| 29 giugno | SAN PAOLO | apostolo e martire |
Paolo era ebreo, per lungo tempo persecutore dei cristiani fino al momento
della sua conversione avvenuta dopo la morte di Cristo. Importantissimo
evangelizzatore nel mondo, della sua vita si può leggere negli Atti degli
Apostoli, morì martire nel I° secolo.
Le notizie su ciò che accadde nel primo secolo ai cristiani, in relazione
alla persecuzione partita dopo l'episodio dell'incendio di Roma di Nerone,
arriva ai nostri giorni con fonti unicamente pagane. Dopo l'incendio, che fu
terribile ed aveva profondamente scosso la popolazione, tutti sospettavano
di Nerone, e così questi si dovette impegnare a trovare "i colpevoli" per
difendere se stesso (scrive Tacito: "...Seguirono quindi cerimonie espiatorie
in onore degli dei e furono consultati i libri della Sibilla.Ma non
bastarono i soccorsi umani, le elargizioni del sovrano o le cerimonie
religiose ad allontanare il sospetto che l'incendio fosse stato provocato.
Per troncare quindi ogni diceria, Nerone fu costretto a cercare i colpevoli
e torturò con i supplizi più raffinati quelli che il volgo chiamava
cristiani e che si erano resi odiosi per le loro colpe. Cristo, il fondatore
di tale setta, era stato messo a morte per opera del procuratore Ponzio
Pilato, durante l'impero di Tiberio. e ancora: "... Dapprima furono arrestati
quelli che si confessavano cristiani, poi, su loro rivelazione, ne fu tratta
in carcere una gran moltitudine, non tanto sotto l'accusa di aver incendiato
Roma, quanto per il loro odio contro il genere umano. Al supplizio fu
aggiunta una nota di atroce scherno: alcune vittime furono ricoperte con
pelli di bestie feroci e fatte morire sbranate dai cani, altri furono
crocifissi e fatti ardere nella notte a guisa di torce...).
Numerose sono le fonti che affermano che anche gli apostoli Pietro e Paolo
subirono il martirio in Roma, durante questa persecuzione. L'anno esatto del
martirio non è noto.
Così racconta Lattanzio: ".Frattanto i discepoli, che in quel tempo erano
rimasti in undici, scelti Mattia e Paolo al posto del traditore Giuda, si
sparsero per tutta la terra a predicare il vangelo, come aveva comandato
Cristo, loro maestro e Signore, e per venticinque anni, fino all'inizio del
principato di Nerone, gettarono le fondamenta della chiesa per tutte le
provincie e le città dell'impero.
Scrive Sulpicio Severo: ". Nella persecuzione neroniana furono condannati a
morte gli apostoli Paolo e Pietro: al primo fu reciso il capo con un colpo
di spada, il secondo fu crocifisso". Paolo, decapitato con un colpo di
spada, viene paragonato, da Tertulliano, al Battista: ". nella chiesa Paolo
è coronato dello stesso martirio di Giovanni il Battista.". Origene: ".
Paolo, che navigò da Gerusalemme all'Illiria per predicare il vangelo di
Cristo e che alla fine suggellò la sua predicazione con il martirio nella
Roma di Nerone."
[ Testo del Gruppo santi di Via Pienza ]
Paolo, apostolo, santo, martire, il corpo è custodito sotto l’altare maggiore di S. Paolo f.l.m., opera del 1285 rimasta illesa dal fuoco che distrusse quasi completamente la basilica nel 1823. Il capo, ritrovato nella basilica Ostiense, si venera nella basilica del Laterano. Le reliquie insigni delle teste degli Apostoli Pietro e Paolo, ricordate fin dall’VIII secolo nel Sancta Sanctorum, furono qui traslate da papa Urbano V, secondo la tradizione la cerimonia avvenne il 16 aprile 1369. Il pontefice, per meglio onorarle, aveva fatto costruire due busti in argento dorato, capolavori di oreficeria, eseguiti da Giovanni Bartoli da Siena. I reliquiari, adornati di gemme, in parte donate da Carlo V il Saggio del ramo dei Valois, furono purtroppo fusi per il pagamento di 30.000 fiorini imposto dal trattato di Tolentino. Il 12 aprile del 1438 alcune gemme furono rubate. Una ricognizione venne fatta il 23 luglio 1823 dal cardinale Antonelli, che comprovò l’autenticità dei resti, ovvero: frammenti ossei di mandibole, denti e porzioni di crani. In quella occasione furono riposti nei nuovi busti reliquiari, opere di Giuseppe Valadier, donati dalla duchessa Maria Emanuela Pignatelli. Paolo, principe degli apostoli, decapitato nel 67 alle "Tre Fontane", venne sepolto ove sorge la basilica a lui intitolata. Il Diario Romano (1926) ricorda qui la cerimonia durante la quale si incensa la Fenestella confessionis e il bacio delle catene che lo imprigionavano.
M.R.: 29 giugno a Roma il natale dei santi Apostoli Pietro e Paolo, i quali patirono nello stesso anno e nello stesso giorno sotto Nerone Imperatore. Il primo di questi, nella medesima Città, crocifisso col capo rivolto verso la terra, e sepolto nel Vaticano presso la via Trionfale, è celebrato con venerazione da tutto il mondo; l'altro, decapitato e sepolto sulla via Ostiense, è venerato con pari onore. 18 novembre a Roma la Dedicazione delle Basiliche dei santi Apostoli Pietro e Paolo. La prima di esse, ricostruita in forma più maestosa, fu consacrata in questo stesso giorno dal Sommo Pontefice Urbano ottavo; l'altra poi, quasi interamente distrutta da un miserando incendio e riedificata con maggior magnificenza, venne solennemente consacrata il 10 Dicembre da Pio nono, il quale stabilì che in questo giorno se ne celebrasse l'anniversario.
[ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]
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