| 8 novembre | SANTI QUATTRO CORONATI | martiri |
Quattro Coronati, santi, martiri, le reliquie sono custodite in quattro arche: due di porfido rosso, una di porfido nero, una di serpentino, nella chiesa a loro intitolata. Questo gruppo di martiri, detto dei Quattro Coronati (il numero sostituisce il loro anonimato ed è completato dalla corona simbolica del martirio) è da identificarsi in quei santi già venerati all’inizio del IV secolo nel cimitero dei Ss. Pietro e Marcellino sulla via Labicana. Secondo la passio di S. Sebastiano si vogliono martirizzati poichè si erano opposti al sacrificio ad Esculapio, disubbidendo così all’ordine di Diocleziano che imponeva tale cerimonia a tutti i soldati romani.
I corpi, raccolti da S. Sebastiano e da papa Milziade, furono seppelliti al III miglio della via Labicana. Il papa non conoscendo i loro nomi stabilì che fossero venerati come Claudio, Nicostrato, Simproniano e Castorio. Nomi, che unitamente a quello di Simplicio, si sono attribuiti ai cinque presunti martiri scalpellini della Pannonia.
I Quattro Coronati della basilica celimontana si vollero anche identificare o aggiungere ai quattro martiri di Albano: Secondo, Severiano, Carpoforo e Vittorino, questi sepolti nel cimitero di S. Senatore al XV miglio della via Appia. Ed è con tali nomi (Secondo è detto Severo) che troviamo nel M.R. menzionati i Quattro Coronati.
Nel VI secolo la chiesa, per esservi state traslate alcune reliquie di quattro martiri anonimi, fu dedicata ai santi Quattro Coronati. Nel 1112 furono ritrovati in due sarcofagi le reliquie deposte da Leone IV (847-855).
Nei restauri eseguiti nel 1624 dal cardinale Giovanni Garzia Millini fu rinvenuto con le reliquie già trovate nel 1112 il capo di S. Sebastiano custodito in un reliquiario d’argento smaltato, deposto da Gregorio IV.
La reliquia del capo di uno dei Quattro Coronati, secondo la lapide di consacrazione del 1123, sarebbe tumulata in S. Maria in Cosmedin.
M.R.: 8 novembre - A Roma, sulla via Labicana, il natale dei santi Quattro Coronati fratelli, cioè Severo, Severiano, Carpoforo e Vittorino, i quali, sotto l'Imperatore Diocleziano, furono percossi fino alla morte con flagelli piombati. Non essendosi allora potuto conoscere i loro nomi, che, dopo alcuni anni, si seppero per divina rivelazione, fu stabilito che si celebrasse l'anniversario di essi, insieme con quei cinque (Claudio, Nicostrato, Sinforiano, Castorio e Simplicio), sotto il nome dei santi Quattro Coronati; uso che perseverò nella Chiesa, anche dopo la rivelazione dei loro nomi. 8 novembre - A Roma, sulla via Labicana, a tre miglia dalla città, la passione dei santi Martiri Claudio, Nicostrato, Sinforiano, Castorio e Simplicio, i quali, prima messi in prigione, quindi crudelissimamente tormentati cogli scorpioni, finalmente, non potendo essere smossi dalla fede di Cristo, da Diocleziano furono fatti precipitare nel fiume.
[ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]
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