| SAN VENANZIO DI LUNI | vescovo |
Su San Venanzio, vescovo di Luni dal 594 al 603 esistono numerosi documenti biografici propri del periodo episcopale, la sua santità e la sua attività apostolica infatti, sono documentate nella corrispondenza e ne “I Dialoghi” del grande Papa, San Gregorio I, suo contemporaneo e confidente.
Quasi nulla invece si conosce dei primi e gli ultimi anni della vita del santo.
Il VI secolo fu quello in cui fiorì maggiormente il monachesimo in Lunigiana e il nome più illustre fu quello di San Venerio, il romito della Palmaria e del Tino.
Molto probabilmente anche San Venanzio fu un monaco, prima di essere nominato vescovo, come del resto era stato monaco il Papa San Gregorio.
Secondo alcuni autori, sarebbero esistiti, pressoché contemporanei, due santi di nome Venanzio in Lunigiana: uno vescovo di Luni e l’altro abate nel vicino monastero dì Ceparana.
Gli storici più recenti però, respingono questa ipotesi e preferiscono sposare la tesi che il medesimo San Venanzio, vescovo di Luni, era stato monaco in qualche monastero vicino, prima di essere elevato alla dignità episcopale.
La diffusione del monachesimo in Lunigiana in quel periodo di tempo, lo zelo dimostrato da San Venanzio per la restaurazione della disciplina nei monasteri della sua diocesi e la fondazione da lui voluta di un monastero femminile nella stessa città di Luni, sarebbero una conferma di questa tesi.
Sull’origine di San Venanzio, la maggior parte degli autori si accordano nel ritenere che non fosse nativo della Lunigiana, ma provenisse da Piacenza, sua città natale e anche se nessuno porta motivazioni o fonti specifiche a supporto, la cosa appare verosimile se si pensa alla sua amicizia con Costanzo, vescovo di Milano.
Inoltre vi è il racconto del miracolo di San Sabino, vescovo di Piacenza, fatto appunto da San Venanzio al Papa Gregorio Magno.
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