| 01 gennaio | SAN VINCENZO MARIA STRAMBI | religioso |
Nato a Civitavecchia (Roma) il 1 gennaio 1745, figlio di un farmacista.
Il 4 novembre 1762 entrò nel seminario di Montefiascone ricevendo la tonsura e gli Ordini minori.
Frequentò il Collegio Nuovo di Roma e fu uditore dei domenicani a Viterbo.
Il 14 marzo 1767 a Bagnoregio divenne diacono, nel mese di novembre sempre a Bagnoregio entrò come Rettore del Seminario e il 19 dicembre 1767 divenne sacerdote.
Entrò nella Congregazione dei Passionisti di san Paolo della Croce nel 1769 ove il 24 settembre dello stesso anno fece la sua professione.
Iniziò la sua missione di predicatore, da solo o in gruppo, fra la gente dell’Italia Centrale ed esercitò varie volte l’apostolato insieme a san Gaspare del Bufalo.
A Roma predicò più volte anche davanti al Collegio Cardinalizio. Grande direttore spirituale, eccellente missionario ed eccezionale catechista, predicava con fervore e competenza Gesù Cristo, evidenziando la Sua Passione.
Proprio sulla Passione scrisse anche un'opera teologica. Formatore dei giovani passionisti e superiore provinciale, fu postulatore della causa di canonizzazione del Fondatore, di cui pubblicò una biografia (1786), opera fondamentale per la conosenza di san Paolo della Croce.
Fu direttore spirituale di tante anime elette come la ven. Luisa Maurizi e la beata Anna Maria Taigi.
Il 5 luglio 1801 venne nominato vescovo di Macerata e Tolentino, dove promosse con zelo apostolico la riforma del clero e del popolo, dedicandosi inoltre alle opere di carità verso i poveri.
Costruì un nuovo seminario in cui profuse ogni attenzione, come la scelta dei professori, l’accoglienza personale di ogni singolo seminarista, teneva personalmente lezioni ogni settimana favorì le lezioni di canto gregoriano.
Ampliò l’orfanotrofio dei Padri Somaschi, e il Conservatorio di Tolentino, eresse un ricovero per i vecchi. Con la filatura della canapa creò un giro economico per aiutare i poveri e rpestò particolare attenzione all’organizzazione del catechismo per i giovani e per gli adulti.
Durante i movimenti rivoluzionari del suo tempo, fu intrepido difensore della libertà della Chiesa, preferendo l'esilio a Novara al giuramento di fedeltà a Napoleone.
Nell’ottobre 1809 si trasferì a Milano ospite dei Barnabiti e poi di varie persone dell’alta borghesia e nobiltà.
Dopo la rinuncia alla sede episcopale nel 1823, fu chiamato da Leone XII come consigliere a vivere nel palazzo papale del Quirinale, dove morì, colpito da apoplessia, il 1 gennaio 1824, offrendo a Dio la sua vita in sostituzione di quella del Papa gravemente ammalato.
Fu sepolto nella basilica dei ss. Giovanni e Paolo, ma il 12 novembre 1957 il suo corpo venne traslato nella chiesa di s. Filippo in Macerata.
Beatificato il 26 aprile 1925 da Pio XI, canonizzato da Pio XII l’11 giugno 1950.
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