Saturnino
, santo, martire di Roma, il 29 novembre del 304 venne decapitato con Sisinnio sulla Via Nomentana a due miglia dall’Urbe. Oggi, non lontano da questo luogo, sorge una chiesa parrocchiale a lui intitolata ed edificata nel pontificato di Pio XI (1929-1939). Le reliquie in epoca imprecisata furono portate, dalla basilica a lui dedicata "in Trasone" (Via Salaria con via Yser), ai Ss. Giovanni e Paolo al Celio. Dopo vari trasferimenti nell’ambito della chiesa, il cardinale Filippo Paolucci sistemò le spoglie, dopo averne fatto la ricognizione il 22 aprile 1726, nel primo altare a destra. In tale occasione un frammento di reliquia fu donato a Benedetto XIII (1724-1730). Una seconda ricognizione fu effettuata il 7 gennaio 1949 dal cardinale Marchetti Selvaggiani. A Roma sono ricordate alcune reliquie di S. Saturnino: ai Ss. Silvestro e Martino ai Monti e a S. Maria in Via Lata parte di un braccio e parte della testa ai Ss. Vincenzo e Anastasio alla Regola. Gregorio XIII, il 20 giugno del 1581, concesse l’indulgenza plenaria in perpetuo ai visitatori della basilica del Celio nel giorno del suo dies natalis e Giovanni XXIII (1958-1963) ha autorizzato i Passionisti, che officiano la chiesa dal 1773, la celebrazione della Messa di III classe nello stesso giorno.
M.R.: 29 novembre - A Roma, sulla via Salaria, il natale dei santi Martiri Saturnino il vecchio, e Sisinio Diacono, sotto il Principe Massimiano i quali, lungamente straziati in prigione, per ordine del Prefetto della città furono sospesi sull'eculeo e stirati con nervi, percossi con bastoni e scorpioni, quindi bruciati con fiamme, e finalmente, deposti dall'eculeo, furono decapitati. I corpi dei due martiri furono poi sepolti da Trasone nella sua proprietà sulla Salaria nova.
[ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]
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