| 19 ottobre | SAN PAOLO DELLA CROCE | sacerdote |
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Nato ad Ovada (AL) nel 1694; da giovane aiutò il padre nel suo commercio e ascoltando una predica sulla passione di Cristo, decise di porsi al servizio di Cristo. Maturò la sua vera vocazione dedicandosi alla preghiera e a dure penitenze. Anima eminentemente contemplativa, trascorreva fino a sette ore consecutive immerso in profonda meditazione. Servì i poveri e i malati e radunò attorno a sé dei compagni. Ordinato sacerdote, si adoperò sempre di più per la salvezza delle anime, esercitando intensa attività apostolica. Fondò la Congregazione dei Chierici scalzi della Ss.ma Croce e Passione di N. S. Gesù Cristo (Passionisti). Chiuse placidamente gli occhi nel Signore l’anno 1775, nel convento romano annesso alla chiesa dei Ss. Giovanni e Paolo, sul Celio. Pio IX lo incluse nell’elenco dei santi il 28 giugno 1867.
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Dalle "Lettere" di san Paolo della Croce, sacerdote
E’ cosa nobile e santa meditare sulla passione di Cristo; questo è il modo di arrivare alla santa unione con Dio. In questa santissima scuola s’impara la vera sapienza: qui l’hanno imparata i santi. Quando poi la croce del nostro dolce Gesù avrà poste più profonde radici nel vostro cuore, canterete: Soffrire, non morire; oppure: Soffrire o morire; oppure ancora meglio: Non soffrire e non morire, ma solamente trasformarsi totalmente secondo la volontà divina.
L’amore è virtù unitiva e fa proprie le pene dell’amato Bene. L’anima amante gioisce nel suo dolore e fa festa nel suo doloroso amore. Siate dunque fedeli nell’esercizio delle virtù e massime nell’imitare il dolce Gesù paziente, perché questo è il gran culmine del puro amore. Fate che non solamente nell’interno, ma anche nell’esterno si veda da tutti che portate l’immagine di Gesù Crocifisso, tutto dolce, mansueto, paziente. Chi infatti si mantiene interiormente unito con il Figliolo del Dio vivo, ne porta l’immagine anche al di fuori, con un continuo esercizio d’eroica virtù e massime d’un patire virtuoso, che non si lamenta né di dentro né di fuori.
Divenuti veri innamorati del Crocifisso, celebrerete ogni momento la festa della croce nel tempio interiore, in un silenzioso penare senza appoggio a creatura alcuna. E poiché le feste si celebrano con allegrezza, così la festa della croce dei devoti del Crocifisso si fa penando e tacendo con volto ilare e sereno, perché tal festa sia più segreta alle creature e scoperta solamente al sommo Bene. In questa festa si fa sempre solenne banchetto, perché ci si nutre della divina volontà, ad esempio del nostro Amore Crocifisso.
| [ Testo e immagine tratti dal sito |
| a cura dei Monaci Benedettini Silvestrini del Monastero San Vincenzo M. ] |
Paolo della Croce, fondatore della Congregazione detta dei Chierici Scalzi della SS.ma Croce e Passione di N.S.G.C. (Passionisti). Nato ad Ovada (AL) il 3 gennaio 1694 e morto a Roma il 18 ottobre del 1775 fu iscritto nell’albo dei santi il 29 giugno del 1867. Il corpo, già sepolto nella prima cappella a sinistra della chiesa dei Ss. Giovanni e Paolo al Celio, fu esposto alla venerazione dei fedeli sotto l’altare del Santissimo. Dal 25 aprile del 1880 è nell’attuale urna. Questo santo accettò nel suo ordine S. Vincenzo Maria Strambi, che fu sepolto in questa chiesa, dall’otto gennaio 1824 al 12 novembre 1957, cioè fino alla sua traslazione nella chiesa di S. Filippo a Macerata.
M.R.: 28 aprile - San Paolo della Croce, Prete e Confessore, che fu Fondatore della Congregazione detta della Croce e della Passione di nostro Signore Gesù Cristo, e si riposò nel Signore il 18 ottobre. Illustre per mirabile innocenza e penitenza e acceso di singolare amore verso Cristo crocifisso, dal Papa Pio nono fu ascritto nel catalogo dei Santi, e la celebrazione della sua festa venne fissata al 28 aprile.
[ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]
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