| 15 giugno | SAN VITO | martire |
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Nato a Marsala (Sicilia) nell'anno 286 d.C., Vito rimase orfano di madre e fu affidato alle cure di una nutrice cristiana di nome Crescenzia
e di un educator, pure lui cristiano di nome Modesto, he di nascosto dal padre lo educarono alla fede cristiana.
La leggenda racconta che il piccolo Vito già all'età di sette anni compiva miracoli.
La persecuzione di Diocleziano iniziata il 23 febbraio 303, raggiunse ben presto la Sicilia, dove numerosi credenti preferivano morire
piuttosto che rinnegare la propria fede. Il padre di Vito, scoperto che il figlio era cristiano cerco di strapparlo a quella fede,
ma ottenuto un rifiuto dal figlio, lo denunciò egli stesso alle autorità
Vito fu imprigionato e torturato subendo tutto questo con coraggio e con gioia per essere simile al Signore sulla croce.
A questo punto la storia si mescola con la leggenda che lo vuole liberato da un angelo e portato in Lucania dove continuò il suo apostolato.
La sua fama di esorcista giunse fino all'imperatore Diocleziano, che gli chiese di liberare il figlio posseduto da un demonio.
Nonostante ciò fu lo stesso Diocleziano che in seguito ne ordinò l'uccisione che avvenne presso il fiume Sele.
Più probabilmente fu portato prigioniero insieme ai suoi istitutori in Lucania, dove avvenne il martirio.
E' patrono di Mascalucia (Catania).
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Le reliquie di San Vito sono venerate in molte chiese d’Europa. Secondo l’Inventario (1870) si esponeva un suo braccio nella chiesa romana dei Ss. Vito, Modesto e Crescenzia. I resti di S. Vito e dei suoi compagni furono usati per la consacrazione di questa chiesa nel 1586 e si trovano, secondo il Diario Romano (1926), nella basilica dei Ss. XII Apostoli.
M.R.: 15 giugno - Presso il fiume Sele, nella Lucania, il natale dei santi Martiri Vito, Modesto e Crescenzia, i quali, sotto l’Imperatore Diocleziano, là condotti dalla Sicilia, dopo aver superato per divina virtù la caldaia di piombo bollente, le fiere e il rogo, compirono il corso del loro glorioso combattimento.
[ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]
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