3 novembreSAN MARTINO DE PORRES religioso

Nacque a Lima nel Perù nel 1579, da padre spagnolo e da madre negra. Da giovane apprese l’arte infermieristica, che in seguito, accolto nell’ordine dei Frati Domenicani, esercitò largamente a vantaggio dei poveri. Trascorse una vita difficile, ma sempre molto umile. Fu devotissimo dell’Eucaristia. Morì nel 1639.

Dall'"Omelia per la canonizzazione di san Martino de Porres" di Giovanni XXIII, papa
La via che Gesù ha insegnato è questa: Prima di tutto: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente". E poi: "amerai il prossimo tuo come te stesso "(Mt 22,37-39). San Martino con l’esempio della sua vita ci dimostra che noi possiamo raggiungere la salvezza e la santità per questa via. Avendo egli conosciuto che Cristo Gesù patì per noi e portò i nostri peccati nel suo corpo fin sul legno, percorse con particolare amore la via del crocifisso. E quando contemplava i suoi orribili tormenti, non poteva trattenersi dal piangere assai diffusamente. Amò pure con speciale affetto l’augustissimo sacramento dell’Eucaristia. Per questo, standosene in un luogo nascosto della chiesa, sostava per molte ore in adorazione dinanzi al tabernacolo. Dell’Eucaristia poi bramava nutrirsi con quanto più amore gli era possibile. San Martino praticava con molto impegno e diligenza il comandamento dell’amore, dato dal divino Maestro. Perciò trattava i fratelli con quella viva carità che gli nasceva da una fede incrollabile e da una profonda umiltà. Amava gli uomini, perché li stimava sinceramente come figli di Dio e fratelli suoi; anzi li amava più di se stesso, poiché con l’umiltà che aveva, riteneva tutti più onesti e migliori di sé. Questo sant'uomo, che con l’esortazione, con l’esempio e con la sua virtù contribuì così efficacemente ad attirare gli altri alla religione, anche oggi ha il potere di innalzare mirabilmente le nostre menti alle cose celesti. Non tutti, purtroppo, comprendono questi supremi doni, com’è necessario, non tutti li tengono in onore, che anzi molti, protesi verso le seduzioni del male, o li stimano da poco o li hanno in antipatia o non se ne curano affatto. Voglia il cielo che l’esempio di Martino insegni salutarmente a molti quanto dolce e quanto felice cosa sia il seguire le orme di Gesù Cristo e conformarsi ai suoi divini comandi.


[ Testo e immagine tratti dal sito a cura dei Monaci Benedettini Silvestrini del Monastero San Vincenzo M. ]


I genitori di San Martino furono un nobile spagnolo, Don Giovanni de Porres, e una povera donna di colore. Il bimbo fu rigenerato allo stesso fonte battesimale dove pochi anni dopo avrebbe ricevuta la stessa grazia Santa Rosa da Lima. Tutte e due queste anime elette avrebbero poi conservato intatto fino alla morte quel primo candore. Il padre non si prese gran cura di Martino, la cui istruzione fu perciò molto limitata, e ben presto, per guadagnarsi la vita, il giovinetto fu messo dalla mamma come apprendista presso un barbiere, dove apprese anche l’arte chirurgica, certo molto rudimentale, ma che in seguito l’avrebbe reso un valido infermiere. Desideroso di consacrarsi tutto al servizio di Dio e del prossimo, vestì l’Abito di Oblato e Terziario nel Convento Domenicano del SS.mo Rosario in Lima, ritenendosi indegno anche del nero scapolare di Converso. Ma Colui che esalta gli umili, profuse in lui tanta copia di grazie, da uguagliarlo ai più grandi taumaturghi. Insieme a quello dei miracoli splendettero in lui meravigliosi doni, come la profezia, la scienza infusa, la bilocazione. Tutte queste ricchezze Martino le profuse per gli altri, vero eroe della cristiana carità. Non contento di essere l’instancabile infermiere dei suoi confratelli, e di tutti i dipendenti del Convento, seppe, lui, povero e disprezzato, soccorrere tutte le miserie di Lima, miserie sia morali che materiali, riuscendo perfino a edificare un grandioso collegio, primo esempio nel Nuovo Mondo, per l’educazione dei fanciulli. Il Capitolo Generale del 1398 l’ho proclamò Patrono dei Fratelli Cooperatori Domenicani. Dal 1966 è Patrono dei Barbieri. Dal 1982 è Patrono degli addetti alla salute pubblica in Perù. Papa Giovanni XXIII lo ha proclamato Santo il 6 maggio 1962.

[ Testo di Franco Mariani - Addetto Stampa Congregazione Suore Domenicane dello Spirito Santo ]




| Enrosadira Home Page | Santi | M | novembre |