15 marzoBEATO PLACIDO RICCARDI monaco

La Sabina, è anche spiritualità e misticismo. Infatti oltre alla valle Santa nel nostro territorio esistono molte altre località nelle quali persone elevate alla gloria degli altari nacquero, predicarono o addirittura subirono il martirio. Ad esempio al nome di Farfa sono legati ben 5 Santi: San Lorenzo Siro, San Tommaso da Morianna, Don Agostino Zanoni, il Beato Ildefonso Schuster ed il Beato Placido Riccardi. Quest'ultimo nacque a Trevi, in Umbria, il 24 Giugno 1844 da Francesco e Maria Stella Paoletti, terzogenito di 10 figli. Fu battezzato nella vicina chiesa di San Emiliano, con il nome di Tommaso. Nel 1853 entrò nel Collegio Lucarini ove si distinse come attestano numerose menzioni e medaglie conferitegli. Nel 1862 chiuso il collegio nel quale studiava si pose sotto la direzione spirituale di Don Ludovico Pieri, che ne intuì la vocazione. La vocazione stessa gli fu profetizzata dallo stesso Don Ludovico quando Tommaso Riccardi si licenziò da lui per proseguire gli studi a Roma. Don Pieri era un santo sacerdote di Trevi, fu anche padre spirituale ed ispiratore del beato Pietro Bonilli. A Roma nell'anno accademico 1865-66 frequentò il corso di filosofia, presso i domenicani alla Minerva. Dopo un pio pellegrinaggio al Santuario di Loreto ed un corso di Esercizi spirituali, il 12 Novembre 1866 decise di entrare come postulante nell'Abbazia benedettina di S. Paolo fuori le Mura a Roma . Ammesso al noviziato (5/1/1867) col nome di Tommaso, fu ordinato Suddiacono il 2/4/1870 e Diacono il 24/9/1870. Il 19 Gennaio 1868 invece fece la professione religiosa prendendo il nome di Placido. Chiamato alla leva richiese qualche giorno per terminare i suoi esami, ma fu immediatamente dichiarato disertore. Giunto a Spoleto a perorare la sua causa, poiché nel frattempo il governo piemontese che dominava anche su Roma aveva decretato l'amnistia, si scoprì che il suo caso non vi rientrava e pertanto venne arrestato il 5 Novembre 1870 alle Fonti del Clitunno, mentre rientrava a Trevi ( quindi pochi giorni dopo che era stato ordinato Diacono). Tradotto a Firenze fu processato e condannato ad un anno di reclusione, ma poi graziato e avviato al reggimento a Pisa (30/12/1870). Dopo accertamenti medici, fu dichiarato inabile e congedato il 27/1/1871. Il 7 febbraio rientrava in S. Paolo dove il 10 marzo faceva la professione solenne e il 25 marzo veniva consacrato sacerdote. Negli anni di vita religiosa successivi il benedettino Riccardi ebbe vari incarichi: Vice Maestro degli Alunni, Maestro dei Novizi, Vicario Abbaziale delle Benedettine di S. Magno ad Amelia in due diverse epoche. Il 20/8/1994 mentre lasciava il monastero di Amelia per rientrare a Roma per la sua salute cagionevole, una monaca così scriveva di lui: "Don Placido è partito lasciando tutte nel più profondo dolore. Austero con sé stesso, ma tutto carità per noi, specie le malate. La sua carità si stendeva anche presso gl'indigenti di Amelia. Le sue virtù hanno destato l'ammirazione di tutta la città". Successivamente fu mandato come rettore nel monastero di Farfa per cercare di salvare il salvabile. L'Abbazia infatti era ridotta in condizioni miserissime. A Farfa dove restò ininterrottamente per 20 anni si ebbe l'apoteosi dell'umiliazione e del trionfo della santità di Don Placido. Il religioso nell'ex Abbazia imperiale si dedicò ad una vita di intensa preghiera e zelo apostolico per le popolazioni vicine. Don Placido rivolse la sua attenzione alla gente, nella loro estrema indigenza le persone venivano aiutate spiritualmente e materialmente. Nella sua prodigalità Don Placido si rammaricava di non possedere più neanche i propri effetti personali da donare ai poveri. Nel 1912 il suo fisico già da sempre poco florido, ulteriormente fiaccato da una vita di penitenze e di privazioni, era tanto debilitato che il sant'uomo dovette essere ricondotto a Roma. Secondo alcune fonti fu trasportato di nuovo a San Paolo fuori le Mura perché colpito da paralisi. Nella capitale visse ancora 2 anni e mezzo, assistito dal suo discepolo ed amico Don Ildefonso Schuster, poi Cardinale, Vescovo di Milano e suo biografo. Don Placido Riccardi in pratica fu colui che accompagnò in qualità di direttore spirituale il Beato Ildefonso durante il suo cammino religioso. Placido Riccardi spirò la sera del 15 Marzo 1915. Nel 1925 il suo corpo fu traslato nell'Abbazia di Farfa, dove tutt'ora riposa nella Cappella del Crocifisso. Nel 1928 iniziò il processo di canonizzazione, fu proclamato Beato il 5 Dicembre 1954 da Pio XII in San Pietro a Roma (in pratica pochi mesi dopo la morte di Schuster). A Trevi gli fu intitolata la strada che da piazza del Comune (piazza Mazzini) sale verso la chiesa da S. Emiliano passando davanti alla sua casa, dove fu apposta una lapide. A Roma porta il suo nome il grande piazzale retrostante la Basilica di San Paolo.

[ Autore: Andrea Del Vescovo ]

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