| 23 settembre | SAN SOSIO | martire |
Nacque a Miseno nel 205 d.c. Fu uno dei più ardenti animatori di gruppi dei
primi cristiani. Papa Simmaco ce lo mostra Diacono zelantissimo fino al
sacrificio. Fu talmente ripieno di Spirito Santo che il suo consiglio fu
richiesto anche dal grande vescovo nolano san Gennaro. Fu durante una visita
di questi che il popolo vide una fiammella pentecostale sulla testa del
santo. Morì decapitato il 19 settembre del 305 presso la solfatara di
Pozzuoli, durante la persecuzione di Diocleziano, proprio insieme a san Gennaro. Il suo corpo fu traslato a
Miseno il 23 settembre dello stesso anno, che fu fissato come giorno della
sua festa. I Benedettini, che custodirono il corpo a Napoli, durante le
scorrerie dei Saraceni, ne diffusero il culto in Campania, nel Lazio e
persino in Africa. Il popolo lo invoca efficacemente contro i mali delle
ossa. Particolarmente venerato a Castro dei Volsci (Frosinone).
Preghiera
Dio onnipotente e misericordioso, che hai dato a S. Sosio un'invitta
costanza fra i tormenti del martirio, per i suoi meriti e la sua
intercessione soccorrici nelle persecuzioni e contrarietà della vita
mantenendoci costanti nella fede e sollevaci nelle infermità dell'anima e
del corpo. Per Cristo nostro Signore. Amen.
[ Testo originale e immagine inviati da Felice Stasio ]
San Sosio è patrono di Frattamaggiore (NA), ove è chiamato Sossio.
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