| 29 dicembre | SAN TOMMASO BECKET | arcivescovo e martire |
Tommaso Becket, nato a Londra da un ricco mercante, era stato Cancelliere del Re d’Inghilterra, Enrico II, quindi suo consigliere e confidente. Ne fu anzi ottimo amico, perché il Sovrano inglese non si sottrasse al fascino di quel giovane intelligente, elegante e ambizioso. Re e Cancelliere sembravano essere in perfetto accordo, e quando morì, nel 1161, l’Arcivescovo di Canterbury, Primate d’Inghilterra, il sovrano pensò di eleggere al suo posto quel suo collaboratore energico e fidato. Così, il brillante Cancelliere fu ordinato sacerdote e consacrato Arcivescovo, capo spirituale di tutto il popolo cristiano dell’Inghilterra. Ma Tommaso deluse le aspettative del sovrano. Diventato Arcivescovo, antepose gli interessi spirituali dei fedeli agli interessi del Re. Il Re che era stato suo amico divenne suo nemico, tentò di imprigionarlo, e Tommaso dovette rifugiarsi in Francia. Tornato in patria subì il martirio nella sua stessa cattedrale, per mano di quattro cavalieri, colpito a morte davanti all’altare, prima
di spirare, disse: "Accetto la morte in nome di Gesù e della Chiesa".
Dalle "Lettere" di san Tommaso Becket, vescovo
E’ necessario che siano molti quelli che piantano, molti quelli che irrigano: l’espansione della parola e l’incremento dei popoli lo esigono; già l’antico popolo, cui bastava un solo altare, aveva per necessità molti maestri; tanto ora per la venuta e l’affluenza dei popoli, per i quali non basterebbe il Libano per il fuoco dei sacrifici e non sarebbero sufficienti per l’olocausto gli animali non solo del Libano, ma neppure di tutta la Giudea. Ma chiunque sia che irriga e pianta, Dio non dà incremento se non a colui che ha piantato nella fede di Pietro e aderisce alla sua dottrina. E veramente a lui ci si riferisce per le massime cause del popolo che devono essere esaminate dal Sommo Pontefice, e i giudici della Chiesa sono posti sotto di lui, perché sono chiamati a parte della sollecitudine per esercitare la potestà loro affidata.
| [ Testo tratto dal sito |
| a cura dei Monaci Benedettini Silvestrini del Monastero San Vincenzo M. ] |
In Inghilterra, nel 1170, martirio di san Tommaso Becket , arcivescovo di Canterbury. Esiliato a causa della giustizia e della libertà, trascorse sei anni a Pontigny, dove vestì l'abito cistercense benedetto dal papa Alessandro III. Ritornato nella sua diocesi, dopo innumerevoli fatiche e sofferenze, venne assassinato nella sua cattedrale dai sicari del re. Fu sepolto con la cocolla cistercense.
Tommaso Becket, arcivescovo di Canterbury, santo, martire, l’Inventario (1870) indica sue reliquie a S. Maria Maggiore. Dove nella Solenne Esposizione di esse, che si effettuava il giorno di Pasqua, si mostravano la sua tunica insanguinata, parte di un braccio ed il cervello. Nel Tesoro della basilica è conservato un reliquiario di vetro, bronzo dorato e argento, contenente alcuni suoi resti. Il Diario Romano (1926) vuole alcune reliquie conservate nella chiesa dei Ss. Bonifacio ed Alessio all’Aventino.
[ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]
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