| 21 dicembre | SAN PIETRO CANISIO | sacerdote e dottore della chiesa |
Pietro Kanijs, latinizzato in Canisius e italianizzato in Pietro Canisio, nacque a Nimega, in Olanda, nel 1521, l'anno della ribellione del monaco agostiniano Martin Lutero.
Suo padre era il borgomastro della città. Iniziò gli studi letterari per passare a quelli di diritto canonico e civile a Colonia, in un´atmosfera arroventato dalle lotte di religione scatenate da Lutero
a causa della rottura con Roma, nella quale trascinò i paesi del Nord Europa.
Canisio divenne un giovane e brillante avvocato, ma la sua chiamata era un altra: proprio a Colonia, nel silenzio del monastero certosino gli era capitato tra le mani un opuscolo di Esercizi spirituali di sant´Ignazio di Loyola.
che lo illuminarono e lo aiutarono a maturare la sua scelta, così lasciò la natale Nimega, per completare gli studi teologici a Magonza, una delle roccaforti del protestantesimo.
Entrò quindi nella Compagnia di Gesù per difendere dai pulpiti il valore della tradizione cattolica.
Nel 1549 insegna nella nuova università di Ingolstadt e nel 1556 diviene superiore della provincia religiosa dei gesuiti.
Alla terza riapertura del concilio di Trento il cardinale Truchsess lo volle al suo seguito e il papa lo nominava suo consigliere.
Nell´assise ecumenica Canisio si distinse per la profondità della sua cultura teologica, per la grande moderazione e per la capacità di mediare tra le varie correnti al fine di mantenere i dibattiti nella carità e nella conciliazione.
Alla finde del concilio, Ignazio di Loyola lo chiamò in Italia, invaindolo prima a Messina per avviare un collegio di studi e quindi a Bologna dove conseguì il dottorato in teologia.
Chiamato a ricoprire ruoli nella politica attiva della chiesa, si adoperò come legato papale all´accettazione e applicazione dei decreti emanati dal concilio tridentino da parte degli stati cattolici.
In seguito alla sua dedizione alla chiesa il papa san Pio V gli offrì la cattedra cardinalizia, che Pietro Canisio declinò
preferendo ritirarsi in preghiera e penitenza nel convento di Friburgo, in Svizzera, dove il 21 dicembre 1597 morì.
Fu canonizzato nel 1925 e nominato «dottore della chiesa», mentre la chiesa di Germania giò lo aveva affiancato come suo secondo apostolo accanto a san Bonifacio.
Dagli "Scritti" di san Pietro Canisio, sacerdote.
…Tu conosci, Signore, in quanti modi e quante volte – in quello stesso giorno – mi hai affidato la Germania, per la quale in seguito avrei continuato ad essere sollecitato, per la quale avrei desiderato vivere e morire. Tu alla fine, come se mi si aprisse il cuore del sacratissimo corpo, che mi sembrava di vedere davanti a me, mi hai comandato di bere a quella sorgente, invitandomi, per così dire, ad attingere le acque della mia salvezza dalle tue fonti, o mio Salvatore. Ed io desideravo ardentemente che fiumi di fede, di speranza e di carità di là si versassero in me. Avevo sete di povertà, di castità, di obbedienza e domandavo di essere da te tutto lavato, vestito e ornato. Quindi, dopo che avevo osato giungere al tuo cuore dolcissimo ed estinguere in esso la mia sete, tu mi promettevi una veste intessuta di tre parti, che potessero proteggere la nudità della mia anima e che fossero sommamente adatte a questa missione: erano la pace, l’amore e la perseveranza. Rivestito di questo indumento di salvezza, io avevo fiducia che niente mi sarebbe mancato, ma ogni cosa si sarebbe realizzata per la tua gloria.
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