioia più genuina e più alta sarà per noi se non vi fermerete a considerare la nostra povera persona, ma piuttosto la gloria del beato Pietro apostolo.
Si celebri dunque in questo giorno venerando soprattutto colui che si trovò vicino alla sorgente stessa dei carismi e da essa ne fu riempito e come sommerso. Ecco perché molte prerogative erano esclusive della sua persona e, d’altro canto, niente è stato trasmesso ai successori che non si trovasse già in lui. Allora il Verbo fatto uomo abitava già in mezzo a noi. Cristo aveva già dato tutto se stesso per la redenzione del genere umano.
Leone I era nativo della Tuscia, pontificò dal 29 settembre 440 al 10 novembre 461. Nel 1715 le spoglie di Leone Magno furono collocate presso l’altare a lui dedicato nella cappella della Madonna della Colonna a S. Pietro in Vaticano. Inizialmente sepolto nel portico della basilica, nel 688 fu traslato all’interno da Sergio I che gli dedicò un altare. (..)
Dottore della Chiesa, il quale, eccellente per meriti di virtù, fu detto Magno. Al suo tempo si celebrò il santo Concilio Calcedonese, nel quale egli per mezzo dei suoi legati condannò Eutiche e confermò poi con la sua autorità i decreti di quel Concilio.
Finalmente, dopo aver stabilito e scritto molte cose splendidamente, da buon Pastore, sommamente benemerito della santa Chiesa di Dio e di tutto il gregge del Signore, si riposò in pace.
[ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]
Dai "Discorsi" : Pietro e Paolo germogli della divina semente.
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